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Zattere pronte, domani il Palio dell'Oca sul fiume Adige

Sono 57 gli equipaggi pronti a sfidarsi in abilità e velocità. Anche una 'ciurma' tutta femminile, a forte maggioranza femminile anche Baselga del Bondone, mentre Annalisa Manara è la capitana della Cervara. Ecco tutti gli equipaggi

Di Luca Andreazza e Giuseppe Fin - 24 giugno 2017 - 19:05

TRENTO. L'atmosfera all'ex Zuffo è festosa, ma si lavora duramente per mettere a punto le zattere in vista del Palio dell'Oca di domani: il via alla manifestazione è fissato per le 18 da Roncafort, quando le ciurme saranno chiamate a superare una serie di prove di abilità unite al responso cronometrico della discesa di circa 4 chilometri fino al ponte di S. Lorenzo a Piedicastello.


Tra una risata e un tiro di corda, un aggiustamento dei tronchi di legno e una sbirciata al prototipo preparato dal Centro servizi culturali Santa Chiara, nessuno si sbottona: "Si punta a non affondare", "A migliorare la posizione dell'anno scorso" o precedere un rione rivale. Insomma anche gli habituè del Palio dell'Oca fanno pretattica e tanta tra riti e scaramanzie.


Le zattere in gara quest'anno sono 57, a causa della defezione last minute di Praga, e quando si mette l'imbarcazione è in acqua, alla fine tutti si danno battaglia e vanno a caccia del titolo conquistato l'anno scorso da Cortesano, che si guarda le spalle per difendere il titolo. Il record velocità dell'edizione scorso appartiene invece a Sopramonte, che ha fermato il cronometro dopo appena 20 minuti e 54 secondi di gara.


Cortesano)

Tra le zattere che rappresentano i rione e sobborghi cittadini, quella di Centochiavi è tutta in rosa (Patrizia Casari, Fulvia Brugnara, Isabel Rigotti, Elisa Zuccatti e Francesca Antoniolli), a fortissima maggioranza femminile anche Baselga del Bondone (Sara Toniolli, Veronica Amistadi, Daniela De Eccher, Cristina Simoni e Federico Bettega), mentre Annalisa Manara è la capitana della Cervara e metterà in riga tutti gli altri componenti dell'equipaggio.  

 

Come sempre presenti anche gli equipaggi delle città gemellate a Trento, come Berlino Charlottenburg, Kempten e San Sebastian, i componenti spagnoli sono come al solito alla prima esperienza in fatto di Palio dell'Oca.

 

 

Le zattere partono una alla volta, distanziate da 1 minuto e trenta secondi e dopo aver remato per una buona tratta, i cinque zatterieri in costume devono affrontare diverse prove come l'attraversamento di una porta formata da paline pendenti collocate poco sopra il livello dell’acqua oppure infilare un anello in un braccio di un ancorotto pendente dal ponte di S. Giorgio, ma anche attraccare con l’aiuto di un compagno che aspetta sulla riva.


(Centochiavi)

E ancora lanciare una freccetta su un bersaglio e pescare con un gaudino da una a cinque trote contenute in una bacinella, quindi i partecipanti hanno il compito di infilare un anello nel collo di una oca gigante di cartapesta, mentre per le ultime due devono centrare un canestro e far suonare una sirena (all’altezza del ponte di S. Lorenzo) colpendola con i remi. Il mancato superamento di ogni prova corrisponde ad una penalità in termini di tempo.


(Tavernaro)

La sicurezza è assicurata da un grande spiegamento di uomini che oltre allo staff organizzativo prevede l’impiego di vigili del fuoco, volontari della protezione civile, senza dimenticare le forze dell’ordine.


(San Rocco)

Anche per l’edizione di quest’anno è stato predisposto un particolare protocollo per l’incolumità degli zatterieri, appositamente predisposto dall'esperienza di Trentino Wild, inoltre gli equipaggi hanno dovuto partecipare ad un incontro informativo.


Il Palio dell’Oca, introdotto nelle manifestazioni Vigiliane nel 1984, dopo un’edizione sperimentale, è una rivisitazione di un antico gioco di quattro secoli fa che riprendeva i costumi dell’epoca. Prima della costruzione dei ponti di San Giorgio e San Lorenzo, per raggiungere Piedicastello era necessario servirsi dei traghettatori che attraversavano il fiume su grandi zattere e barche.

 

Con l’avvento dei ponti un po’ alla volta questo mezzo di trasporto cadde in disuso, ma rimase nei cittadini rivieraschi il fascino per il fiume. E così si diede vita a delle dispute che coinvolgevano i rioni della città richiamando sulle rive del fiume folle di tifosi, come del resto avviene ancora oggi in occasione del Palio dell’Oca.

 

La competizione riesce a richiamare infatti migliaia di cittadini sulle rive del fiume, riportando così alla memoria anche un luogo che un tempo rappresentava il fulcro delle attività commerciali cittadine.

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