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Lungometraggio trentino vince il premio cinema agli Italian Paralympic Awards

Il documentario 'Niente sta scritto', prodotto dalla Fondazione Fontana di Trento, è stato premiato agli “Oscar” dello sport paralimpico. Protagonisti del lungometraggio sono la campionessa, Martina Caironi e il giornalista e attivista politico trentino Piergiorgio Cattani. VIDEO ALL'INTERNO

Di Tiziano Grottolo - 19 giugno 2019 - 20:06

TRENTO. Lo scorso giovedì 13 giugno sono andati in scena a Roma gli 'Italian Paralympic Awards 2019', considerati gli "Oscar" dello sport paralimpico. Alla manifestazione promossa dal Comitato Italiano Paralimpico sono stati premiati gli atleti paralimpici che si sono distinti per le prestazioni sportive, ma anche chi attraverso l’arte, l’informazione, la cultura, le istituzioni, ha dato un contributo positivo alla crescita del movimento italiano e alla diffusione o condivisione dei suoi valori nella società.

Ad aggiudicarsi il Premio cinema è stato il documentario dal titolo 'Niente sta scritto' diretto dal regista Marco Zuin e prodotto dalla Fondazione Fontana Onlus di Trento, in con collaborazione con FilmWork.

Il lungometraggio vede come protagonisti la campionessa paralimpica Martina Caironi, due ori olimpici nella specialità dei 100 metri T42, e il giornalista e attivista politico di 'Futura' Piergiorgio Cattani, trentino che convive con una grave malattia degenerativa.

 

"Ci siamo incontrati in modo un po’ rocambolesco – spiega il regista Marco Zuin – Martina aveva visto un mio cortometraggio sulla disabilità e dopo la sua grande vittoria a Rio ha deciso di vivere un’esperienza in Kenya, lei, giovane ragazza con protesi tra le più evolute al mondo, ha voluto approfondire la percezione della disabilità in un contesto dove la povertà materiale diventa un grande limite, quello dell’area di Nyahururu, al Saint Martin, centro che accoglie persone con fragilità".

 

Il film entra nelle vite dei due protagonisti mettendo in evidenza le loro storie che, pur non intrecciandosi mai, procedono parallele a dimostrazione del fatto che è possibile vincere il rischio dell’emarginazione e della chiusura in se stessi. Girato fra Trento e l’altopiano del Kenya, 'Niente sta scritto' non vuole essere un altro racconto sulla disabilità o sulla malattia, ma parla di possibilità e di guarigione che va oltre il corpo fisico.

 

"Questo premio è il riconoscimento di una sensibilità che portiamo avanti da tanto tempo – ha dichiara il direttore di Fondazione Fontana Onlus Pierino Martinelli – una sensibilità che ci spinge a considerare le difficoltà come un’opportunità e non semplicemente come un problema".

 

 

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