La messa in scena di un corto circuito storico
Domani, 1 marzo, la rassegna dedicata dal Teatro di Villazzano ai registi che si sono messi in evidenza nel Fantasio prosegue con il penultimo spettacolo: si tratta di Revolution di Rolando Macrini che racconta la disfatta di troppe illusioni di cambiamento lavorando su un mix di linguaggi: inglese, italiano, napoletano fino ad un oscuro parlare omeopatico
.jpg?itok=6rq2q3_0)
TRENTO. Prosegue la stagione legata al Festival Internazionale di Regia teatrale Fantasio con il suo penultimo appuntamento. Domani, venerdì 1 marzo alle 20.45, al teatro di Villazzano va in scena lo spettacolo Revolution prodotto da TeatroZeta e la MaMa Umbria International.
Il collegamento con Fantasio è presto detto, la regia di Revolution è di Rolando Macrini, uno dei finalisti dell’edizione 2016 del Festival, anno in cui il testo a concorso era il Macbeth di William Shakespeare. Revolution è la disfatta delle rivoluzioni e si delinea basandosi sulla rivoluzione del 1647 a Napoli guidata da Masaniello e su quella russa del 1917. “Revolution è la messinscena di un corto circuito storico, irriverente, sarcastico, sprezzante e esplosivo. È una presa di posizione sul mondo, coraggiosa e spietata, o una sottile farsa, una beffarda commedia dell’arte, un caustico e enigmatico ‘board game’. Protagonista sul palco Manuele Morgese.
Due sono le storie proposte che si intrecciano quasi in forma di una sconvolgente mise en abyme: il mito della straordinaria rivoluzione popolare di Masaniello (Tommaso Aniello, 1622 – 1647) un pescatore italiano, che diventa il leader di una rivolta popolare contro gli Asburgo di Spagna a Napoli nel 1647 e la potente rivoluzione russa del 1917 di cui quest’anno ricorre il centenario”.
Revolution è una sperimentale, provocatoria sovrapposizione di storie, di lingue (inglese, italiano napoletano fino all’oscuro linguaggio onomatopeico del grammelot), e di generi teatrali paradossalmente inconciliabili come la tradizione antica napoletana e quella rivoluzionaria, off-off Broadway, dettata da ‘La MaMa’, teatro di fama mondiale a New York fondata da Ellen Stewart in 1961.
Rolando Macrini nato a Giulianova (Teramo), attore e regista, si è formato presso il CUT di Viterbo e ha intrattenuto un rapporto quindicennale con la MaMa Experimental Theatre Club di New York e La MaMa Umbria International di Spoleto. Rolando Macrini ha realizzato numerosi spettacoli messi in scena a in Italia e all’estero. Tra gli altri Il Grande Inquisitore, Hamletmaschine, La Fattoria degli Animali andato in scena nel 2003 al Teatro La MaMa di NY, e Galileo (progetto vincitore del premio Giovani Artisti Italiani del MIBAC nel 2005) realizzato in collaborazione con il Dzinot Theatre (Macedonia), La MaMa di New York e l’Università di Viterbo.
Nel 2009 ha dedicato buona parte del suo lavoro a Bulgakov, realizzando la messa in scena di Cuore di Cane e Le Uova Fatali con il Ariel Theatre in Romania. Come compositore ha scritto diversi pezzi per opere teatrali e suona e collabora come musicista con diversi gruppi. Da anni con il Centro Universitario Teatrale di Viterbo, conosciuto per le sue opere dal carattere sperimentale, musicale e visivo. Collabora dal 2007 con l’attore e regista toscano Federico Barsanti, Piccolo Teatro Sperimentale.


















