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Quattro balordi in cerca di un arto

Stasera, 19 dicembre, per iniziativa regalo di unì'azienda e domani, 19 dicembre, in stagione: ecco "Una mano mozzata a Spokane", il lavoro di Aria Teatro che a Pergine giocherà, in casa con una dark comedy stralunata firmata da Martin Mc Donagh, autore di "Quattro manifesti" da Oscar

Pubblicato il - 18 dicembre 2019 - 07:13

PERGINE. Questa sera una speciale rappresentazione offerta dall'azienda Metal Working Srl per fare gli auguri di Natale in modo originale. Domani, 19 dicembre, lo spettacolo va in scena invece per la parte di stagione del teatro perginese curata da Aria Teatro che saluta il pubblico delle feste con una propria, apprezzata, produzione. Si tratta di "Una mano mozzata a Spokane", testo di Martin McDonagh, tradotto da Carlo Sciaccaluga  e ben interpretato da Andreapietro Anselmi, Alice Arcuri, Denis Fontanari e Maurizio Bousso.

 

 Si tratta di una dark comedy dell’autore di "Tre manifesti" a Ebbing, Missouri, rappresentato per la prima volta in Italia e già applaudito in molti teatri in tour piuttosto fitto e fortunato. In una camera d’albergo Carmichael, un sicario di mezz’età a cui manca la mano sinistra, lascia un messaggio sulla segreteria telefonica della madre per rassicurarla sulla propria salute. Da questo momento in poi inizia una vicenda claustrofobica (l’azione si svolge nella stessa stanza dall’inizio alla fine). Il misterioso uomo è alla ricerca della propria mano sinistra da 27 anni.

 

 Due giovani innamorati, un ragazzo di colore e una bionda, spacciatori da quattro soldi, tentano di vendergli una mano sottratta al museo di storia naturale, provocando la furia di Carmichael, sotto lo sguardo di uno stralunato e inquietante concierge, ex galeotto, i cui interventi rischiano di far precipitare la vicenda. Una commedia a dir poco esilarante, contraddistinta da tratti di violenza, morte, razzismo e ignoranza; una dark comedy in pieno stile McDonagh.

«Una tragedia comica, o meglio una commedia velata di tragedia, intrisa di omofobia, razzismo, humour, tinte gialle ed echi splatter, con tanto di valigia in scena piena di mani umane. Uno spettacolo mai banale, sorprendente, che esorcizza il dolore e il retrogusto di morte e sofferenza
con tempi comici perfetti, una recitazione talvolta portata all’estremo per trasferire l’assurdità di alcune situazioni, e un linguaggio crudo, scorretto, lancinante come la disumanità di certi gesti». (La Repubblica)
 

 

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