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In Trentino 2 persone su 10 sono impegnate nel volontariato: Trento si candida a Capitale europea del volontariato 2024

Trento lancia la sua candidatura a capitale europea del volontariato per l’anno 2024. A inizio del 2022 inizierà il percorso di partecipazione sul territorio, per costruire insieme alla città un piano strategico quinquennale. Il Trentino vanta grandi numeri: ogni dieci abitanti, due sono volontari e sono 419 le organizzazioni di volontariato

Pubblicato il - 03 dicembre 2021 - 20:16

TRENTO. “In Trentino ogni dieci abitanti, due sono impegnati nel volontariato, sono cifre invidiate da tutti”, questi i numeri snocciolati da Giorgio Casagranda, presidente del Csv Trentino. La novità è che Trento sta cercando di ottenere un altro titolo e si è lanciata in una nuova avventura candidandosi a Capitale europea del volontariato per l’anno 2024. “Siamo felici di iniziare questo percorso – sostiene il sindaco di Trento Franco Ianeselli – Trento è una città piccola di dimensioni, ma molto ‘europea’. Vogliamo continuare a seguire questa corrente, quella di chi si impegna per la comunità”.  Nei primi mesi del 2022 inizierà il percorso di partecipazione sul territorio, per costruire insieme alla città un piano strategico quinquennale. “Il Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Trento – prosegue il presidente Casagranda – sarà a fianco del Comune per fare in modo che questa iniziativa vada a buon fine”.

 

Il concorso, indetto per la prima volta nel 2013 dal Centro europeo del volontariato (Cev), mira a promuovere il volontariato a livello locale, dando un riconoscimento alle città che supportano e rafforzano le partnership con i centri di volontariato e con le organizzazioni che coinvolgono i volontari e promuovono il volontariato e il suo impatto sul territorio. La partecipazione permette di proiettare le città partecipanti e vincitrici in una dimensione europea, con un’occasione unica per lo scambio di buone pratiche e per l’instaurarsi di relazioni e partnership.

 

Il mondo del volontariato, che va dal sociale alla cultura, dalla sanità alla cura dei beni comuni, dalla pubblica sicurezza all’ambito educativo e formativo, è una delle colonne su cui anche Trento ha costruito negli anni tanti progetti, ha ottenuto importanti risultati ed è cresciuta in qualità delle vita e in valore delle relazioni.

 

“Anche la pandemia, che ha provocato grossi problemi al mondo del volontariato – continua il presidente – è stato un momento per trasmettere quella voglia di esserci, per affrontare insieme questo dramma”. Di fronte ai nuovi bisogni emersi nei mesi del lockdown, il volontariato si è reinventato grazie alla piattaforma Trento si aiuta, mettendo in circolo nuove forze e nuove energie. Sono state 640 le disponibilità raccolte, in una gara di solidarietà che ha permesso di fare fronte nel momento dell’emergenza ma anche nei mesi successivi. 

 

“È un percorso che non si fermerà con la candidatura a Capitale europea del volontariato, ci saranno tante scoperte e tanto da costruire – sostiene Nicolò Triacca, responsabile Area europea del Csvnet – quello su cui si farà attenzione è quello che già è in atto nella vostra città. Sarà un percorso di emersione delle vostre competenze e dei vostri valori, si lavorerà sulla consapevolezza di sé stessi. Voi arrivate all’undicesimo bando, avrete la possibilità di costruire una candidatura in un post pandemia che è già un elemento su cui riflettere”.

 

Ampia anche la partecipazione dei cittadini attivi nelle iniziative realizzate nell’ambito del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. I patti di collaborazione stipulati sono stati 10 nel 2020, 13 nel 2021 e coinvolgono 600 cittadini attivi.

 

 

Accanto a questa forma più strutturata di collaborazione ci sono iniziative pensate, semplificate e proposte dall’Amministrazione comunale per favorire la cura dei beni comuni in alcuni determinati ambiti come pulizia strade e aree verdi, decoro panchine, abbellimento spazi scolastici. “Adotta un’aiuola”, “Ritocchi urbani”, “Al mio quartiere ci penso anch’io” sono patti semplici che hanno raccolto negli anni più di 160 adesioni e coinvolgono circa 900 cittadini singoli o impegnati in associazioni, comitati, classi.

 

A Trento sono 419 le organizzazioni iscritte ai registri ufficiali e impegnate nei più vari campi del volontariato: 63 Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale), 181 Aps (Associazioni di promozione sociale), 175 Odv (Organizzazioni di volontariato). A queste si aggiungono 247 Asd (Associazioni sportive dilettantistiche), che in gran parte si appoggiano sull’impegno di volontari.

 

L'Amministrazione comunale, che da sempre riconosce il volontariato come una risorsa fondamentale e strategica per tutta la comunità, lo ha valorizzato negli anni in diversi modi, dando concreta attuazione alla previsione della Costituzione di “favorire l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale”.

 

La domanda di candidatura prevede un percorso di partecipazione attiva delle realtà del territorio e la stesura di un piano strategico quinquennale per la crescita del volontariato, condiviso e costruito con il mondo del volontariato stesso. La mappatura di quanto già posto in essere con e per il volontariato e la cittadinanza attiva è quindi un’importante occasione per dare visibilità, e quindi riconoscimento, all’impegno e ai risultati già raggiunti, ma anche un’opportunità per creare sinergie tra le varie esperienze e per mettere in rete e a sistema diverse misure e diversi interventi implementati.

 

Sotto il coordinamento del servizio Welfare e coesione sociale, il contributo di tutti i servizi dell’amministrazione e la fattiva collaborazione del Csv, è partito così il percorso che porterà alla presentazione della candidatura ufficiale entro il prossimo mese di giugno.

 

Sono già stati coinvolti i servizi del Comune, attraverso un questionario proposto ai responsabili delle varie aree, che verrà approfondito con incontri dedicati. Nei prossimi giorni saranno coinvolti anche tutti i dipendenti, che potranno dare il loro contributo sia come impiegati comunali che come cittadini spesso impegnati in attività di volontariato. Nei mesi di gennaio e febbraio verranno organizzati incontri sul territorio aperti a tutti i cittadini e a tutte le realtà formali e informali che operano nel volontariato nei diversi sobborghi e quartieri.

 

Tutto il percorso verso la presentazione della candidatura sarà accompagnato dal logo realizzato dalle studentesse e dagli studenti della Iv A dell’Istituto Pavoniano Artigianelli per le arti grafiche, nell’ambito del corso ArtImpresa: una mano che tiene fra le dita un cuore blu su sfondo giallo, abbinamento che richiama i colori di Trento, e che si affianca all’hashtag #aTrentoVolo. Il punto dove si concentra l’attenzione è proprio la mano, circondata da un cerchio acceso che dà l’idea di unione e società.

 

Le due dita alzate a formare scaramanticamente il simbolo della vittoria, disegnano nello stesso tempo la lettera iniziale della parola volontariato, nella convinzione che il successo più atteso è quello di riuscire a migliorare il lavoro di rete tra Amministrazione comunale, volontariato e cittadinanza attiva.

 

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