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Vallagarina
05 novembre | 21:07

Il cibo nel cinema. Gli acquerelli di Perseghetti ammaliano Isera

Presenti fino al 12 novembre nelle sale del Palazzo de Probizer di Isera, gli acquerelli di grandi dimensioni realizzati dall’artista trentina Mirka Perseghetti mostrano la relazione tra il cibo e il mondo del cinema

Il cibo nel cinema. Gli acquerelli di Perseghetti ammaliano Isera
di Francesco Cestari

ISERA. Come le tante vite anonime racchiuse in una città possono celare storie straordinarie, allo stesso modo ciò che comunemente viene definito straordinario racchiude in sé elementi di ordinarietà. Tra tutte le altre arti, è forse la cinematografia che più ha fatto emergere questo aspetto, palesandolo davanti agli occhi della gente. Elegante cinefila, l’artista Mirka Perseghetti questo lo sa bene, tanto che al tema ha dedicato un intero filone della sua produzione pittorica. Una trentina di opere, raccolte e allestite sotto la curatela di Mario Cossali, attraverso le quali è possibile immergersi in un’atmosfera sospesa fatta di storie, attori famosi e ricette.

 

Situata al piano nobile del signorile Palazzo de Probizer di Isera, la mostra intitolata “Attore non protagonista. Il cibo nel cinema” è un canto d’amore per un mondo che sta scomparendo, quello delle sale di proiezione, e al tempo stesso un faro puntato sulla potenza della settima arte nel saper coinvolgere ed emozionare il grande pubblico.

 

Le trenta opere, tutte acquerelli di grandi dimensioni, sono l’esito di un lavoro di ricerca durato cinque anni, durante il quale l’artista ha selezionato i fotogrammi per lei più significativi reinterpretandoli attraverso la propria lente espressiva. L’intento di Perseghetti è quello di far emergere le sensazioni legate ad ogni scena rappresentata e far vibrare insieme lo spettatore. Fotogrammi, dunque, che si trasformano in acquerelli, ma che ben si guardano dal voler diventare mere riproduzioni fotografiche.


Oltre che per le grandi dimensioni, scelta di per sé non comune, l’acquerello di Perseghetti si distingue per l’impiego di una tecnica che non si appoggia al disegno preparatorio ma si affida totalmente all’uso sapiente dei colori, giocando con l’immediatezza della realizzazione. Ogni pennellata è qui ragionata, pensata, frutto dell’esperienza pluriventennale dell’artista.

 

Pur trattando due temi estremamente comuni, come possono essere il cinema e il cibo, la mostra porta in sé lo sguardo personale di Perseghetti. Per il curatore Cossali, queste opere non mostrano solamente le pellicole, ma attraverso di esse aprono un ponte con l’esperienza stessa dell’artista. Come nel famoso film Nuovo Cinema Paradiso, l’arte cinematografica è profondamente radicata nella vita di Perseghetti. Grazie al padre proiezionista, infatti, Perseghetti conosce presto la magia della cabina di proiezione: vedere il film prendere vita dal polveroso fascio di luce e apparire di fronte agli occhi degli spettatori.


Non è la prima volta che l’artista coniuga la propria arte con la passione per il cinema. Già nel 2022, infatti, aveva esposto le sue opere nella Pinacoteca comunale di Gaeta, in occasione del film festival Visioni Corte, per il quale quest’anno ha realizzato il manifesto.

 

Una passione, quella del cinema, coltivata con devozione nel corso degli anni e che la porta oggi a condividere con il pubblico la propria visione, che come trait d’union dei diversi film propone il tema del cibo.


Del resto, quello alimentare è un espediente fortissimo. Tanti grandi registi utilizzano spesso il cibo affidandogli grande rilievo. In Miyazaki, ad esempio, il cibo è funzionale a richiamare l’immaginario della tradizione giapponese. Parallelamente, anche un regista molto distante dal Giappone, come può essere Tarantino, affida al cibo un ruolo centrale nelle sue pellicole. Tra tutte, spicca la scena in ‘Inglourious Basterds’, dove il colonnello Hans Landa spegne una sigaretta nella panna dello strudel; simbolo del suo spregio per la dolcezza. Di certo gli esempi non si esauriscono qui. Oltre che a essere vettore di sentimenti, il cibo rappresenta un sottotesto importante, è la quotidianità che accomuna tutti quanti.

 

Tra i tanti fermo immagine riproposti da Perseghetti anche pellicole meno note per il loro legame con la cucina, come potrebbero esserlo invece film del calibro de Il pranzo di Babette o La grande abbuffata. L’intenzione è infatti quella di offrire allo spettatore un viaggio, una sorpresa che è anche un invito per continuare ad andare al cinema.


Infine, quasi per gioco, le scene sono state selezionate in quanto mostrano situazioni che racchiudono in sé un’apparenza che verrà poi smentita. Illusioni che si dissolvono nella più grande illusione del mezzo attraverso il quale ci vengono presentate: il cinema.

 

L’inaugurazione, avvenuta venerdì 13 ottobre scorso, ha visto una grande partecipazione da parte della cittadinanza. Presenti all’opening anche l’assessore alla cultura Finotti e l’associazione Radio Days, che ha curato l’accompagnamento musicale. La mostra sarà visitabile fino al 12 novembre con i seguenti orari: dalle 18 alle 20 dal martedì al venerdì, e il fine settimana dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 20.

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