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Dal nuovo romanzo di Silvia Avallone, all’esordio di Gianluigi Menegot. Questo e altro tra i prossimi eventi alla Libreria Arcadia di Rovereto

Tante iniziative per chi rimane in città. Il 3 luglio l'autrice di "Acciaio" presenterà il suo nuovo libro, "Da dove la vita è perfetta". Il giorno dopo l'incontro con Gianluigi Menegot che presenta "Radio, TV, Gol e figurine. Racconti di calcio e di vita degli anni 70"

Di gb - 02 luglio 2017 - 10:01

ROVERETO. La Libreria Arcadia di via Fontana a Rovereto non si ferma un momento e non si fa mai mancare nulla: lunedì 3 luglio alle 19 ospiterà Silvia Avallone, una delle autrici italiane più amate sia dal pubblico sia dalla critica, che dopo lo strepitoso successo di “Acciao” e “Marina bellezza” presenterà il suo nuovo romanzo, “Da dove la vita è perfetta” (Rizzoli), un affresco italiano tra storie di madri, di padri, e di figli che sfidano la normalità.

 

E a dimostrazione del proprio taglio indipendente e appassionato, il giorno dopo alla stessa ora Arcadia darà spazio all’esordio di un autore locale, Gianluigi Menegot, con il suo “Radio, TV, Gol e figurine. Racconti di calcio e di vita degli anni 70” (Curcu & Genovese), che attraverso la passione per il calcio, ci racconta di un’epoca particolare e dell’aria che si respirava in quegli anni a Rovereto. 

 

Siamo nel gennaio del 1974, e a Rovereto c’è un padre appassionato di calcio che regala, un giorno, un album di figurine al figlio di otto anni al suo rientro da scuola. Gli spiega che “quel quadernone era vuoto, ma che sarebbe bastato trovare le immagini dei calciatori e subito si sarebbe riempito di colori e di allegria”.

 

E piano piano il quadernone si arricchisce dei volti dei calciatori, e la vita di quel bambino comincia cambiare: a partire dalle domeniche, permeate dall’emozione dei risultati delle partite e forse anche dall’intensificarsi del rapporto con il padre, e iniziano intere giornate caratterizzate da un umore che si alza e si abbassa a seconda dei posizionamenti in classifica.

 

Il 1974 è anche l’anno in cui i telegiornali parlano di quel presidente americano travolto dallo scandalo Watergate. E dalla stessa radio dalla quale solitamente il bambino ascolta trepidante la Hit Parade in attesa dell’inizio di Tutto il calcio minuto per minuto, i cronisti raccontano di quel corpo trovato senza vita dentro il baule di una Renault rossa. Ed è così che gli anni colorati del calcio si mischiano a quelli a tinte fosche degli anni di piombo.

 

“Radio, TV, Gol e figurine. Racconti di calcio e di vita degli Anni Settanta” è un libro capace di emozionare anche chi di calcio non ne ha mai capito niente. L’autore, classe 1966, è un fine cultore della materia calcistica, eppure il suo libro, che si legge in un soffio, va al di là dei tecnicismi del calcio e ti mostra i costumi di un’epoca.

 

Lo leggi e ti sembra di entrare in una casa in cui alla TV stanno trasmettendo Happy Days per la prima volta, in un’altra in cui c’è qualcuno che ascolta Soleado dei Daniel Santa Cruz Ensemble, o immagini la locandina di Profumo di Donna, con Vittorio Gassman, appiccicata sulla porta di un cinema.

 

E in tutto questo intravedi Gianluigi che gioca a calcio al campetto vicino casa con l’amico del cuore, Paolo, oppure un po’attento e un po’ sognante durante la lezione della maestra Rosalba.

 

Pensa che io a malapena so che cosa significhi un rigore e non ho mai capito che cosa sia un  fuorigioco. Dì la verità, lo hai scritto avendo pietà per gli ignoranti in materia?

Sono contento che ti sia piaciuto, perchè era mia intenzione condividere soprattutto le emozioni, calcistiche e non, anche con chi non segue il calcio da vicino.

 

Nel tuo libro non si parla solo di calcio ma in qualche modo c’è anche spazio per la storia: lo scandalo Watergate, l’omicidio Moro, quello del primo ministro spagnolo Luis Carrero Blanco. Davvero la tua attenzione di bambino spensierato era attirata da questi eventi che all’epoca erano molto più grandi di te?

All'epoca c'erano solo due canali tv e la visione del telegiornale era un appuntamento fisso, così mi sono appassionato di tutte le notizie, politiche, sociali, sportive e ho cominciato a scoprire il mondo.

 

Chi ti conosce dice che hai una memoria che rasenta la maniacalità. E in effetti nel libro snoccioli date e particolari come avessi inserito un floppy disk (è proprio il caso di dirlo) nel cervello. Ma è davvero così? Sei uno di quelli che riescono a ricordare intere formazioni delle squadre del cuore ai vari mondiali di calcio?

In effetti ho buona memoria, qualche formazione la so...Ma per scrivere il libro, ho controllato l'attendibilità dei miei ricordi cercando in internet e, quasi sempre, ricordavo giusto.

 

Fin dalle prime pagine compare tuo padre: quello che fingeva di non essere riuscito a comprarti le figurine che puntualmente ti faceva trovare sotto la tovaglia o in camera tua. In alcuni momenti, più che padre e figlio sembravate due amici. Sembra che il calcio sia stato il veicolo principale del vostro rapporto.

Sì, hai colto nel segno. Grazie al calcio avevamo un bellissimo rapporto di complicità. I suoi insegnamenti in ambito sportivo mi sono poi serviti nella vita di tutti i giorni.

 

Tu hai un figlio giocatore e appassionato di calcio. C’è lo zampino di papà Gianluigi o ha fatto tutto da solo?

Luca aveva il calcio nel dna: con nonno e papà così "calciofili" non poteva andare diversamente, anche se io non ho spinto perché diventasse calciatore o tifoso. Ora però sono contento perché si sta togliendo qualche soddisfazione.

 

Come sono le tue domeniche? C’è ancora così tanto calcio?

Ora seguo le partite di mio figlio Luca, più che la serie A. E comunque, una domenica senza calcio, per me è sempre una domenica vuota.

 

A volte, di domenica, in città si vede ancora qualcuno che cammina con una radiolina appiccicata all’orecchio, sintonizzata su qualche partita, e qualche metro più avanti una moglie col muso lungo. Non mi dire che anche tu…

No, no…io ho le cuffiette. Scherzi a parte, se vado a fare qualche corsetta da solo, ascolto sicuramente le partite o lo sport in radio, ma se sono in compagnia posso anche farne a meno.

 

E’ molto commovente il pezzo in cui racconti di te e di Paolo. Una grande amicizia vissuta tra il perimetro di una classe e quello di un campetto di calcio. Siete ancora così amici?

Paolo ha realizzato il sogno, che era anche il mio, di diventare calciatore professionista, ora vive in Liguria. Non ci sentiamo da un po', ma lo ricordo sempre con affetto.

 

E poi c’è un bambino che sta guardando il Tg assieme al papà, e improvvisamente Emilio Fede si fa cupo in volto e si mette a parlare di un presunto scherzo finito in tragedia: Luciano Re Cecconi, calciatore della Lazio, entra una gioielleria e fa finta di fare una rapina, ma il proprietario si spaventa e gli spara in pieno petto. Quando la racconti sembra che abbiano sparato anche a te. Ci sei rimasto davvero così male?

L'atmosfera degli "anni di piombo" era veramente angosciante, ogni sera c'era qualche notizia di attentati, sparatorie, rapine. Ma quella vicenda era così assurda che mi colpì davvero tanto, anche perchè Re Cecconi mi sembrava di conoscerlo personalmente visto che era un protagonista delle mie domeniche.

 

Nel calcio di oggi girano milioni di euro, e quando circola denaro a fiumi va a finire che un gioco si trasformi in qualcosa d'altro, tra truffe e spettacolarizzazione. E’ veramente così diverso il calcio degli Anni 70 da quello di oggi?

Sì, è completamente diverso, ora è più uno spettacolo che uno sport, le televisioni lo hanno reso meno vero e gli hanno tolto passione e genuinità, pur portando a queste un sacco di soldi.

 

Chiudiamo con una domanda d’obbligo, perché a questo punto qualcuno se lo chiede: squadra del cuore?

Lasciamo in sospeso, magari lo sveleremo nel prossimo libro...

 

O forse qualcuno ha voglia di chiedertelo direttamente martedì 4 luglio alle ore 19 presso la Libreria Arcadia in via Fontana a Rovereto, assieme ad altre curiosità.

 

Ma a questo punto è il caso di segnarsi in agenda anche l’appuntamento del giorno prima, sempre alla stessa ora, e avere l’occasione di conoscere da vicino una grande autrice come Silvia Avallone. E sbirciando un po’ più in là nell’elenco degli eventi di Arcadia viene la curiosità di saperne di più anche su Uber Pulga, fascista infiltrato in un gruppo di partigiani, spia e disertore, eroe della Resistenza e giustiziato per tradimento dai suoi camerati nel 1945.

 

Stiamo parlando di “Partigiano in camicia nera: la storia vera di Uber Pulga” di Alessandro Carlino (Chiarelettere): l’appuntamento, in questo caso, è per venerdì 7 alle 19.

 

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