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Da un paesino del Trentino alla vetta delle classifiche nazionali dei libri più venduti: il romanzo del 28enne Bertoldi è un best seller

Il libro si intitola "Resti?", è edito da Rizzoli e ambientato a Nosellari (Folgaria). L'autore: ''È nato un po' per caso. La prima presentazione è stata una festa per tutto il paese, c'erano 250 amici''

Le immagini della copertina del romanzo
Pubblicato il - 05 marzo 2019 - 20:26

TRENTO. Una storia d'amore e di una malattia, ambientata in un "minuscolo paese che sembra uscito da una fiaba, tra i monti del Trentino". Si intitola "Resti?" il romanzo d'esordio (o quasi) di uno scrittore trentino, Riccardo Bertoldi. Un testo, edito da Rizzoli, che a dieci giorni dall'uscita nelle librerie aveva già conquistato il settimo posto delle classifiche dei libri più venduti in Italia online e il 24esimo nella classifica delle vendite cartacee.

 

Il romanzo narra la storia di Andrea e Irene, del loro grande amore, di un sentimento che si trova a misurarsi con la vita e i suoi sgambetti. Un "legame - come recita la copertina - che ha la forza delle montagne e la saggezza degli alberi". Delle montagne e degli alberi che Bertoldi, classe 1990, conosce bene, visto che sono quelli di Nosellari (Folgaria), il paese della sua infanzia.

 

Ma come è nata l'idea di questo romanzo? "Per caso - confessa l'autore, laureato a Trento ed editor a Rovereto per la New-Book Edizioni - Sono nato a Rovereto, ma ho vissuto a Nosellari e ora mi sono spostato a Mattarello. Lavoro per una casa editrice: un giorno eravamo alla Rizzoli per cedere il titolo di un nostro testo e il mio capo ha parlato di Nosellari, dove "se esci con una ragazza devi stare attento al fatto che non sia tua parente". Un'affermazione che ha colpito i nostri interlocutori".

 

Anche se non ama definirsi un influencer, Bertoldi sui social ha oltre 200.000 followers e una certa notorietà. Un profilo che ha colpito ulteriormente la casa editrice che lo ha contattato: "Mi hanno chiesto se avessi mai pensato di scrivere un libro sul mio paesello. "Sarebbe una novità" mi hanno detto", racconta.

A dire il vero Riccardo Bertoldi due libri li aveva già scritti: "Ora sono fuori catalogo - spiega - Il secondo parlava di un amore e di una malattia e da lì ho preso spunto. "Scrivi mezzo libro e mandacelo", mi hanno detto. E premere invio su quella mail, quel giorno, è stato davvero difficile. Mi ero ormai illuso, sarebbe stato brutto se non fosse andata bene".

 

Ma bene è andata davvero: se i primi contatti sono avvenuti a novembre 2018, il contratto è arrivato il febbraio successivo, il romanzo finito ad agosto dello scorso anno. "In libreria il romanzo è uscito il 12 febbraio 2019 - dice l'autore - E ora siamo già alla terza ristampa. Parliamo di una tiratura di 10.000 copie". Non nasconde di essere "soddisfatto" e nemmeno che la sua vita, da quando ha pubblicato "Resti?" sia cambiata.

 

"Devo chiedere dei permessi al lavoro perché mi muovo di più, stiamo organizzando un tour di presentazione del libro" racconta. Un giro per l'Italia che ha già toccato Lavarone, Rovereto (all'Arcadia), Verona, Roma (con due date) e che lo porterà a Napoli, Benevento, Torino e Milano. "La prima presentazione è stata bellissima - ricorda Bertoldi - È stata a casa, a  Lavarone: se in famiglia sono tutti orgogliosi e contenti, in paese è stata quasi festa nazionale. Per me è stato spostato un evento, c'erano 250 persone e ognuna ha preparato qualcosa per il buffet".

 

Ma cosa chiedono i suoi lettori a Riccardo? "Quanto c'è di autobiografico nel romanzo" risponde. Quanto? "Per il 90% è una storia inventata. Di reali ci sono solo l'ambientazione e i nomi dei miei amici che sono quelli degli amici di Andrea. Ma i caratteri sono diversi. La protagonista, poi, si ammala di una rara forma di cancro al cervello, un tema che mi sta a cuore perché in famiglia ho vissuto qualcosa di simile. Mi premeva poi, nello scrivere, far capire che il paese è un piccolo mondo che ti fa sentire sempre a casa, dove si vive un senso di amicizia, dove quando esci di casa vedi sempre un vecchietto che cura il giardino".

Da Nosellari, però, a 18 anni Bertoldi si è allontanato: "È un posto che dà tanto, ma anche che toglie tanto - spiega l'autore - Ma scrivendo il romanzo ho riscoperto l'amore per il mio paese, un posto unico dove a dieci anni puoi uscire di casa da solo. Non capita ovunque".

Infine un accenno alle opportunità per il futuro aperte dalla scrittura di quel libro "riletto così tante volte da non sopportarlo più": "Ho due contratti per altre due pubblicazioni - anticipa Riccardo - Entro il 30 novembre devo consegnare il prossimo romanzo. Che non è ancora iniziato. Come mi hanno consigliato, mi sono preso un paio di mesi per godermi il successo di "Resti?". Poi mi metterò a scrivere, Non so ancora quale sarà l'ambientazione, né la storia. Ma una cosa l'ho decisa: proverò a scrivere dal punto di vista di una donna".

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