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Vallagarina
07 novembre | 17:57

Dal fascismo a Dachau dai movimenti del '68 al cambio di sesso: la storia di Lucy Salani, la donna trans più anziana d'Italia, arriva a Rovereto

Per ferma volontà del Lions Club Rovereto Host della Presidente Laura La Micela la sua storia verrà svelata in città questo mercoledì, grazie alla duplice proiezione al Teatro “Zandonai”, al mattino (per gli studenti delle superiori) dalle 10 e alla sera (per tutta la cittadinanza) dalle 20.30, del docufilm “C’è un soffio di vita soltanto” dei due giovani registi Matteo Botrugno e Daniele Coluccini

Dal fascismo a Dachau dai movimenti del '68 al cambio di sesso
di Redazione

ROVERETO. In poco più di un’ora e mezza Luciana racconta la sua esperienza di abusi e la tragica deportazione nei campi di concentramento. “Ho 97 anni – dice - ma sono morta allora”. Questo mercoledì, 9 novembre, a Rovereto tutti avranno l'occasione di conoscere una persona davvero straordinaria con una vicenda incredibile capace di insegnare tanto, tantissimo, a tutti. Lucy Salani, infatti, è la donna transessuale più anziana d’Italia e una delle pochissime che si è salvata dal campo di sterminio nazista di Dachau.

 

Perché? Lo spiega lei nei suoi racconti: ''Perché vi entrai come soldato e non come omossessuale''. Lì nel campo di sterminio si occupò di mettere le targhette con i numeri ai cadaveri, caricarli sui carretti e portarli ai forni crematori. ''L'inferno di Dante, in confronto è una passeggiata''. Nel 1945 la liberazione da parte degli americani e da quel momento, finito il fascismo e finita la guerra le mille difficoltà di un uomo (al secolo Luciano Salani, nato Fossano in provincia di Cuneo nel 1924) che si sentiva donna. ''Mi sono sempre sentita femmina - spiega in un'intervista ad Open -. Mia madre era disperata'' fino a quando in una clinica londinese è diventata Lucy: erano gli Anni 80 quando decise di affrontare l’operazione di cambio di sesso.

 

Novantasette anni vissuti in maniera incredibilmente intensa attraverso alcuni dei drammi più terribili che la nostra società abbia mai conosciuto (come quello dei campi di sterminio), tantissime difficoltà, gioie e dolori. Per ferma volontà del Lions Club Rovereto Host della Presidente Laura La Micela la sua storia verrà svelata in città questo mercoledì, grazie alla duplice proiezione al Teatro “Zandonai”, al mattino (per gli studenti delle superiori) dalle 10 e alla sera (per tutta la cittadinanza) dalle 20.30, del docufilm “C’è un soffio di vita soltanto” dei due giovani registi Matteo Botrugno e Daniele Coluccini. In poco più di un’ora e mezza Luciana racconta la sua esperienza di abusi e la tragica deportazione nei campi di concentramento. “

 

''Quando mi mandarono a fare il soldato, dissi subito: “Ma sono omosessuale!”. Non mi credettero: 'Vai, vai, dicono tutti così!', ha raccontato Lucy nel suo documentario. «Speravo che ci bombardassero, per mettere fine a tutto. Ci hanno denudati, pelati e disinfettati con la creolina. L’inferno di Dante in confronto è una passeggiata». Antifascista, dopo aver disertato sia l'esercito fascista italiano che quello nazista e dopo essere tornata in Italia dopo la deportazione ha, poi, vissuto a Torino, lavorando come tappezziera e frequentando l'ambiente transessuale italiano e parigino. Di ritorno a Bologna negli anni '80, vi si è stabilita dopo la pensione. La sua storia è diventata nota negli anni dopo il 2010, grazie al lavoro della scrittrice e regista Gabriella Romano, che le ha dedicato due opere. Lucy Salani è considerata dal Movimento Identità Trans l'unica persona transessuale italiana ad essere sopravvissuta alle persecuzioni fasciste e naziste.

 

Gli studenti superiori di Rovereto e l’intera cittadinanza avranno mercoledì l’esclusiva opportunità di dialogare anche con i due capaci registi, che saranno presenti al Teatro “Zandonai”.

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