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Belluno
07 settembre | 13:13

I vent'anni di "Bosco da reme": domani sera al Borgo Piave di Belluno lo spettacolo dedicato agli "zattieri" del Piave

Scritto e interpretato da Paola Brolati, accompagnata dai musicisti Andrea Da Cortà e Sandro De Luca, riporta le narrazioni della "Rossa", unica donna a saper condurre una zattera. Si svolgerà nella sede dell'Associazione Borgo Piave ETC , che un tempo ospitava il "Botegon", il luogo dove gli "zattieri" si rifocillavano

I vent'anni di "Bosco da reme": domani sera al Borgo Piave di Belluno lo spettacolo dedicato agli "zattieri" del Piave

BELLUNO. “Bosco da reme” compie vent'anni e festeggerà il traguardo il grande con uno spettacolo, in programma domani, venerdì 8 settembre, alle ore 20.45 presso la sede dell'Associazione Borgo Piave ETC, organizzatrice dell'evento assieme all'Associazione Culturale Mont de Vie e al Comune di Belluno.

 

La scelta del luogo dove andrà in scena lo spettacolo, che racconta le vicende degli “zattieri” del Piave, ideato, scritto e interpreato da Paola Brolati, accompagnata dai musicisti Andrea Da Cortà e Sandro De Luca, è tutt'altro che casuale. L'attuale sede di Borgo Piave ETC, infatti, un tempo ospitava il “Botegon”, il punto di ristoro del porto di Borgo Piave nel quale gli “zattieri” si rifocillavano prima di partire.

 

Il debutto di “Bosco da Reme”, spettacolo dedicato al racconto delle vicende degli “zattieri della Piave” che, quotidianamente, solcavano le acque del fiume Piave attraversando il Cansiglio, avvenne nel 2003 alle pendici del Monte Civetta, in val di Zoldo: le vicende prendono ispirazione dalle narrazioni della “Rossa,” che racconta mentre una zattera per andare a Venezia e consegnare della merce al posto del marito, momentaneamente “disperso” in quale osteria lungo la Calzattera, la via del ritorno. La “Rossa” era l'unica donna, di cui si abbia notizia, in grado di condurre una zattera.

 

Lungo in Piave, infatti, un tempo permetteva la navigazione di grandi zattere che trasportavano a Venezia materie prime, soprattutto il legno dei boschi, ma anche passeggeri – donne destinate a lavorare a servizio, avventurieri e “varia umanità” e generi alimentari.

Una volta giunti a Venezia, presso le Fondamente Nove, gli zattieri tornavano poi a piedi in montagna, facendo tappa nelle varie osterie lungo il percorso.

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