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Belluno
26 agosto | 18:26

Paolini dopo VajontS 23 torna al teatro di ''prevenzione civile'' con ''Mar de Molada'', spettacoli itineranti lungo il Piave dalle montagne al mare

Il progetto teatrale si articolerà per quattro fine settimana, da metà settembre all’inizio di ottobre, dall’alba al tramonto, e chiamerà a raccolta migliaia di persone, sui prati del bacino del Piave. Si parte dai Serrai di Sottoguda dove l'affluente del Piave il Cordevole nei giorni di Vaia distrusse quel magnifico paesaggio che caratterizzava la gola. Paolini: ''Mar de Molada partirà proprio da questo simbolo della fragilità del luogo in cui viviamo e scenderà con appuntamenti settimanali lungo il Piave per arrivare sull’Adriatico, a Vallevecchia, l’ultimo pezzo di costa veneta agricola dove ancora si legge un paesaggio diverso da quello del turismo''

BELLUNO. E’ pronto a partire nel mese di settembre “Mar de Molada” il nuovo progetto teatrale di Marco Paolini sostenuto dalla Regione del Veneto e da Veneto Agricoltura che, dopo VajontS 23, torna a fare teatro di “prevenzione civile” questa volta attraverso un racconto corale a tappe che si svilupperà sul territorio dalla Marmolada a Venezia, focalizzandosi sulle sue acque. Per creare questo progetto Paolini è partito dallo studio della documentazione dell’Arpav, dalle fonti regionali riguardanti l’assetto idrogeologico e si è confrontato con scienziati e tecnici esperti che nelle Università e negli enti regionali si occupano di acqua.

Sul palco ci saranno anche Patrizia Laquidara, artista poliedrica tra le voci più intense e liriche della musica d’autore contemporanea, che accompagnerà il racconto con il canto, Giovanni Frison, musicista e compositore delle arie dello spettacolo, e un coro di narratori popolari. E poi ad ogni appuntamento cori, bande, e conversazioni con scienziati e tecnici che racconteranno alcuni aspetti della vita del Piave e degli altri fiumi veneti mettendoli in relazione.

Il progetto teatrale si articolerà per quattro fine settimana, da metà settembre all’inizio di ottobre, dall’alba al tramonto, e chiamerà a raccolta migliaia di persone, sui prati del bacino del Piave, per creare un racconto del territorio partendo non dalla terra ma dalle fonti, i torrenti, i fiumi le valli, la laguna, elementi fondamentali della vita, del modello di sviluppo, dell’agricoltura, delle città.

Il primo appuntamento di teatro campestre sarà all’alba di sabato 14 settembre sui prati di Malga Ciapela, in provincia di Belluno, per Mar de Molada Serrai di Sottoguda, il 21 settembre alle 15, sempre in provincia di Belluno a Sospirolo dove il Cordevole sta per buttarsi nel Piave, ci sarà Mar de Molada Certosa di Vedana, la settimana successiva ancora lungo il Piave per Mar de Molada Grave del Piave, per chiudere il 5 ottobre alle 16.30 con Mar de Molada Vallevecchia nella Brussa, poco sopra l’estuario del Piave.

“Partiremo dai Serrai di Sottoguda, ai piedi della Marmolada dove sei anni fa il Pettorina, un piccolo torrente affluente del Cordevole a sua volta affluente del Piave, ha trascinato via tutto quello che caratterizzava il meraviglioso paesaggio di quella gola. Mar de Molada partirà proprio da questo simbolo della fragilità del luogo in cui viviamo e scenderà con appuntamenti settimanali lungo il Piave per arrivare sull’Adriatico, a Vallevecchia, l’ultimo pezzo di costa veneta agricola dove ancora si legge un paesaggio diverso da quello del turismo. È stretto lo spazio tra le montagne e il mare. Oggi siamo tutti preoccupati di essere vittime di un territorio fragile. Mi chiedo: perché subirne il racconto? Bisogna costruirlo, bisogna essere abitanti e sceglierlo. Il mio lavoro nasce dalla necessità di dar conto del fatto che tutti viviamo in riva al mare. Questa è la filosofia del progetto della Fabbrica del Mondo” ha commentato Paolini.

L’organizzazione fa sapere che ogni volta ci sarà uno spettacolo un po’ diverso fatto anche di conversazioni, motivo per cui si chiede al pubblico di non venire col tempo risicato ma di prendersi una giornata per camminare o andare in bicicletta, per stare sulle rive, per prendere in mano un sasso, per guardare quello che sta intorno. Lo spettacolo infatti non sarà solo sul palcoscenico ma saranno anche le 2000 persone sedute sul prato che, senza lasciar dietro di sé nemmeno una carta per terra, si porteranno via qualcosa che dura e che le lega ai fiumi della propria terra.

 
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici si informa che gli spettacoli si svolgeranno in luoghi naturali, con modalità rispettose dell’ambiente ospitante e l’afflusso del pubblico sarà regolato da un biglietto d’accesso “posto prato unico” in vendita su Vivaticket al costo di 12 euro più commissioni. Ogni spettacolo inoltre avrà ospiti diversi.

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