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"Berretto a sonagli" , nuova vita al classico

Venerdì 11 la stagione teatrale di Pergine propone l'opera di Pirandello che si avvale dell'interpretazione e della regia di Sebastiano Lo Monaco per Sicilia Teatro. Un testo per larghi versi stravolto e virato spesso in chiave comica. Una cultura che non c'è più ma che ha lasciato il posto ad altri tipi di sopraffazione mentre sottotraccia i preblemi descritti dalla scrittore continuano ad esistere

Pubblicato il - 08 gennaio 2019 - 17:57

PERGINE. La stagione di prosa del teatro di Pergine, gestito da AriaTeatro propone giovedì 10 un classico di Luigi Pirandello. Si tratta de "Il berretto a sonagli" con Sebastiano Lo Monaco, Maria Rosaria Carli, Clelia Piscitello, Claudio Mazzenga, Rosario Petix, Lina Bernardi e Maria Laura Caselli. La regia è dello stesso Lo Monaco per Sicilia Teatro. Un lavoro nel quale Lo Monaco stravolge Pirandello, virando la sua opera in una chiave spesso comica che nelle moltissime repliche dello spettacolo che ha debuttato sei anni fa ha diviso profondamente il pubblico.

 

 Ci sono classici che, quando vengono riproposti, prendono una nuova vita. Il sortilegio è dato dal loro incontro-scontro con la realtà del nuovo tempo. "Il berretto a sonagli" compie 100 anni, a contare la versione in siciliano di Angelo Musco. Un secolo. Il ’900 è stato definito “il secolo breve”, ma è stato un tempo in cui è successo quasi tutto, la guerra, la rivoluzione, la controrivoluzione, l’abisso di Auschwitz e l’utopia concreta di un altro mondo, quello in cui gli ultimi diventano i primi.

 

 Intanto, è cambiato il mondo e, da noi, sono cambiate la gente e la vita. Quella Sicilia non c’è più; è stata cancellata dalla modernità dello sviluppo industriale, poi dall’avvento della società dei consumi, adesso dal post-moderno, da una società che qualcuno chiama fluida.

 

  Eppure, sotto la pelle, continua a dibattersi una umanità sofferente e ancora più irrisolti appaiono i problemi delle relazioni tra le persone. Gli amori, e gli odi, e le passioni continuano la loro danza che è la danza dei sentimenti, delle emozioni, degli sguardi sospesi. E lì trovi ancora Pirandello con il suo vedere acuto e doppio. Del resto, il Teatro si presenta come il doppio della vita.

 

 La Sicilia dei Berretti a Sonagli si è inabissata con il suo carico antico, quello che comprendeva persino il delitto d’onore. L’isola è stata occupata da ben altri crimini. I protagonisti della commedia sono tutti usciti dalla scena della vita reale.

 

 Si potrebbe dire che resta in vita chi neanche fisicamente si vede nella commedia di cui pure è un protagonista, il Cavaliere. Il potere del Cavaliere che pesa su tutti i personaggi della commedia si è certo trasfigurato, ma continua a dettare un gioco, condiziona ancora. Anche il Nuovo Cavaliere impedisce, fa negare l’esistente, spinge a corrompere la ricerca della verità, si insinua, pervade e si afferma.  

 

 

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