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Antipasto ricco tra prosa e musica in quattro portate al Teatro di Villazzano

Domani, il 5, l'8 e il 10 ottobre vanno in scena lavori che evidenziano la passione e la qualità delle produzioni locali. Si inizia con il musical per due "Ciao fino a domani", poi "Hikikomori" della Nuda Compagnia. E ancora la commedia dell'arte della Bottega Buffa Circo Vacanti per finire con il teatro-musica contro la cultura della stupidità discriminatoria di "Diversi da chi?"

Di Carmine Ragozzino - 02 ottobre 2019 - 14:31

TRENTO. Prologo di stagione – anzi delle stagioni perché il cartellone è al plurale oltre che plurale – per il Teatro di Villazzano. Il team Corradini offre il palco alla produzione locale. E’ ormai una rodata azione di apertura: coerenza filosofica. Lo spazio di Villazzano è, infatti, uno spazio aperto a chi ha meno spazi (e ne è privo) per mettersi in scena le proprie idee e capacità. Per farsi conoscere.

 

 Per Mirko Corradini – l’artistico direttore – il concetto è un mantra che fin dalla prima delle tre annate di spettacolo è passato dalle intenzioni ai fatti. Ed ecco, dunque, quel che Villazzano offrirà con intensa e variegata programmazione da domani a metà della prossima settimana. Un antipasto di passioni ed entusiasmi prima di passare alle mini rassegne tematiche che dal comico allo sperimentale – passando per i filodrammatici e la lirica – animeranno la programmazione 2019/20.

 

 Si inizia domani con un musical in versione mignon firmato dalla compagnia Tmt. Trattasi di “Ciao fino a domani”, un duetto tra Riccardo Ciabò e Martina Lazzari per la regia di Fabio Slemer che si avvale di pianoforte e violini, (Gaia Gonnella e Virginia Rigotti) per dar vita alle vicende sentimentali di Catherine e Jamie, aspirante attrice e scrittore. Classica storia d’amore? Non proprio se è vero che la sinossi parla di due racconti intrecciati nella stessa storia e due versioni degli stessi fatti in una sorta di porta girevole dei sentimenti che metterà in luce il talento di due giovani interpreti.


 Sabato 5 ottobre toccherà alla “Nuda Compagnia” mostrare l’impegno artistico sui temi interiori e pubblici che caratterizza la produzione del sodalizio del quale Antonella Fittipaldi è l’anima oltre che la regista. “Hikikomori” è il titolo scioglilingua di una situazione al limite. Ma di un limite sociale che purtroppo è tutt’altro che raro. La storia di un trentenne che si isola dal mondo – o che riduce il mondo ad una stanza – prima di un’inversione di rotta via internet, nel rapporto senza identità con chi gli cambierà la vita. Ci sarà da capire se in meglio o no. C’è sempre una scelta anche di fronte al vuoto del tutto è perduto: questo il senso che nello spettacolo dovrebbe uscire dall’intreccio di otto attori di una Nuda Compagnia che non scappa quando ci sono da denudare ipocrisie, ingiustizie ed altri guai di un vivere sempre più incivile.

 

 Martedì 8 ottobre si cambia radicalmente registro al Teatro di Villazzano. “E così tosto al mal giunse lo impiastro" è il lavoro proposto dalla  Bottega Buffa CircoVacanti | Theatremuseum di Vienna, una vivace realtà musical-teatrale che si tuffa nella tradizione per cavarne sempre spunti di attualità.  Si recita in costume. Si canta in costume. Si gesticola in costume ripercorrendo in allegra fatica alcune pagine della commedia dell’arte tra parole, gesti e musiche.

 

 Il 10 ottobre, infine, tornerà sul palco di Villazzano quel “Diversi da chi?” che alla voce teatro-musica offre l’intelligenza di un impegno ad alta godibilità contro la stupidità delle discriminazioni. Quelle piccoile, sceme, quotidiane: Che poi diventano grandi. E grandi drammi. La penna che ha scritto “Diversi da chi?” è quella felice di Gabriele Biancardi.

 

 Penna felice in termini di scrittura – leggera nella forma, pesante nell’ardua missione di civiltà e buon senso che mette nero su bianco attraverso la chiave salvifica dell’ironia. Le canzoni sono affidate all’intensità e alla duttilità vocale di Laura Novembre, (che è pure regista) e ad un gruppo di amicale affiatamento, i (Punto Gezz) di cui Biancardi è quello che detta i ritmi.

 

 La recitazione è sorprendentemente credibile grazie ai dosaggi emozionali assicurati da Anna dalla Fontana e Laurent Gjeci. Due attori che non si calano solo agevolmente nella parte dei “diversi” ma battuta dopo battuta sanno rendere anormale chi si crede normodotato quando sbeffeggia i grassi o i gay.  Insomma quattro antipasti alle stagioni del Teatro di Villazzano per i quali non vale il consiglio alla moderazione dei dietologi. Abbuffarsi di prosa può fare solo bene.

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