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Documenti inediti, affreschi e prigioni: la ''Domus Magna'' della Magnifica Comunità di Fiemme apre al pubblico

Dal 21 luglio sarà visitabile l'edificio, che ospiterà una mostra incentrata sul percorso architettonico e la storia della “Domus Magna” fiemmese

Di Davide Leveghi - 18 luglio 2019 - 20:31

TRENTO. Sarà inaugurata sabato 20 luglio alle ore 17.30 la mostra “Domus Magna” nel Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme a Cavalese. Lo storico palazzo, costruito nel Medioevo per volere del principe vescovo di Trento, ospiterà un percorso espositivo che ne ripercorre per la prima volta in maniera esaustiva la vicenda dalla costruzione all'attuale utilizzo come centro della comunità fiemmese.

 

Curata da Tommaso Dossi e Francesca Dagostin, la mostra, patrocinata dalla Rete dei Castelli del Trentino e dall'Euregio, nonché frutto della collaborazione istituzionale della Soprintendenza per i beni culturali di Trento, intende offrire al visitatore l'opportunità di scoprire le origini e l'evoluzione dell'edificio da semplice casa-torre medievale a splendida residenza rinascimentale. “Il tutto a partire da documenti inediti”, ci confida Roberto Daprà, collaboratore della mostra e conservatore delle collezioni.

 

La definizione di “Domus Magna”, utilizzata nei documenti antichi per indicare il monumento, dipenderebbe dall'importanza politica di questo palazzo, convertitosi da luogo dei vicari inviati dalla sede episcopale tridentina in palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme. Una traiettoria storica che la mostra ripercorre, a sette anni dalla riapertura al pubblico, passando per le diverse fasi architettoniche. Nella galleria che conduce alle prigioni ottocentesche si potranno ammirare i modelli dell'edificio, mentre scendendo alle celle saranno esposte le antiche pergamene testimonianza di donazioni, acquisizioni e arredi che hanno fatto la storia del palazzo.

 

 

“Il palazzo nacque come luogo di rappresentanza dei vicari inviati dal vescovo sul territorio fiemmese”, racconta Daprà, “mantenendo anche il ruolo di luogo di villeggiatura e punto d'appoggio del vescovo nelle sue visite pastorali. Raggiunta la fase d'oro coi vescovi Clesio e Madruzzo, esso cadde in declino nel '700, quando le casse del vescovado si svuotarono. Acquistato dalla Comunità di Fiemme a metà del XIX secolo con l'intenzione di sistemarlo e adibirlo a sede di rappresentanza, ospitò uffici fino ai tempi recenti”.

 

Restaurato tra il 2005 e il 2012 da parte dello studio architettonico Marastoni, il monumento apre le porte ad una mostra che racconterà i vari interventi sull'architettura di questo splendido edificio, dalle manomissioni ottocenteschi agli arditi restauri novecenteschi. Al primo piano un documentario animato dalle elaborazioni digitali accompagnerà in visitatore in un viaggio nel tempo. Il percorso, a cui si aggiungeranno diversi eventi collaterali dedicati ad adulti e bambini, a famiglie e scuole, sarà temporaneo installato e visitabile dal 21 luglio 2019 al 13 aprile 2020.

 

 

“All'inaugurazione”, aggiunge il curatore del progetto Tommaso Dossi, “saranno presenti i funzionari e amministratori locali, oltre che un rappresentante della soprintendenza. Nell'occasione sarà presentato il catalogo di questa mostra, al tempo stesso storica, architettonica ed artistica”. “A questa si accompagneranno visite guidate a tema, eventi per presentare i documenti d'archivio da cui questo nuovo percorso espositivo è nato, incontri con i restauratori per raccontare le indagini e le scoperte sull'edificio ed infine un ciclo di conferenze con gli architetti per ripercorrere le fasi del restauro”.

 

E' possibile prenotare la visita al numero di telefono 0462/340812 o scrivendo una mail all'indirizzo palazzo@mcfiemme.eu.

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