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Una scena vuota per un impegno pieno contro ogni violenza sulle donne

Sabato 22 novembre al centro giovani Cantiere 26 di Arco la proposta di Cantiere Teatro che anticipa la giornata nazionale di sensibilizzazione che cade il 25 novembre. Monica Morini e Bernardino Bonzani del Teatro dell'Orsa sono  protagonisti dello spettacolo "Nudi" che tra commozione e "graffi" invita a strappare il velo degli stereotipi e a cambiare sguardo

Pubblicato il - 20 novembre 2019 - 10:46

ARCO. «Una scena nuda per mettere a nudo la violenza sulle donne»: Monica Morini e Bernardino Bonzani del Teatro dell’Orsa introducono il potente, coraggioso spettacolo Nudi. Le ombre della violenza sulle donne, di cui sono autori e interpreti che sarà presentato venerdì 22 novembre alle ore 21 al Centro Giovani Cantiere 26 diArco (TN) nell’ambito della rassegna Cantiere Teatro in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 che viene celebrata ogni anno il 25 novembre.

 

 «Quanta violenza è sommersa? Non detta. Non riconosciuta. Cosa crediamo sia normale? Cosa non o è? Un attraversamento del sentire che ci interroga, ci graffia, ci muove a strappare il velo degli stereotipi e a cambiare sguardo. Perché uomini e donne possano camminare in pari dignità». «Il rapimento, il ricatto sessuale e psicologico, le botte: una costellazione di efferatezze che molti uomini compiono su molte, troppe donne» aggiungono «La violenza non si ferma con l’atto in sé, prosegue subdolamente in un clima sociale che spinge all’omertà e alla vergogna, che fruga pettegolo nei dettagli imbarazzanti, che condanna infine la donna per “essersela cercata”».

 

 Di questo toccante spettacolo, la nota critica teatrale Valeria Ottolenghi ha scritto: «Moltissimi gli applausi carichi anche di solidarietà, commozione, coinvolgimento emotivo. Particolarmente toccanti alcuni momenti di smarrimento, di spavento di lei. Ma ben costruite anche alcune situazioni che sintetizzano altri pensieri e stati d’animo, a volte contraddizioni all’interno del mondo femminile: la moglie che protegge il marito, la madre che difende il figlio, ancora più profonde allora le ferite in chi, dopo la violenza, l’aggressione, avverte più vasta la solitudine, difficile pensare con serenità e fiducia al futuro».

 

 «Spesso l’informazione ci riporta dati che ci lasciano storditi ma non ci chiamano all’azione - concludono gli artisti in merito allo spettacolo che si è aggiudicato il Premio 8 marzo indetto dall’Assessorato Pari Opportunità della Provincia di Parma - Il teatro ci mette nei panni dell’altro, è specchio potente dell’ombra che ci abita, tutti. È allenamento alla vita e ci spinge ad aprire gli occhi, a cambiare, a riconoscere lo stereotipo e comprendere la distorsione, anche sottile, all’interno della relazione. Il teatro è anche luogo dove i vivi elaborano insieme le ferite e si aprono a nuovi sguardi. Questo lavoro è nato in collaborazione con i centri antiviolenza ed è sconvolgente come molte spettatrici, dopo  lo spettacolo, abbiamo trovato il coraggio di chiedere aiuto».

 

 Lo spettacolo sarà preceduto alle ore 19 dall’inaugurazione della mostra Dŏmĭna e alle ore 20 da un breve intervento del gruppo musicale Mèlica Duo. A fine spettacolo è in programma un vero e proprio concerto del gruppo Mèlica Duo. Il Centro Giovani Cantiere 26 si trova in via Paolina Caproni Maini 26/E ad Arco.

 

 

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