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L'Etiopia tra canto, parole e musica

In scena giovedì 5 al Teatro di Pergine "Ababech, fiuore che sboccia" di e con Saba Anglana, una proposta che nasce dalla collaborazione tra Aria Teatro e Cuamm Trentino, medici per l'Africa. Alla scoperta della parte più ancestrale e primitiva di una cultura attraverso una storia di memorie, traumi, esorcismi e rinascite

Pubblicato il - 02 dicembre 2019 - 15:15

PERGINE. Giovedì 5 dicembre 2019 alle ore 20.45 si terrà il terzo appuntamento della Stagione Musicale  del Teatro di Pergine, un evento in collaborazione con Medici con l'Africa  Cuamm-Trentino, in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato: Abebech - Fiore che sboccia. Saba Anglana porterà sul palcoscenico un fitto intreccio teatrale tra canto e parola, tra note e narrazione.

 

 Lo spettacolo è composto soprattutto da testi e brani originali, ispirati al potere taumaturgico delle scale pentatoniche nella musica etiopica copta ortodossa. In queste esecuzioni è compreso anche il versante più primitivo e ancestrale della cultura del doppio e della trance come strumento di rivelazione e liberazione nel sacro. Attraverso la rappresentazione, che segue il filo della memoria, si ricompongono i traumi, si compie un esorcismo creativo che libera l’energia spirituale della guarigione dalla pena e dal disagio esistenziale.

 

 Si racconta la storia vera di Abebech (in amarico “Fiore che Sboccia”) una donna etiope strappata dalla sua terra natale nel periodo della colonizzazione italiana. Deportata nella vicina Somalia, la donna attraversa le difficili fasi della sua vita sorretta dalla dolcezza di una fede intima, che tramanda alla sua discendenza, i figli e i nipoti che nasceranno lì, sullo sfondo di un Paese che diventa un laboratorio in cui si consuma in modo ineluttabile la storia del fallimento della pace tra gli esseri umani, dell'identità e del libero culto.

 

 Abebech arriva a somatizzare questa crisi con un’inspiegabile paralisi alle gambe, proprio nel momento in cui deve abbandonare la sua nuova patria infiammata dalla Rivoluzione. Sarà un santone etiope, un forestiero lì di passaggio, davanti alla casa della donna, che le restituirà l’uso delle gambe con un rito di guarigione fatto di preghiera e radici roventi, simbolicamente spinte nella carne della donna. Così guarita, Abebech si riconcilia con le sue origini, ed è pronta a ritornare in Etiopia con la sua famiglia. Abebech, è la nonna di Saba Anglana.

Per testimoniare il proprio impegno in Etiopia ed in occasione della Giornata Mondiale del Volontariato, l’evento è organizzato dal gruppo Medici con l’Africa Cuamm-Trentino in collaborazione con Aria Teatro. Di e con Saba Anglana. In scena: Federico Marchesano: contrabbasso; Mattia Barbieri: percussioni; Fabio Barovero: musiche

Walter Gaeta: pianoforte

 

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