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Leonarda Cianciulli in mostra a Trento. La "Saponificatrice" rivive nelle opere di Laura Marcon

Una mostra dedicata alla serial Killer italiana che smembrava le sue vittime per farne sapone e dolcetti. Sabato l'inaugurazione a "CentrA" di via II Androna

Di Donatello Baldo - 20 ottobre 2016 - 14:37

TRENTO. “CentrA” inaugura sabato prossimo "Leonarda Cianciulli Horror Suite", di Laura Marcon a cura di Tommaso Decarli. Ma che cosa sapete della vita e delle opere della Saponificatrice di Correggio? Nessuno sa niente della più strana tra le serial killer italiane? Il regista Mauro Bolognini nel 1977 ha girato “Gran Bollito", la Wertmüller l'ha portata a teatro con “Amore e magia nella cucina di mamma” e gli Offlaga Disco Pax hanno scritto una canzone: “Soap opera”, giocando su quel soap che nella stria di Leonarda Cianciulli ha un significato particolare.

 

Questa donna non solo uccideva le sue vittime ma la addirittura le smembrava per poi bollirle con la soda caustica per ricavarne sapone. Quel che si sa lo si deve al suo memoriale, “Confessioni di un'anima tormentata”, e da lì oltre ai consigli per la produzione di saponette si scoprono anche disgustose ricette di cucina: “Quanto al sangue raccolto nel catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita”.

 

Ma anche bollite, arrosto, stufate. Così se le mangiava le sue amiche. Al poliziotto che le chiedeva che fine avessero fatto le donne scomparse disse: “Ebbene me le ho mangiate le mie amiche, se vuole essere mangiato anche lei son pronta a divorarlo. Le scomparse me le avevo mangiate una in arrosto, una a stufato, una bollita”. La donna fu rinchiusa in manicomio e non ne uscì più. Morì a 77 anni nel 1970. Si dice che in carcere cucinasse prelibatezze che nessuno assaggiava.

 

Di questa donna, su questa figura importante non soltanto per la criminologia ma anche per la cultura popolare, Laura Marcon – alias Malaura's – presenta una mostra nei locali di CentrA in via II Androna a Trento. “Tengo a precisare che nulla vi è di estremo nella personalità dell'artista – assicura il curatore Tommaso Decarli – nulla che la accomuni alla Saponificatrice”.

 

Comunque l'autrice si è impegnata a fondo nella ricerca, “si è lasciata tentare da un demone suadente ma solo quel tanto che le è servito per indagare, attraverso il mezzo estetico, il tormento a cui vanno spesso incontro le anime fragili. Indagine – continua Decarli – che le ha fatto vivere in prima persona la profonda e oscura dicotomia fra candore e amoralità, fra innocenza e depravazione”.

 

Sabato alle ore 18 l'inaugurazione della mostra che rimarrà aperta al pubblico fino al 12 novembre, e su prenotazione un evento parallelo allo spazio Keller di via Cesare Abba (su appuntamento al numero 329/2192325). 

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