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Ulisse è meno eroico e Penelope s'impone al centro della scena

Debutta domani, 5 dicembre, al Teatro di Pergine "Itaca per sempre" il nuovo lavoro di Trento Spettacoli diretto e interpretato da Maura Pettorruso assieme a Woody Neri. Ispirata dalla scrittura di Malerba la proposta in prosa curata da un team affiatato la storia ruota attorno al concetto del riconoscimento di sè e dell'altro e sull'accettazione di ciò che appare estgraneo ma in realtà è solo diverso da come lo avevamo pensato

Pubblicato il - 04 dicembre 2018 - 08:19

PERGINE. Debutta domani sera, 5 dicembre, al teatro di Pergine il nuovo lavoro prodotto da Trento Spettacoli. Una nuova fatica per l'instancabile Maura Pettorruso, più che regista per l'impresa culturale condotta da Daniele Filosi "and friends", che recita in rodato affiatamento con Woody Neri. La regia è di Andrea Baracco Dirige e recita un classico. Ma un  classico ovviamente rivisitato, o per meglio dire ribaltato.  "Itaca per sempre", questo il titolo dello spettacolo, si avvale della drammaturgia di Maria Teresa Berardelli, dei costumi di Marta Genovese, delle scene di Luca Brinchi e Daniele Spanò per il disegno di Javier Delle Monache. Le musiche originali sono di Giacomo Vezzani e nel team c'è perfino un "tatoo designer", tatuaggi e dintorni:  The Flea Tattoo.

 

 Con Itaca per sempre Luigi Malerba ribalta la storia di Penelope e Ulisse, umanizzandone il mito. L'Ulisse di Malerba è meno eroico dell'Ulisse di Omero; è un uomo stanco che, una volta tornato a casa, viene assalito da molteplici dubbi ed è condannato a non essere mai riconosciuto. Ma è lui che è davvero irriconoscibile o sono gli occhi degli altri a non riconoscerlo?

 

 Appena Penelope lo vede, lo riconosce; eppure, offesa dal gioco di finzione e menzogne che instaura lui, decide di non dirgli niente. E anche dopo la strage dei Proci, quando Ulisse si rivela a lei, continua a portare avanti quel gioco. “Saprei riconoscere Ulisse anche dopo cento anni in mezzo ad altri cento uomini” gli dice. Perché? Davvero Penelope è mossa solo da vendetta? Andando più a fondo nella lettura del romanzo e adattandolo per il teatro, ci siamo ritrovati a capire che Penelope non può essere mossa solo da vendetta, ma qualcosa di più intimo e profondo la porta a non capire più se colui che ha davanti è davvero il suo sposo.

 

 “Chi sei Ulisse? Cosa sei diventato?”, si chiede. Non mette in dubbio la sua identità, ma non riesce a riconoscerlo come il suo sposo. E anche Ulisse fatica a riconoscere in Penelope la sua sposa. Ecco allora che questa diventa una storia sul riconoscimento di sé e dell'altro e sull'accettazione di ciò che ci appare estraneo, solo perché, in realtà, diverso da come lo avevamo pensato.

 “Ho imparato che non bisogna mai mettere a confronto i sogni con la realtà”  dice all'inizio Ulisse. Un'indagine, dunque, sull'identità e sull'impossibilità del riconoscersi per come si è, per come si è diventati. Ecco il dramma di questa Penelope e di questo Ulisse, che non si riconoscono in fondo per quello che sono ora. Ci provano, superato il gioco di finzione, a ristabilire un'unione matrimoniale, ma tutto appare svuotato. E da questo vuoto Ulisse sente nascere il desiderio di fuggire; se non lo fa, è per paura, perché l'ignoto ormai lo spaventa. Tornerà da Penelope e solo alla fine potranno forse riscoprirsi come due, non più giovani, ma nuovi sposi.

 

 IL TESTO. Il libro narra di Ulisse e del suo ritorno alla lontana patria. In questo romanzo l'autore cambia un po' questa parte dell'Odissea (XIII libro) e lascia ampio spazio ai pensieri di Ulisse. Il libro si svolge con la narrazione diretta da parte di Ulisse e Penelope a capitoli alternati. Nel libro di Malerba viene dato un ampio spazio a Penelope e ai suoi sentimenti, inoltre, a differenza del poema epico, nel romanzo la regina riconosce subito Ulisse e per molti capitoli avviene un'introspezione di Penelope del tutto assente nell'Odissea. Nel post-scriptum del libro Malerba spiega la nascita dell'idea che ha dato vita al romanzo, scaturita da una discussione con Pietro Pucci e la moglie dell'autore stesso, e aggiunge l'ipotesi (da lui stesso definita una congettura romanzesca) che la nascita dei due poemi epici di Omero, nascano da dei racconti dello stesso Ulisse, messi per iscritto da un figlio di Telemaco.

 

 L'AUTORE. Luigi Malerba, pseudonimo di Luigi Bonardi, è stato uno dei maggiori e più tradotti scrittori italiani del secondo Novecento e ha fatto parte della neoavanguardia sperimentalista del Gruppo 63.  Oltre alle opere di narrativa, romanzi e racconti, ha scritto testi per il cinema e la televisione e numerosi libri per ragazzi. Laureato in giurisprudenza a Roma, lavora come giornalista e collabora alla scrittura di alcune sceneggiature cinematografiche e televisive. 

 

IL REGISTA.  Andrera Baracco si laurea in Lettere e Filosofia all’Università di Roma “La Sapienza”. Si diploma e perfeziona in regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Tra i suoi lavori più importanti: nel 2011 firma la regia di Giulio Cesare di William Shakespeare, spettacolo andato in scena al Globe Theatre di Londra e vincitore del CERTAMEN ALMAGR-OFF, Festival Internacional del Teatro Clasico di Almagro (Spagna). Nel 2012 dirige, per la rassegna “Garofano Verde”, Johnson – Nelle stanze del Presidente da un racconto di David Foster Wallace, con Paolo Bonacelli. Nel 2012 debutta alla regia cinematografica dirigendo il film La logica delle cose, di cui è anche co-sceneggiatore. Nel 2013 mette in scena Vita di Edoardo II d'Inghilterra di Bertolt Brecht all'Olimpico di Vicenza per il 66° ciclo di spettacoli classici per la direzione di Eimuntas Nekrosius. Nel 2014 firma la regia di Hamlet di William Shakespeare (produzione Romaeuropa Festival, Teatro di Roma e 369gradi) che ha debuttato al Festival del teatro Classico di Almagro (Spagna) e in prima nazionale al Teatro Argentina di Roma all’interno del Romaeuropa Festival. Nel 2012, 2013, 2014 firma rispettivamente le regie di Troilo e Cressida di William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespere. Poi molti altri lavori.

 

LA COMPAGNIA. TrentoSpettacoli nasce nel gennaio 2010 come compagnia e impresa di produzione e distribuzione di spettacoli teatrali. Ha alle sue spalle e come ‘base’ produttiva e logistica lo Spazio Off di Trento, piccola ‘fucina’ artistica e teatrale attiva dal 2005. TrentoSpettacoli produce, coproduce, sostiene e distribuisce spettacoli di propria ideazione o realizzati in collaborazione con altre realtà territoriali e nazionali.

TrentoSpettacoli è attiva a livello nazionale nel mondo del teatro con la produzione e la distribuzione di spettacoli che da un riferimento letterario o drammaturgico di partenza approdano a un esito frutto di una forte rielaborazione scenica e teatrale.

 GLI ATTORI.  Woody Neri è nato nel 1979 a Pescia (PT). Si diploma attore alla Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone” e vince il Premio Hystrio alla Vocazione nel 2005 e il premio Plauto nel 2013. Partecipa nel 2010 alla Scuola Internazionale di Alta Formazione fondata da Franco Quadri “Nouvelle école des Maîtres” con il maestro Matthew Lenton. Lavora con Gabriele Lavia, Umberto Orsini, Roberto Valerio, Paolo Rossi, Mascia Musy, Franco Branciaroli, Alessandro Haber, Massimo Dapporto, Jurij Ferrini, Tonino Conte, Elio De Capitani, Nanni Garella, Alessandro Maggi, Maurizio Donadoni, Claudio Autelli, Paola Galassi e con la compagnia Macelleria Ettore. E’ regista nel progetto artistico VANACLU’ con cui realizza “Beyond Therapy” di Christopher Durang, “GabbiaNo” ovvero “De l’amar per noja” riscrittura de “Il gabbiano” di Anton Chechov, spettacolo vincitore del premio “Argot Off V” e “The Happy Bear Show”. Dal 2014 lavora con il regista Andrea Baracco in "Hamlet", "Romeo e Giulietta" e "Madame Bovary", con la compagnia Phoebe Zeitgeist con cui realizza "Kamikaze number five" e con Trento Spettacoli per gli spettacoli "Il deserto dei Tartari" regia di Carmen Giordano e "La Boutique del mistero" regia di Giulio Costa.

 

Maura Pettorruso. Nata a Torino nel 1975). Diplomata presso la Scuola triennale di recitazione Teatranza ArteDrama di Moncalieri (TO), dal 1998 lavora con numerose compagnie e diverse produzioni in Piemonte e in Trentino-Alto Adige. Con la compagnia Macelleria Ettore è in scena negli spettacoli ‘La Porta Aperta’ (2009), ‘Cechov#01’ (2010), ‘Stanza di Orlando. Viaggio nella testa di Virginia Woolf’ (2011), ‘NIP not important person’ (2011), ‘ELEKTRIKA. Un’opera techno’ (2012), ‘Alice delle meraviglie’ (2013), ‘Amleto?’ (2013), ‘Senza trama e senza finale’ (2015). Come drammaturga, nel 2012 scrive l'adattamento teatrale de ‘Il deserto dei Tartari’ di Dino Buzzati per la regia di Carmen Giordano e l'interpretazione di Woody Neri; nel 2015, l'adattamento teatrale di ‘Addio alle Armi’ di Ernest Hemingway di cui firma anche la regia. È fondatrice e presidente dello Spazio Off di Trento. Nel 2016 scrive ‘Rendez-Vous 2200’, uno spettacolo sul ritorno del lupo sulle Alpi per il progetto europeo Life Wolf Alps, e nel 2017 scrive e dirige lo spettacolo ‘La Conquista della Felicità. Dialogo tra Bertrand Russell e Cassiopea’, entrambe produzioni TrentoSpettacoli. È fondatrice e presidente dello Spazio Off di Trento.

 

 

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