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La festa del Teatro al Sociale rievoca il Muro per abbattere tutti i muri

Il 20 ottobre spazio aperto alle visite per scoprire quel che c'è dietro, sotto e di lato al palco. Uno spettacolo scritto e interpretato da Marco Cortesi e Mara Moschini racconterà il dramma e la gioia di Berlino nella giornata che ha fatto la storia senza purtroppo cambiare la tendenza ad alzare barriere fisiche e mentali. Il Santa Chiara presenta anche il nuovo e più agile sito internet. Il Cda saluta lasciando conti in ordine e presenze fortemente aumentate

Di Carmine Ragozzino - 02 ottobre 2019 - 15:47

TRENTO. Che ci si va a fare a teatro? Per star bene. Anche quando temi e scene fanno star male. Ci si va per divertirsi. Ci si va per riflettere.  Tra palchi e platea, per non riflettere da soli. Se al teatro si dedica una festa nazionale – da qualche anno cade il 20 ottobre – il teatro può essere sia un’occasione fisica che un’occasione mentale. Collettiva. 

 

 Al Centro Santa Chiara hanno deciso di proporre l’uno e l’altro in una domenica – il 20 prossimo, appunto – che sarà sociale. Al Sociale: di nome e di fatto. Porte aperte, visite guidate per scoprire ciò che fa teatro dietro, sotto e di lato al palco. Intrattenimento e promozione. La festa è festa, ma serve anche a far venire l’acquolina in bocca ai pubblici delle variegate stagioni che il Centro Santa Chiara metterà in campo spaziando tra Sociale e Auditorium, Cuminetti e Sanbapolis, spingendo la programmazione fino al Melotti di Rovereto.

 

 Nel teatro – nel Sociale – senza segreti ci sarà comunque un muro. Contraddizione? Macché, coerenza. Il muro in questione è fatto apposta per essere abbattuto, così come fu 50 anni fa per quello di mattoni e mattanze a Berlino. “Il muro – die Mauer” è il pluridecorato spettacolo che Marco Cortesi e Mara Moschini hanno messo in scena in ogni dove per più di 180 volte.

 

  Suscitando un numero esponenziale di emozioni nel racconto viscerale di otto storie minime che hanno fatto – da ignote – la storia assieme ad altre migliaia di “militi ignoti” della voglia di libertà. Per portare a Trento lo spettacolo si sono mossi insieme il Santa Chiara, l’Associazione Docenti Senza Frontiere e l’Ana, gli alpini. Un’inedita sinergia che tuttavia strana non è. Gli insegnanti in questione – in Italia come in Trentino – lavorano per una scuola che insegna inclusione, che esclude discriminazione, che faccia convivere culture e colori, che difenda i diritti. Di tutti. "Responsabilità, capacità di scelta, empatia": questa quello che i Docenti senza frontiere vogliono insegnare ai giovani.

 

Gli alpini? Sono gli alpini.  Mobilitati e mobili se c’è da solidarizzare. E la solidarietà – quella vera – non può fare differenze. Lo spettacolo rievoca il muro rievocando dolori e poi gioie. Ma rievocando quell’orrore invalicabile durato 28 anni, quel muro che frantumato ha cambiato il mondo, non si fa un’operazione memoria. Berlino poteva insegnare tutto ma purtroppo non ha insegnato niente.

 

 Il presente è ancora – forse ancor più tragicamente – separazione. Ci sono, ancora, muri veri. Anacronistici ma drammaticamente veri. E ci sono – ancor di più – altissime muraglie, interiori ed esteriori: fanatismo, scemenza, bugia, ignoranza e spazzatura politica. Da abbattere – oggi più ancora di ieri – c’è molto. Troppo.

 

 Il teatro fa la sua parte. Ne “Il Muro” lo farà senza parteggiare: semplicemente fotografando anime, disperazioni, speranze. I due autori saranno sul palco per una narrazione che a detta di chi ha visto lo spettacolo è di voce, di pancia, di nervi e di cervello.  Per vederlo di sera, “Il Muro”, basterà procurarsi nel giorno di scena il biglietto gratuito. Gli studenti lo vedranno al mattino.


 Per il Centro Santa Chiara la soddisfazione va oltre la partecipazione alla Festa del Teatro. È attivo il nuovo sito internet. Più agile, più puntale, più semplice da consultare, più ricco. “Più più “? Stavolta è vero: provare per credere e per trovare con molti meno slalom di prima le informazioni per frequentare i cartelloni del Centro e le attività che il Centro Santa Chiara ospita per conto terzi.

 

  Soddisfazione, infine, si può trovare anche in un commiato. E’ agli ultimi giorni di attività il Consiglio di amministrazione dell’ente e nel “salutare” il presidente Bassetti può sintetizzare numeri importanti, (e confortanti). Numeri di bilancio: risanato e fortemente migliorato. Numeri di riscontro – è quel che conta al di là dei conti – nella crescita ampia delle presenze a tutte le stagioni e in ogni stagione.

 

 Il nuovo Cda del Santa Chiara – (Bassetti lascia di sicuro) – è ancora un’incognita in mano alla Provincia e forse anche ai due Comuni di Trento e Rovereto. Si vedrà. Tra poco. Intanto si vede – numeri alla mano – quel che il Santa Chiara è. E quello che vorrebbe continuare ad essere per contribuire a far crescere un Trentino culturalmente libero e aperto. Semplicemente libero e aperto.

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