Guerra, pandemia, crisi politiche. Lingiardi questa sera a Civezzano: ''Non siamo più nel cosiddetto 'ambiente medio prevedibile'. La sfida è convivere con l'incertezza''
Questa sera a partire dalle 20.45 al teatro comunale di Civezzano si terrà il secondo appuntamento della rassegna ''Agosto degasperiano – Custodi del fuoco'' e protagonista dell'evento sarà il professor Vittorio Lingiardi, docente dell’Università "La Sapienza" di Roma e fine saggista, uno dei più autorevoli studiosi italiani della mente umana che proporrà una lectio intitolata “Io, tu, noi: la difficile arte della convivenza”

CIVEZZANO. Il tema fondamentale del vivere sociale, quello della convivenza, riletto alla luce dei fatti accaduti negli ultimi due anni tra pandemia e guerra in Ucraina. Accadimenti che, come spiega il professore Vittorio Lingiardi, ci hanno tolto da quello che la psicologia chiama “ambiente medio prevedibile”, ''cioè - chiarisce il professore - la possibilità di muoversi in contesti sufficientemente affidabili. La sfida, dunque, mi sembra consista nell’imparare a convivere con l’incertezza''.
Di questo, ed altro, si parlerà questa sera a partire dalle 20.45 al teatro comunale di Civezzano. Si tratta del secondo appuntamento della rassegna ''Agosto degasperiano – Custodi del fuoco'' e protagonista dell'evento sarà proprio il professor Vittorio Lingiardi, docente dell’Università "La Sapienza" di Roma e fine saggista, uno dei più autorevoli studiosi italiani della mente umana che proporrà una lectio intitolata “Io, tu, noi: la difficile arte della convivenza”.
D'altronde è esperienza comune che i lunghi mesi dell’emergenza sanitaria abbiano prodotto impatti significativi sulle nostre abitudini. Non da ultimo su quelle relazionali e sociali. Proprio in questa sfera l’isolamento coatto ha creato un particolare intreccio di esigenze contrapposte: da un lato ha palesato il bisogno e l’importanza dell’incontro tra le persone; dall’altro però ha rafforzato le tendenze individualiste e condensato tensioni vecchie e nuove, che pesano sulla nostra capacità di interagire positivamente con il mondo che ci circonda.
Professore, tra pandemia, guerra e i tanti disordini del nostro tempo cosa significa, oggi, convivere e mettersi in relazione con l’altro?
Per convivere con l’altro e con gli altri è importante imparare a convivere con sé stessi. Per come vedo il sistema delle convivenze, la salute della comunità, che il sistema del Noi, non può prescindere dal benessere dell’Io. Oggi, dopo una pandemia e testimoni di una guerra alle porte di casa (e, aggiungerei, destabilizzati dalle vicende politiche nazionali), dobbiamo fare i conti con la perdita di quello che la psicologia chiama “ambiente medio prevedibile”, cioè la possibilità di muoversi in contesti sufficientemente affidabili. La sfida, dunque, mi sembra consista nell’imparare a convivere con l’incertezza.
Seppur perennemente “in connessione”, siamo spesso votati all’individualismo. In tal senso, la “cura” è lavorare su sé stessi o sulla relazione con l’altro?
Come dicevo, non esiste un’attenzione all’altro senza una cura di sé. Vita online e relazioni a distanza sono un dato di realtà: pieno di controindicazioni ma anche, in questi ultimi due anni, utile e necessario. Eppure, paradossalmente, l’iperconnessione ha aumentato le solitudini. La vera connessione è quella capace di tenere insieme quella che il filosofo Montaigne chiamerebbe “un’anima a diversi piani”. Perché senza un Tu l'Io si svuota; senza un Noi il Tu si inaridisce; sordo a sé stesso, l'Io si calpesta.
Nel suo ultimo libro ha affrontato il tema del narcisismo. Cosa l’ha spinta, in questo momento storico, ad affrontare questo argomento?
“Arcipelago N. Variazioni sul narcisismo” ha attratto molti lettori. Più di quelli che mi aspettavo, anche se da psichiatra averi dovuto prevederlo: il narcisismo, nelle sue forme arroganti o in quelle più fragili, è un tema che riguarda tutti. Narcisismo, lo ricordo, non è solo una parola “negativa”, legata a un disturbo di personalità; esiste anche un narcisismo sano, organizzato attorno alla stima di sé, alla propria determinazione e affermazione. Proprio perché la pandemia ci ha obbligato a fare i conti con il nostro funzionamento psichico e i suoi meccanismi di difesa, mettermi a riflettere sul tema del narcisismo, psicologico e sociale, mi è sembrato un impegno utile a me stesso e agli altri. Come diventare più consapevoli delle nostre paure, della nostra insofferenza di fronte alle regole, della nostra sfiducia nei confronti dell’informazione scientifica? Ma soprattutto, ed è questo il fondamento di una buona regolazione narcisistica, come riconoscere e rispettare lo spazio dell’altro?
L’Agosto degasperiano – Custodi del fuoco prosegue così il suo viaggio, quest’anno indirizzato ad esplorare il significato autentico di alcuni valori che vengono dal passato e che tendiamo a dare per scontati. Senza accorgerci che proprio in essi va cercato quel fuoco che può scaldare il presente e illuminare il futuro e che pertanto merita di essere custodito e trasmesso di generazione in generazione. L’evento è a ingresso libero con prenotazione consigliata ma non obbligatoria. È possibile effettuare la prenotazione esclusivamente online attraverso la piattaforma Eventbrite seguendo le indicazioni riportate sul sito della Fondazione www.degasperitn.it.












