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| 28 feb 2019 | 09:39

La messa in scena di un corto circuito storico

Domani, 1 marzo, la rassegna dedicata dal Teatro di Villazzano ai registi che si sono messi in evidenza nel Fantasio prosegue con il penultimo spettacolo: si tratta di Revolution di Rolando Macrini che racconta la disfatta di troppe illusioni di cambiamento lavorando su un mix di linguaggi: inglese, italiano, napoletano fino ad un oscuro parlare omeopatico

La messa in scena di un corto circuito storico
di Redazione

TRENTO. Prosegue la stagione legata al Festival Internazionale di Regia teatrale Fantasio con il suo penultimo appuntamento. Domani, venerdì 1 marzo alle 20.45, al teatro di Villazzano va in scena lo spettacolo Revolution prodotto da TeatroZeta e la MaMa Umbria International.

 

  Il collegamento con Fantasio è presto detto, la regia di Revolution è di Rolando Macrini, uno dei finalisti dell’edizione 2016 del Festival, anno in cui il testo a concorso era il Macbeth di William Shakespeare. Revolution è la disfatta delle rivoluzioni e si delinea basandosi sulla rivoluzione del 1647 a Napoli guidata da Masaniello e su quella russa del 1917. “Revolution è la messinscena di un corto circuito storico, irriverente, sarcastico, sprezzante e esplosivo. È una presa di posizione sul mondo, coraggiosa e spietata, o una sottile farsa, una beffarda commedia dell’arte, un caustico e enigmatico ‘board game’. Protagonista sul palco Manuele Morgese.

 

 Due sono le storie proposte che si intrecciano quasi in forma di una sconvolgente mise en abyme: il mito della straordinaria rivoluzione popolare di Masaniello (Tommaso Aniello, 1622 – 1647) un pescatore italiano, che diventa il leader di una rivolta popolare contro gli Asburgo di Spagna a Napoli nel 1647 e la potente rivoluzione russa del 1917 di cui quest’anno ricorre il centenario”.

 

 Revolution è una sperimentale, provocatoria sovrapposizione di storie, di lingue (inglese, italiano napoletano fino all’oscuro linguaggio onomatopeico del grammelot), e di generi teatrali paradossalmente inconciliabili come la tradizione antica napoletana e quella rivoluzionaria, off-off Broadway, dettata da ‘La MaMa’, teatro di fama mondiale a New York fondata da Ellen Stewart in 1961.

 

Rolando Macrini nato a Giulianova (Teramo), attore e regista, si è formato presso il CUT di Viterbo e ha intrattenuto un rapporto quindicennale con la MaMa Experimental Theatre Club di New York e La MaMa Umbria International di Spoleto. Rolando Macrini ha realizzato numerosi spettacoli messi in scena a in Italia e all’estero. Tra gli altri Il Grande Inquisitore, Hamletmaschine, La Fattoria degli Animali andato in scena nel 2003 al Teatro La MaMa di NY, e Galileo (progetto vincitore del premio Giovani Artisti Italiani del MIBAC nel 2005) realizzato in collaborazione con il Dzinot Theatre (Macedonia), La MaMa di New York e l’Università di Viterbo.

 

 Nel 2009 ha dedicato buona parte del suo lavoro a Bulgakov, realizzando la messa in scena di Cuore di Cane e Le Uova Fatali con il Ariel Theatre in Romania. Come compositore ha scritto diversi pezzi per opere teatrali e suona e collabora come musicista con diversi gruppi. Da anni con il Centro Universitario Teatrale di Viterbo, conosciuto per le sue opere dal carattere sperimentale, musicale e visivo. Collabora dal 2007 con l’attore e regista toscano Federico Barsanti, Piccolo Teatro Sperimentale.

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