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Lo spettacolo di teatro si converte in film a causa del Covid. Alla scuola Emit Flesti si recita il Macbeth di Shakespeare

La scuola teatrale Emit Flesti di Trento, di fronte alle difficoltà imposte dal Covid, ha deciso di trasformare lo spettacolo finale in un lungometraggio visibile su youtube. Il Macbeth di Shakespeare, diretto da Giulio Federico Janni, merita d'essere visto per le emozioni che è in grado di suscitare

Di Barbara Mastronardi - 12 luglio 2020 - 19:00

TRENTO. "Non c'è arte che insegni a scoprire nella faccia com'è costruito un animo" (William Shakespeare)Veniamo catapultati in un bosco cupo ed buio. Si apre la prima scena: le tre streghe , "Le sorelle inquietanti", decidono insieme che il loro prossimo incontro dovrà svolgersi di fronte a Macbeth, mentre sono appollaiate sui rami degli alberi. Il loro parlare è fluente, le loro movenze aggraziate.

 

E da lì si snoda fluida e incalzante, nella Scozia del basso Medioevo, la cupa tragedia del Macbeth di Shakespeare. Chi guarda viene catturato come in una magia dalle scene che di susseguono con abile maestria, dalla notizia data a re Duncan di Scozia da un capitano mentre è con il generale Banquo ed il nobile Macduff della vittoria delle truppe scozzesi su quelle norvegesi ed irlandesi, per merito del valoroso Macbeth, all'incontro dello stesso Macbeth, barone di Glamis con le streghe, che gli profetizzano che diventerà re, dopo la sua nomina a Barone di Cawdor.

 

Da lì parte l'intera vicenda che lascia lo spettatore incollato al video. La cosa più suggestiva è senza dubbio lo scenario mutevole e sfaccettato. Compare d'un tratto un primo piano intenso di lady Macbeth che pronuncia parole di fuoco invocando i demoni dell'inferno, che l'aiutino a snaturare la sua anima dalla dolcezza femminea per aiutare il marito dell'oscuro omicidio che lo renderà re, e nel quale la stessa donna parteciperà impavida senza perdere in un primo tempo la lucidità. Le basta leggere la lettera in cui il marito racconta di aver avuto un incontro con delle strane creature, che gli hanno predetto che diventerà il sovrano, perché l’ambizione di diventare regina di Scozia la trasformi in una fredda mente calcolatrice, pronta anche a commettere un omicidio pur di raggiungere il suo obiettivo.

 

"Vieni, densa notte, e ammantati del più perso fumo d’inferno, perché il mio affilato pugnale non veda la ferita che fa, e il cielo non possa affacciarsi di sotto la coltre delle tenebre per gridare 'Ferma!'".

 

I fantasmi del rimorso la porteranno poi all'oblio, compariranno strane allucinazioni che le faranno vedere macchie di sangue sulle sue mani, tormentando la sua mente alienata. Sopraggiungerà la morte in maniera oscura e misteriosa. La vicenda è molto intricata, con personaggi diversi ma scorre davvero senza intoppi ed ognuno di loro si amalgama perfettamente con i compagni, facendone un tutt'uno.

 

Il banchetto fatale dove Macbeth crederà di vedere il fantasma di Banquo, dopo averlo ucciso, trasporta chi guarda magicamente lì con loro; e soffri e piangi e ridi alla fantastica scena del ballo nella penombra della sala, calato pienamente in questo mondo strano ed inquietante.

 

La vita è un'ombra che cammina, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco e poi non se ne sa più niente. È un racconto narrato da un idiota, pieno di strepiti e furore, significante niente”.

 

La mano fredda della morte colpirà anche Macbeth, che dopo aver assassinato Banquo ed essere entrato in un tunnel di lucida follia verrà decapitato in battaglia realizzando l'ultima profezia delle streghe, "Ucciso da nessun nato da donna". Ogni personaggio è curato finemente nelle sue sfaccettature, le musiche sapientemente selezionate curano la giusta atmosfera e non esiste momento in cui lo sguardo venga distolto dal video.

 

Stiamo parlando del saggio di fine anno dello Stage Lab della scuola di teatro Emit Flesti, realizzato come lungometraggio anziché come spettacolo teatrale per le note e tristi vicende degli ultimi tempi. La regia è di Giulio Federico Janni ed i partecipanti i suoi alunni : Pietro Moser e Angelica Beccari rispettivamente nei ruoli di Machbet e consorte, Valentina De Cecco, Jacopo Lolli, Beatrice Agostini, Elena Montecucco, Ester Pigozzi, Davide Mengoni, Beatrice Ricci, Andrea Zueneli, Niccolò Pedelini, Noemi Traverso e Tamara Beniamini. Lo spettacolo è visibile su YouTube a questo link.

 

Giulio Federico Janni nasce a Roma nel 1969. Diplomato alla scuola di teatro di Bologna di Alessandra Galante Garrone nel 1994, comincia la sua carriera di attore in varie compagnie in Italia ed Europa fra le quali quella di Alessandro Gasmann. Ricopre molteplici ruoli, fonico, montatore video, e si mette in gioco costantemente. Nel 2012 fonda la compagnia RAUMTRAUM che organizza rassegne e produce spettacoli nel territorio trentino. A Rimini nel 2019 vince il premio della critica per il monologo scritto e diretto da lui "Gli ultimi nastri di Marilyn". Dal 2019 collabora con la drammaturga Silvia Marchetti, una delle più interessanti del momento, nella "Compagnia del calzino", con la quale porta avanti progetti molto importanti con attori di alta caratura di livello nazionale ed internazionale.

 

Nel 2017 conosce Alessio Dalla Costa e nel 2018 lo dirige nella commedia "Nevrotico Sessuale". Alessio Dalla Costa e Annalisa Morsella, attori d'eccezione e appunto fondatori con la collaborazione di Simone Panza della scuola teatrale Emit Flesti, lo accolgono come formatore nel 2019.

 

Il suo corso sul Macbeth scorre senza intoppi fino alle note vicende. Spunta l'idea di farne un lungometraggio e dal nulla, con una forte collaborazione e coesione con gli alunni di Emit e con pochi mezzi, ma tanta fantasia, nasce questa meravigliosa versione cinematografica con la sua regia.

 

La collaborazione fra i componenti di Emit continua su tanti altri fronti. Ultimo lavoro in ordine di creazione, danno vita sulla pagina FB del Centro Santa Chiara, ormai da due martedì alle 12.30, agli antipasti letterari, scritti e diretti da Janni, con la partecipazione come attori di Alessio dalla Costa, Annalisa Morsella e Simone Panza. Una serie di piccole perle di recitazione con regia e drammaturgia che ogni volta cambia e stupisce lo spettatore.

 

È davvero bello poter trovare nella nostra realtà trentina talenti di tale originalità e sensibilità, che toccano davvero le corde più profonde dell'anima e del cuore.

 

Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori. Hanno le loro uscite e le loro entrate; e un uomo nel suo atto interpreta diverse parti” (William Shakespeare).

 

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