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''Serata Macabra'', cresce l'attesa per la 'prima' del Resonance Piano, un gran coda digitale da concerto in legno della Val di Fiemme

L'evento dell'Auditorium Santa Chiara di Trento (giovedì 29 novembre alle 20.30) si annuncia imperdibile con artisti del calibro di Stefan Milenkovich, tra i più grandi violinisti di sempre e il pianista di fama internazionale Rohan De Silva. L'inventore del piano analizza il mercato del legno dopo i disastri del maltempo

Di Luca Andreazza - 08 novembre 2018 - 20:32

TRENTO. La "Serata macabra" si prefigura già come un appuntamento davvero unico con grande protagonista un nuovo pianoforte pronto a conquistare la scena mondiale: il pianoforte Resonance Piano, un vero pianoforte gran coda da concerto ma da fonte digitale; un prodotto della ditta Ciresa realizzato nientemeno che con il legno della Val di Fiemme

 

Non solo quindi la possibilità di vedere sul palco dell'Auditorium Santa Chiara di Trento (giovedì 29 novembre  alle 20.30) artisti del calibro di Stefan Milenkovich, tra i più grandi violinisti di sempre, il pianista di fama internazionale Rohan De Silva, tra i cameristi più importanti del mondo, il roveretano Francesco Maria Moncher, tra i più sensibili pianisti del panorama musicale italiano e il direttore d'orchestra Julian Lombana (Qui info).

 

Un percorso psico-sensoriale per ricordare i cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale fino ai giorni nostri e per lanciare un segno di speranza attraverso sette capolavori della musica per raccontare una storia e far riflettere, ma anche lanciare un messaggio di pace.

 

La "Serata macabra" dell'Associazione culturale DisseminArte e Conservatorio di musica Bonporti di Trento è anche l'occasione per scoprire in anteprima una nuova eccellenza trentina, il suono di un vero pianoforte gran coda da concerto, un'anima naturale che riproduce i suoni originali da fonte digitale (Piano digitale). Una ricerca avviata tre anni fa e che oggi è diventata un brevetto della Ciresa, storica azienda della Valle di Fiemme

"Saremo - spiega Fabio Ognibeni, titolare di Ciresa - inoltre presenti già un'ora prima di questo spettacolo nel foyer dell'Auditorium Santa Chiara per presentare in anteprima mondiale questa novità assoluta. A novembre sono previsti altri appuntamenti a Milano, quindi il lancio sul mercato a gennaio 2019".

 

La ditta Ciresa viene fondata nel 1952 a Tesero da Enrico Ciresa dopo anni di esperienza nel mondo degli strumenti musicali e lavoro in aziende costruttrici di harmonium e pianoforti, tra queste la famosa Schulze-Pollmann–pianoforti di Bolzano.

 

La produzione nella piccola bottega artigiana inizia con le tastiere per pianoforti, quindi a seguire, con immediato successo, ecco gli harmonium ad ancia di vari modelli. "Le caratteristiche costruttive e qualità musicali si affermarono in tutto il mondo - evidenzia l'imprenditore artigiano - ma oggi l’harmonium è diventato uno strumento apprezzato solo da pochi appassionati e quindi la sua costruzione è cessata ormai da oltre un decennio".

 

Negli anni Settanta la fabbrica artigianale avvia la produzione di organi liturgici a canne e di tavole armoniche per i pianoforti, per contrastare il declino del mercato dell’harmonium a causa dell’avvento dell’elettronica.

 

"La costruzione delle tavole armoniche e delle catene diventa così il core business aziendale - prosegue Ognibeni - che dal 1991, dopo la scomparsa improvvisa del titolare e il subentro della seconda generazione familiare, si allarga a tutta l’Europa, ma anche agli Stati Uniti. La strategia è quella di far conoscere al mondo le caratteristiche sonore dell’Albero della musica e la sua storia, anche attraverso la fama dei violini del grande Stradivari, che utilizzava l’abete rosso della Valle di Fiemme per la costruzione dei suoi strumenti".

 

Una piccola realtà di dieci dipendenti che produce strumenti con tavole di altissima qualità, che costituisce un elevatissimo biglietto da visita per i clienti più esigenti, tanto da essere leader nel settore a livello europeo. "Anche per questo - dice il titolare - nel laboratorio di Ricerca e sviluppo è stata resa operativa una camera semi-anecoica, nella quale vengono effettuati test e misurazioni acustiche sulle tavole armoniche dai quali si ottengono dati tecnici importantissimi sulle caratteristiche e capacità acustico-sonore dell’abete di Fiemme".

 

E’ un servizio a disposizione dei clienti che conferma la professionalità produttiva e la qualità dei prodotti di Ciresa. "Un grande impegno - evidenzia l'imprenditore - quello nel campo della ricerca nel quale crediamo molto, anche se comporta sacrifici e grande organizzazione per la dimensione ridotta della nostra azienda. Un nuovo prodotto che arriva anche dopo un'attenta analisi del mercato: il mercato del pianoforte acustico è ormai stabilizzato, mentre prende sempre più piede quello del pianoforte digitale, che normalmente si serve di mixer e casse audio per suonare, quindi è difforme nel funzionamento e trasforma il suono in modo artificiale, lontano dal pianoforte reale".

 

Ecco dopo tre anni di lavoro un ponte tra mondo digitale e acustico. La ditta Ciresa ha così unito la competenza e l'esperienza nei pianoforti a coda e trovato la tecnologia per replicare la fisicità del suono anche da fonte digitale per una combinazione di estetica, tradizione e blasone del legno della Val di Fiemme.

 

La Val di Fiemme è stata recentemente colpita dall'ondata di maltempo per circa un milione di metri cubi di alberi schiantati a terra, una quantità di legno enorme se si pensa che ogni anno le segherie in valle lavorano circa 90 mila metri cubi di materiale. "La fortuna - continua Ognibeni - è che le raffiche di vento hanno abbattuto le piante soprattutto nelle aree più basse, mentre il legname di qualità si trova nelle zone più alte, dove i danni ci sono ma sono più limitati".

 

La preoccupazione riguarda comunque la grande quantità di legname a terra. "E' difficile - prosegue l'artigiano - se non impossibile, recuperare gli alberi in tempo brevi. Il 2019 non rappresenta un problema per quanto ci riguarda perché lavoriamo con scorte di legname segato con un anno di anticipo per la stagionatura. Diverso il discorso per il 2020 e il 2021. Il nostro fabbisogno è di circa 450 metri cubi/anno e dobbiamo entrare nell'ottica di pianificare i prossimi tre anni per recuperare il legname prima che si rovini". 

 

E sono due le criticità. "Anticipare - conclude Ognibeni - le spese del prossimo triennio e riuscire a trovare il legname di altissima qualità per mantenere la continuità dei nostri prodotti. Tutto questo proprio mentre stiamo lanciando il nuovo prodotto, ma troveremo il modo di far fronte a tutto".

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