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| 08 mag 2025 | 07:37

Vermiglio nella Storia, 7 David di Donatello e Maura Delpero prima donna a vincere il premio per la regia

Grande affermazione del film 'trentino' che già a Venezia aveva vinto il premio della giuria

di Redazione

ROMA. Vermiglio ancora una volta sugli scudi conquistando 7 David di Donatello, gli Oscar del cinema italiano. La pellicola ''trentina'' si è aggiudicata, tra l'altro, alcuni dei premi più prestigiosi tra cui il miglior film e il premio alla miglior regia a Maura Delpero stabilendo un record: per la prima volta questa statuetta è andata ad una donna regista.

 

La pellicola che aveva vinto il premio speciale della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e per un soffio non è riuscita ad entrare nel numero finale dei film partecipanti agli Oscar ha vinto anche il David al produttore, per il miglior suono a Dana Farzanehpour, Hervè Guyader e Emmanuel De Boissieu, per la fotografia a Mikhail Krichman e ancora miglior casting Stefania Rodà, Maurilio Mangano, miglior suono e sceneggiatura originale sempre a Maura Delpero.

 

Delpero ha commentato la storica vittoria con un discorso molto forte. ''Scrivere una sceneggiatura da soli è bellissimo ma anche terribile”. Il film, ha spiegato la regista, è nato con un'intenzione precisa e una presa di posizione netta: “Quando ho pensato di scriverlo, qualcuno mi ha chiesto se non fosse anacronistico parlare di guerra. Purtroppo, la guerra è sempre attuale, e da allora lo è ancora di più. Vermiglio è un film profondamente antimilitarista. Racconta quando la guerra ce l’avevamo noi in casa”.

 

Delpero ha poi ricordato con tono critico ma costruttivo la sua prima vittoria ai David, in passato, per un documentario: “Allora non mi invitarono alla cerimonia, protestammo scrivendo una lettera per dire che il cinema del reale aveva la stessa dignità del cinema di finzione. Vedo che le cose sono cambiate fortunatamente.” Un cambiamento testimoniato non solo dal suo premio, ma anche dalla presenza significativa di registe nella cinquina di quest’anno. “Dobbiamo molto al cinema documentaristico, perché ha aperto alle donne”.

 

'L'arte della gioia' di Valeria Golino ha quindi conquistato il David alla Miglior attrice protagonista (Tecla Insolia), Miglior attrice non protagonista (Valeria Bruni Tedeschi) e Miglior sceneggiatura non originale. E poi c'è Margherita Vicario che con 'Gloria!' che ha vinto il David per il Miglior film d'esordio, alla Miglior canzone originale ('Aria!') e al Miglior compositore. Due statuette per 'Berlinguer - La grande ambizione' di Andrea Segre, il più nominato di questa edizione insieme a 'Parthenope' di Paolo Sorrentino - che torna a casa a mani vuote - con 15 candidature ciascuno. Il film di Segre vince il David al Miglior attore protagonista (Elio Germano) e Miglior montaggio. Mentre Miglior attore non protagonista Francesco Di Leva per 'Familia' di Francesco Costabile.

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