Religion Today, ''Darkling'' del regista serbo Dusan Milic vince il best feature film e il Gran premio Nello Spirito della Fede
Giornata di premiazioni a Pinè. Tra i titoli più prestigiosi quelli assegnati al dramma del regista serbo, tratto da una storia vera, che racconta della situazione del dopoguerra in Kosovo

TRENTO. “Darkiling”, del regista serbo Dusan Milic, ha vinto il Gran Premio Nello Spirito della Fede e il miglior feature film; “Nascondino”, della regista italiana Victoria Fiore, si è aggiudicato il premio come miglior documentario; Into Belief”, del cinese DJ Furth è il miglior short documentary. Sono questi i tre titoli che oggi sono stati grandi protagonisti della cerimonia di premiazione della 25° edizione di Religion Today, tenutasi a Baselga di Pinè.
Accolti dal sindaco di Pinè Alessandro Santuari alla Capannina ‘La Baita del Mett’ la cerimonia ha regalato emozioni per un Film Festival che continuerà fino a mercoledì 21 settembre e che ha visto in concorso film di qualità eccellente.
Come detto tra tutti ha spiccato “Darkiling”, del regista serbo Dusan Milic, coproduzione che ha coinvolto Serbia, Italia, Bulgaria, Danimarca e Grecia: la pellicola ha vinto il Gran Premio Nello Spirito della Fede, prestigioso riconoscimento simbolo di Religion Today e il miglior feature film. La giuria internazionale ha riconosciuto come il film “rispecchia la società e mostra come le narrazioni politiche e sociali possono far chiudere una persona. In questo caso le credenze sono state molto lontane dalla realtà, creando ostacoli che rendono difficile vedere la verità”. Darkling racconta il dramma della guerra in Kosovo, che pochi anni fa ha mietuto migliaia di vittime a pochi chilometri dalle nostre coste e che, come ci mostra magistralmente Milic, ha lasciato tracce e conseguenze inimmaginabili, che tutt’ora influenzano la vita di serbi e kosovari.
Il premio per il miglior documentario è stato vinto da “Nascondino”, della regista italiana Victoria Fiore: girato in 4 anni, racconta di un giovane undicenne dei Quartieri Spagnoli a Napoli, sostenuto dalla nonna nel tentativo di guidarlo lontano dalla criminalità. Premiato come miglior short documentary “Into Belief”, di DJ Furth, cinese; un viaggio nello spaccato culturale e spirituale della Siberia meridionale. Come film cortometraggio è stato riconosciuto “Graveyard”, film dell’iraniano Ali Daraee, che rimarca l’assenza di opportunità per la donna protagonista di seppellire il proprio bambino in modo rispettoso ed umano, secondo la tradizione religiosa, senza la presenza di un uomo.
Numerosi gli altri premi assegnati, ognuno rappresentante le varie anime votate al dialogo di Religion Today: Religions Through Women’s Eyes (La religione attraverso gli occhi delle donne) a “The Dream of a Horse”, di Marjan Khosravi, che ha vinto anche il riconoscimento della giuria SIGNIS; il premio “Nello spirito della pace”, della giuria del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, consegnato a “Zuhur’s Daughters”, di Robin Humbolt e Laurentina Genske. L’Associazione BiancoNero, che si occupa dell’organizzazione del Festival ha inoltre premiato il giovane regista italiano Luca Rabotti, per la sua intensa esperienza di cinema della realtà con “Squilibrio”.
Il direttore Andrea Morghen sta lavorando insieme al suo staff di giovani e con il prezioso contributo dell’Arcidiocesi di Trento che, attraverso il personale del Centro Missionario Diocesano, ha gestito l’accoglienza dei numerosi ospiti nazionali e internazionali del Festival. “Siamo soddisfatti di questa edizione, che ha visto la presenza di tantissimi registi, produttori, nuovi e vecchi amici di Religion Today: tutte persone che condividono il messaggio di pace e dialogo che il Festival vuole trasmettere”.
Anche quest’anno, rispettando il suo spirito itinerante e attento al territorio, Religion Today ha portato i suoi ospiti nel cuore delle montagne del Trentino, con la cerimonia di premiazione di oggi, presso la capannina “Baita del Mett,” a Bedolpian, Baselga di Pinè. Qui lo staff e i partecipanti sono stati anche ospitati a pranzo dall’Associazione Shemà: il Film Festival infatti è prima di tutto dialogo, confronto e valorizzazione delle realtà attente al prossimo sul nostro territorio trentino, e non solo. L’Associazione Shemà è nata da un gruppo di ragazzi che dal 2016 cerca di impattare positivamente nella zona, coinvolgendo i giovani in attività estive, gioco e riflessioni.
A inizio 2022, in seguito alla mancanza di un componente del gruppo, i ragazzi hanno deciso di farsi forza e di prendere in gestione un ristorante a Bedòlpian, dismesso da qualche anno a causa della tempesta Vaia, senza scopo di lucro. Bedòlpian è diventato anche vero e proprio simbolo della rinascita perché è stato danneggiato dalla tempesta Vaia di ottobre 2018 ed il comune ha deciso di fare un progetto di ripristino insieme alla A.S.U.C. di Baselga di Piné. Il nome storico del locale è “La Capannina” e il gruppo ha deciso di mantenere questo nome, ma omaggiandolo al loro compagno di viaggio, aggiungendo “La baita del Mett.”
Il Festival terminerà mercoledì 21 settembre: in questi giorni continueranno le matinée per le scuole ad Arco, Mezzolombardo, Trento e Bolzano, così come le proiezioni dei film in concorso. Verranno inoltre assegnati altri premi e riconoscimenti ai film in concorso. Il giorno conclusivo saranno proiettati tutti i vincitori al Teatro San Marco di Trento, mentre la sera alle 20.30, all’Auditorium Conservatorio Bonporti ci sarà il concerto dell’Orchestra del conservatorio Bonporti, guidato dalla direttrice Caterina Centofante.












