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| 25 ott 2022 | 17:00

Al Teatro di Gardolo ecco gli "I Vazanicchi". Con loro "Il pezzo è sempre giusto"

Venerdì 28 la rassegna Pop Corn al Gigi Cona, promossa dalla Commissione cultura della Circoscrizione e dal Coordinamento Teatrale Trentino, offre (gratis) il viaggio nella migliore musica italiana espressa dalla regioni italiane. Tenco, Silvestri, Jannacci, Dalla e tanto altro con il gruppo allestito da Gabriele Biancarsi con Tiziano Pisetta (the voice) e Paolo Cristofolini, Fabrizio Larentis e Chiara Refatti.  Alle 20.30

di Redazione

TRENTO. Gabriele Biancardi?  È l’indubitabile uomo-microfono: una vita di radio, (Dolomiti) per irradiare - da una vita - una seria  leggerezza. Una vita di radio che non lo stufa. Che non stufa. Che altro? Altro, tanto d’altro. Scrittore, ad esempio. Biancardi è uno scrittore di penna agile per storie agibili ai sensibili. Finita? Macché. Biancardi fa pure il musicista. Fa il batterista. Dà il tempo - (quando non scrive musical ) - sta in disparte e a volte gigioneggia. Ma con arte.

 

  Insomma e senza vergogna: il doloMitico procura un che di invidia. Perché il panegirico? Perché per il Biancardi avvezzo come chi scrive a salvifiche conoscenze musicali viene in mente un parallelo con la coppia Taranto-Ferrer di “Agata, guarda e stupisci”. Difficile non stupirsi infatti – (e Agata rimettiamola in archivio) – di fronte ad una delle trovate della quale Biancardi è protagonista assieme ad altri serissimi burloni del far musica per divertire prima sé stessi che il prossimo.  Trattasi del gruppo varato quasi due anni fa da Biancardi and friends.. Un gruppo che va ad un unirsi ai rodatissimi Punto Jazz dove spicca la classe canterina di Laura Novembre. L'altro gruppo in questione, (e in alternanza da palco) vanta un nome genialata: gli "I Vazanicchi".

 

  L’Aquila di Ligonchio - folgorata sulla via di Arcore per virare dalla musica alla politica, precipitando - non c’entra probabilmente un tubo con Biancardi e soci.

Ma il nome intriga, orpo se intriga. Biancardi non è però tipo da appropriazione indebita: “Mi sarebbe piaciuto – dice - ma l’ho preso a prestito dal legittimo proprietario, con regolare permesso. Insomma, è di Lillo, l’alter ego di Greg nel duo comico, che mi ha concesso volentieri il copright”.

 Per fortuna che è andata così. Se avessimo dovuto aggiungere alla lista già ampia anche il Biancardi “nomi-nattivo” l’invidia sarebbe debordata nel culto. E non sta bene. Epperò per “I Vazanicchi” la nonna canterina che era una forza del melodico nazionale prima di stonare in Forza Italia può continuare ad essere un’ispirazione curiosa. Succede nel gioco dei rimandi che piace tanto a chi scrive quanto a Biancardi.

 

 Sì, perché a dirla tutta l’iperbole dell’Aquila di Ligonchio non sono stati tanto i Sanremo che furono quanto gli acuti commerciali di storiche edizioni di “Ok il prezzo è giusto”. Per gli “I vazanicchi” viene da permettersi dunque un suggerimento: al nome potrebbero aggiungere un “Ok, il pezzo è giusto”. Perché? Semplice. Perché nel concerto che li vedrà attesi protagonisti venerdì sera a Gardolo (alle 20,30) nella rassegna multigusto battezzata Pop Corn i brani, (i pezzi), sono “piezzi e core”. Trattasi infatti di esempi della migliore musica italiana d’autore. Per di più è pure musica “in viaggio” quella degli “I vazanicchi”. E’ la musica identitaria di città che hanno sapute suonarle alla banalità: Bologna, Milano, Genova, Roma e Napoli.

 

  Per ogni città “signori” autori. Per ogni autore un signor pezzo per confezionare un “cinque per cinque” che pare un’offerta da non farsi scappare se è vero che dal pacchetto sbucheranno Tenco, Jannacci,  Concato, Silvestri, Bennato, Fossati, Dalla e tanti altri.

 “Brani che abbiamo arrangiato con la più gratificante delle fatiche – spiega Biancardi – e che  proponiamo dal vivo con rispetto e passione". Musica dal vivo in un’epoca grama che necessita un’urgente rinascita di comunicazione e di incontro. Musica d’autore in chiave pop, jazz, bossa nova, swing eccetera quella degli “I Vazanicchi”. Musica adorata ma personalizzata come si conviene a chi ha un’idea delle cover che guarda più all’anima che alla tecnica.

 

 Per fare questa operazione i neonati “I vazanicchi” sembrano avere le carte in regola. Il gruppo è fatto da “navigati” del palco, a partire da “the voice” Tiziano Pisetta, cantante per tutte le stagioni del vocalizzo che a Gardolo gioca in casa: con la sua adattabilità ad ogni clima artistico non sono mai “mezze stagioni”. Al piano c’è Paolo Cristofolini, al contrabbasso Fabrizio Larentis ed al violino Chiara Refatti. Cinque, (con Biancardi) per cinque, per cinque: musici, città, canzoni per ogni città.

 

 Con gli “I Vazanicchi” debutta la buona musica tra i diecio appuntamenti della rassegna iniziata il 16 ottobre con la suggestione fredda (ma di calda recitazione) del Jack London di Eleuthera Teatro e proseguita con la folgorazione (per bravura ed intensità) del monologo al femminile di Ilaria Weiss.  Adesso si canta (scommettiamo che il pubblico non si tirerà indietro?) il meglio degli anni migliori della musica nazionale. Non esserci sarebbe delittuoso. Anche considerando che a Gardolo, con il Pop Corn della Commissione Cultura della Circoscrizione e con il Coordinamento Teatrale Trentino, la proposta multiculturale è gratis.,

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