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L'ultimo eretico secondo Simone Cristicchi

La stagione della Grande Prosa del Centro Santa Chiara si conclude - da giovedì a domenica - con l'atteso ritorno del cantautore che da tempo sperimenta un teatro di narrazione civile ad alto tasso di intelligenza e stimolo alla riflessione. In scena "Il secondo figlio di Dio", vita morte e miracoli di David Lazzeretti, un  barrocciaio che diventa profeta. Una mistica utopia del visionario di fine 800 che esce dalle pagine di storia meno conosciuta

Pubblicato il - 03 aprile 2018 - 17:09

TRENTO. Per il suo ultimo appuntamento con la Stagione di “Grande Prosa”, il Centro Servizi Culturali S. Chiara chiude nel segno del cantattore Simone Cristicchi. Da giovedì 5 a domenica 8 aprile il Teatro “Sociale” ospiterà “IL SECONDO FIGLIO DI DIO – Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti”. Uno spettacolo scritto da Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi, che ne è anche l'interprete, per la regia di Antonio Calenda.
 
  Dopo il grande successo ottenuto nel 2015 con “Magazzino 18”, Simone Cristicchi torna al Teatro “Sociale” con “IL SECONDO FIGLIO DI DIO – Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti”, suo ultimo lavoro teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell'Amiata”.  Uno spettacolo ambientato in un piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e Monte Amiata), che narra la grande avventura di un mistico, l'utopia di un visionario di fine Ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale.

 

 Il narratore Cristicchi ricostruisce la parabola dell’«ultimo eretico» Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, ed il suo sogno rivoluzionario per i tempi culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull'istruzione, la solidarietà e l'uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane.

 

 Una figura ancora poco nota e da scoprire, diventata però negli anni oggetto di studio da parte di celebri personalità storiche e culturali quali Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci. Una ricostruzione storica che viene arricchita da una recitazione che si alterna a canzoni inedite - scritte dallo stesso Cristicchi con Valter Sivilotti - che si fondono con le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio.

  Dopo “Magazzino 18”, quindi, il quarantunenne artista romano torna a sfogliare alcune pagine di storia poco conosciute, dimostrando di sentirsi sempre più a suo agio nel doppio ruolo di cantautore e attore teatrale, come sottolinea il regista Antonio Calenda nelle note di regia.  «Lo spettacolo si inserisce nel solco tracciato da “Magazzino 18”, primo esempio di un genere nuovo che con Simone Cristicchi abbiamo voluto definire “musical civile” - precisa– ed è proprio grazie al raro talento di Simone che è nato “Il secondo figlio di Dio”. Anche in questo spettacolo, infatti, la canzone dal vivo appare nelle vesti di testimonianza alta, che scopre la sua dimensione epica come strumento di racconto di grandi accadimenti. David Lazzaretti, detto “il Cristo dell'Amiata” - prosegue – diventa il protagonista di una straordinaria vicenda ignota ai più, una storia che se non la senti non ci credi, e se non te la raccontano, non la sai, ambientata all'indomani dell'Unità d'Italia e che nel racconto diventa rappresentativa delle condizioni di vita di buona parte del nascente popolo italiano».

  Il nuovo spettacolo teatrale di Simone Cristicchi arriva a Trento dopo aver debuttato con successo il 23 luglio 2016 al Mittelfest di Cividale del Friuli, raccogliendo consensi e recensioni positive. Come scrive il critico teatrale Masolino D'Amico sulle pagine de La Stampa. «In una nuova, convincente prova della sua attività di narratore-menestrello di episodi collaterali della nostra storia meno frequentata, Simone Cristicchi racconta un testo non spiacevolmente didascalico che ha scritto con Manfredi Rutelli, e che la delicata, efficace regia di Antonio Calenda sostiene con qualche spettacolarità. Oltre ai momenti di canto e a qualche garbata imitazione di personaggi di contorno, il dotato monologante può contare su un carretto che oltre a riempire la scena di Domenico Franchi, suggerisce con le sue metamorfosi sfondi diversi a un récit che si segue senza cali di attenzione per tutti i suoi 90 minuti».

 Su Panorama, Micol De Pas definisce il testo di Cristicchi e Rutelli come una «Storia dissenziente. “Il secondo figlio di Dio” - osserva - fa luce su quei confini così sottili e labili ma capaci di condizionare la Storia, quella ufficiale, che erige muri invalicabili a difesa della normalità. Che però resta sempre indefinibile: basta guardarla da vicino per coglierne le imperfezioni. Quelle pieghe che la rendono anormale».
        Lo spettacolo, prodotto da CTB Centro Teatrale Bresciano/Promo Music, con la collaborazione di Mittelfest 2016 e Dueffel Music, si avvale delle scenografie di Domenico Franchi, delle elaborazioni video di Andrea Cocchi e del disegno luci di Cesare Agoni.
       
  «FOYER DELLA PROSA» con Simone Cristicchi. Ad impreziosire lo spettacolo, venerdì 6 aprile alle ore 17.30, presso lo spazio ridotto del Teatro Sociale, è previsto il consueto appuntamento con i «FOYER DELLA PROSA», incontri di approfondimento e dibattito coordinati e curati dalla professoressa Claudia Dematté e dal professor Giorgio Ieranò, proposti dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento. La partecipazione è libera e alla discussione sarà presente lo stesso Simone Cristicchi. Ad introdurre il dibattito ci sarà il professor Fulvio Ferrari, docente presso l'Università di Trento.

 

 

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