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"Antropocene, l'epoca umana", il pluripremiato docufilm al Melotti per la rassegna Settearti

Urbanizzazione, bracconaggio, deforestazione, inquinamento, sfruttamento delle risorse idriche e minerarie, industrializzazione. Sono solo alcuni dei processi messi in atto dalla nostra specie a danno del pianeta che ci troviamo ad abitare. Il Centro Servizi Culturali S. Chiara, in collaborazione con il Nuovo Cineforum Rovereto, inaugura così la programmazione cinematografica

Di Arianna Viesi - 26 ottobre 2019 - 21:36

ROVERETO. Antropocene è il nome dato, da molti studiosi, all'epoca geologica in cui ci troviamo. L'epoca umana, appunto. Un'epoca in cui l' impatto dell'uomo (anthropos, in greco antico) sul pianeta ha raggiunto una forza tale da mutarne, irreversibilmente, aspetto e struttura. Urbanizzazione, bracconaggio, deforestazione, inquinamento, sfruttamento delle risorse idriche e minerarie, industrializzazione. Sono solo alcuni dei processi messi in atto dalla nostra specie a danno del pianeta che ci troviamo ad abitare. 

 

Il pluripremiato documentario canadese "Antropocene, l'epoca umana" racconta proprio questo (QUI TRAILER) e aprirà, martedì 29 ottobre alle 21 all'Auditorium Melotti di Rovereto, la programmazione cinematografica settimanale del Centro Servizi Culturali S. Chiara in condivisione con il Nuovo Cineforum Rovereto nell'ambito della rassegna Settearti.

 

Con la voce narrante di Alba Rohrwacher,  "Antropocene" è una spettacolare (e impressionante) meditazione sulla massiccia riconfigurazione del pianeta che ci vede spettatori e carnefici. In Italia è stato distribuito in coincidenza con le grandi manifestazioni dei “Fridays for Future”, che hanno portato nelle strade migliaia di giovani, contro il cambiamento climatico e in difesa dell’ambiente.

 


       

Ci sono voluti quattro anni di lavoro, per metterlo insieme. E una squadra composta dai documentaristi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier e dal fotografo Edward Burtynsky, uno dei più noti e apprezzati al mondo, i cui celebri scatti di paesaggi industriali globali sono nelle collezioni di oltre sessanta musei tra i più importanti.

 

All'incrocio tra arte e scienza, il film testimonia un momento tragico della storia della Terra: il nostro.  

 

La rassegna Settearti prosegue martedì 26 novembre con La scomparsa di mia madre, ritratto della iconica modella degli anni ’60 Benedetta Barzini, musa di Andy Warhol, Salvador Dalì e Richard Avedon, realizzato dal figlio Beniamino Barrese.
 

Il biglietto di ingresso alle proiezioni di Settearti è di 5 Euro. Prevendita online sul sito Primi alla Prima (QUI SITO). 

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