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Dopo la qualificazione ai prossimi mondiali, la scuola di ballo cembrana lancia un messaggio di speranza: "La danza non si ferma"

Il video, opera della videomaker Giulia Lenzi, vuole essere un sostegno per tutti gli artisti ed i giovani della Val di Cembra, che proprio in questi giorni stanno assistendo ad un aumento di contagi, per dimostrare che è possibile fare arte in sicurezza anche in tempi di pandemia

 

Di Laura Gaggioli - 08 ottobre 2020 - 19:28

CEMBRA. "Mai come in questi ultimi mesi abbiamo esplorato e approfondito il concetto di distanza, capendo che anche quella fisica non è un muro invalicabile”. Questa l’anima del progetto “La danza non si ferma” ideato e creato dall’insegnante di danza Giulia Primon della Gdm Val di Cembra, insieme alla videomaker fiorentina Giulia Lenzi. “A febbraio, stavamo vivendo un momento molto intenso: avevamo vinto i campionati italiani, vittoria che ci aveva valso la qualifica per i mondiali di danza, previsti per giugno 2020 (QUI l'articolo). Sognavamo Roma e improvvisamente ci siamo ritrovati bloccati ognuno nelle proprie case. I mondiali in arrivo esercitavano una grande motivazione sui ragazzi: era difficile fermarsi, perdere l’allenamento. Dovevamo pensare a qualcosa”.

 

Inizia qui l’idea di un video come strumento in grado di abbattere i muri della fisicità, unendo coreografia e tecnologia, e regalando una sequenza sincrona di corpi uniti nello stesso movimento. La coreografia esce così dagli schemi tradizionali, si reinventa e allenta la morsa stringente della pandemia: “Distanti, separati, lontani ma uniti in un'unica danza".

 

 

Un messaggio questo di vicinanza anche per gli abitanti della Val di Cembra, una delle zone più colpite dal coronavirus e sede della scuola di danza, protagonista del progetto. “Non abbiamo casi positivi, ma per dovere civico, in via preventiva, ora chiuderemo alcune sezioni per spostarci di nuovo verso l’online e garantire così la sicurezza ad allieve, allievi e alle loro famiglie”, spiega Primon. Certo non è la soluzione ottimale per chi si nutre di contatto, ma l’unica percorribile in questo periodo, per stare vicino ai ragazzi, entrare nelle loro case e non fargli perdere il loro innato entusiasmo che invoca spazio e ascolto.

 

I ballerini della Gdm non hanno quindi smesso di sperare e ballare e esclamano: "Non dobbiamo mollare, né come artisti, nonostante la crisi del settore in tutta Italia, né come persone, perché si può continuare a danzare e produrre arte pur rispettando le regole che la società ci impone". Per sopravvivere allora ci si deve reinventare, cercare nuove soluzioni per rivitalizzare un settore, quello dello spettacolo dal vivo, che ha sofferto molto gli effetti della pandemia. Settore poi, culturalmente e socialmente fondamentale per il benessere delle persone. “Come potremo, noi, vivere senza cultura? - conclude Giulia, appellandosi alle istituzioni - ricco patrimonio, anche economico, del nostro territorio? Siamo qui, non abbandonateci”.

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