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Su Retroscena "La Scaletta" riconquisterà meritamente la scena

Domani sera, martedì 16, alle 2030 sulla piattaforma digitale va in onda il documentario sul locale del "Gianni", (scomparso da un mese) che rappresenta un pezzo importante di storia non ufficiale della città. L'idea dell'omaggio venne a Maura Pettorruso nel 2011 un racconto "sociale" sotto forma di fiction. Ma sarà molto più di un ricordo

Pubblicato il - 15 febbraio 2021 - 14:59

 TRENTO. "Vicolo Santa Maria Maddalena 9". Il documentario sull'osteria "La Scaletta" esce domani ad un mese dalla scomparsa di Gianni Convertino, lo storico titolare di un altrettanto storico punto di riferimento generazionale della città. Sono passati meno di trenta giorni da quando ci ha lasciato lo storico oste di uno dei locali più conosciuti di Trento. Per ricordarlo e per ripercorrere la storia della nota osteria, gli autori del documentario hanno scelto di pubblicarlo sulla piattaforma digitale per lo spettacolo trentino Retroscena.live, domani  martedì 16 febbraio alle 20.30.

 

 L’osteria ”Scaletta” di Trento ha una lunga storia alle spalle. Le sue panche, nel tempo, hanno supportato il peso dell’umanità, mentre i bicchieri si riempivano di storie. Il documentario, uscito nel febbraio del 2013, testimonia il microcosmo di una locanda trentina che continua a sopravvivere, mantenendosi uguale a sé stessa, come fosse insensibile all’avanzare del tempo.

 

 L'osteria rappresenta un pezzo di storia “non ufficiale” della città, un luogo amato da alcuni e disprezzato da molti, un incrocio urbano dove giovani universitari, extra-comunitari in cerca di calore, poeti affermati, attori sconosciuti, giornalisti e dirigenti incravattati sono sempre riusciti a comunicare, dismettendo quei ruoli, a volte scomodi, imposti dal vivere in società.

 

 “Un posto ritenuto un po' magico, dal carattere popolare – testimoniano molti degli intervistati del film - e tanto diverso da quei bar omologati di cui le città sono ormai infarcite. In poche parole un luogo dove potersi sentire a casa”. L'idea di raccontare la locanda in un documentario nasce nel 2011 dall’attrice Maura Pettorruso (suoi i testi) e Jacopo Maramieri che, insieme al giornalista-videomaker Alessandro Girardi, l'hanno portata a compimento dopo un lungo lavoro di raccolta delle interviste. “L'idea iniziale – spiegano gli autori - era quella di fare una sorta di amarcord in forma di fiction.

 

 Un omaggio al Gianni (Convertino) quando fu costretto a lasciare il locale dopo oltre vent’anni di gestione, in un periodo in cui sembrava non ci fossero chance per una possibile riapertura. Dopo poco tempo invece Scaletta è rinata, e il documentario si è evoluto nella viva testimonianza degli avventori, in una successione di ricordi e speranze per un futuro in cui luoghi come questi non debbano sparire mai”.

 

 L'attore teatrale Bruno Vanzo è il Caronte che introduce nei tanti capitoli del docufilm nei panni dell’avventore abituale. Rivolgendosi all’oste accompagna lo spettatore dentro il locale dove, nel corso degli anni, si sono ritrovate numerose generazioni, attorno ad un bicchiere, ad ascoltare musica e poesia, a raccontarsi le proprie storie. Una carrellata di voci, commenti e riflessioni da parte di chi alla Scaletta ci va da tempo: il compianto sociologo Vincenzo Rutigliano che l’ha vissuta negli anni ‘60, l’artista e dirimpettaio della locanda “Lome”, giornalisti, artigiani, studenti… accomunati nel dire che la Scaletta è rimasto un locale dall’atmosfera particolare, capace di aggregare le anime più disparate. Il documentario, della durata di 55 minuti, è stato realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

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