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Trento
22 novembre | 12:58

Filarmonica Casual e all’avanguardia. L’elettronica di Pop X si fonde con le note dell’organista Vebber

Lunedì 27 novembre si chiude la rassegna Filarmonica Casual. L’evento finale Organo e Live Electronics vedrà protagonista il duo composto dall’organista Simone Vebber e il musicista Pop X. Il duo accompagnerà gli ascoltatori in un viaggio musicale alla scoperta delle possibilità espressive che nascono dall’unione di organo e musica elettronica

di Francesco Cestari

TRENTO. Si chiude il 27 novembre la triplé di eventi in seno alla rassegna Filarmonica Casual organizzata dalla Società Filarmonica di Trento. Tre appuntamenti fuori dal coro per attirare le nuove generazioni e chi solitamente non frequenta gli ambienti di culto della musica classica. Dopo i primi due spettacoli, che hanno visto presenziare sul palco i Roaring Cats con Samuel Ghezzi e l’ensemble Soledad Sonora, l’ultimo lunedì di novembre è la volta dello strano duo formato da Pop X, al secolo Davide Panizza, e dal pluripremiato organista Simone Vebber.

 

Medaglia d’oro in improvvisazione organistica presso il Conservatorio Saint Maur di Parigi, Vebber è presente come solista nei più importanti festival internazionali dedicati all’organistica e insegna, tra le altre cose, improvvisazione presso la Abbado di Milano. Ad accompagnarlo nell’esecuzione ci sarà Davide Panizza - in arte Pop X - che rientra nel novero dei protagonisti più originali sulla scena italiana.

 

La prima collaborazione tra Panizza e Vebber risale al 2003, quando per la prima volta i due musicisti sperimentano insieme la giustapposizione dei propri stili musicali, solo apparentemente molto distanti tra loro, ignari del fatto che avrebbero posto le basi per una relazione duratura. Negli anni, le note di Pop X si sono mescolate ai timbri dell’organo di Vebber in più occasioni; non ultima, la partecipazione al Festival Organistico Internazionale “Città di Senigallia” nel 2021.

 

Il format dell’evento, Organo e Live Electronics, che avrà luogo nella cornice della sala al civico 30 di via Verdi, offre un’occasione speciale. Per il direttore d’orchestra e consigliere Alessandro Arnoldo “è l’opportunità di creare della musica che funzionerà solo lì, in quella sala. Del resto abbiamo sempre la possibilità di connetterci alla musica come prodotto registrato, ma l'unicità del concerto è apprezzabile solo dal vivo, a maggior ragione se si tratta d’improvvisazione”. Per chi frequenta l’ambiente del Conservatorio trentino, la Sala della Filarmonica è un punto di riferimento. Si tratta, infatti, di una delle poche sale da concerto che vantano la presenza di un organo a canne. Nello specifico, del prezioso Vegezzi-Bossi costruito nel 1907 e restaurato di recente.

 

Ecco dunque che l’evento del 27 novembre sfrutta sapientemente l'occasione per regalare agli spettatori il modo di godere appieno di uno spazio che, solitamente, rimane poco noto al pubblico. Il programma della serata, con apertura alle 19, prevede un concerto della durata di un’ora così organizzata: l’esecuzione della Toccata e fuga in Re minore di Johann Sebastian Bach, momenti di improvvisazione e sperimentazione sonora, e l’esecuzione di un brano di Pop X in chiave rivisitata.

 

“Nel programma - commenta Vebber - abbiamo voluto spaziare dalla musica di repertorio fino alle improvvisazioni, accompagnando gli ascoltatori lungo un percorso che va dalla musica classica a quella minimalista, creando persino un’acustica artificiale specifica”. Anche se inizialmente potrebbe sembrare un’invasione di campo, accostare la musica colta a quella elettronica è una pratica piuttosto comune. L’organo, infatti, rappresenta una sorta di antenato di quello che sarà poi il sintetizzatore. A seconda dei registri inseriti, l’organista può cambiare timbro allo strumento avvicinandolo così di molto alle possibilità dell’elettronica, che consistono per l’appunto nel manipolare il suono e modificarne il timbro. La sovrapposizione tra i due strumenti è vissuta da Pop X con molta libertà. “Quello che ricerco è un approccio improntato alla spontaneità, che non si ponga limiti di etichetta e di genere”.

 

Durante la mattina di martedì 28 novembre, invece, sarà eseguita una replica dello spettacolo dedicata alle scuole. Panizza e Vebber, docenti nei conservatori di Trento e Bergamo, godono di un punto d’osservazione privilegiato su come le nuove generazioni si approcciano alla musica. “I giovani - commenta Panizza - si dimostrano capaci di lavorare su territori musicali diversi e contaminati, dove i generi perdono la loro etichetta originale volgendosi alla scoperta del nuovo. C’è tanta apertura e una tendenza positiva a unire e mescolare le proprie specializzazioni”.

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