Piano Arte Contemporanea 2023: vince il Muse puntando sull’arte dell’antropocene
Il Museo di Scienze Naturali di Trento si conferma una realtà dinamica capace di scommettere sulle sfide del futuro in modo innovativo. L’ente trentino compare infatti tra i nomi dei vincitori del PAC, bando ministeriale a supporto dell’arte contemporanea. Grazie all’assegnazione di un budget di quasi cento mila euro, nascerà la prima collezione d’arte italiana dedicata all’antropocene. L'obiettivo è quello di comunicare temi scientifici e rilevanti con un linguaggio nuovo e d’impatto

TRENTO. In Italia, i grandi bandi pubblici a sostegno dell’arte contemporanea si possono contare sulle dita di una mano. Tra questi, spicca per importanza il bando ministeriale PAC (Piano Arte Contemporanea) indetto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea interna al Ministero della Cultura, la quale coordina il finanziamento di proposte finalizzate all’incremento e alla valorizzazione delle collezioni d’arte pubbliche italiane. Sono due le realtà locali che si sono viste assegnare il premio 2023. Infatti, tra i vincitori di quest’anno, oltre al Museion di Bolzano, troviamo anche il Muse, capace di sparigliare le carte e guardare al futuro con coraggio.
L’iter di approvazione del progetto, presentato a inizio anno dall’ente scientifico, trova ora conclusione e riceve il benestare da Roma. Nei prossimi mesi, Trento vedrà sorgere la prima collezione italiana dedicata al tema dell’antropocene. Il curatore del progetto Stefano Cagol, che rientra inoltre tra i vincitori dell’edizione 2023 del prestigioso bando Italian Council, si dimostra soddisfatto per la natura innovativa del progetto. “Il Muse - commenta Cagol - ha iniziato a usare il linguaggio artistico per parlare di scienza, di temi importanti e urgenti come l’emergenza climatica. Con questo progetto diamo vita alla collezione pubblica trentina ‘Collezione Antropocene’. Si tratta della prima in Italia nel suo genere ed è anche tra le poche al mondo ad occuparsi di questo tema”.
Solitamente, le realtà museali partecipanti al PAC sottopongono progetti che prevedono l’acquisizione di un’unica opera dal valore molto consistente. Al tempo stesso, uno dei criteri di valutazione che i partecipanti sono chiamati a rispettare è il carattere di urgenza e rilevanza dell’opera proposta. “Grazie a questo progetto - continua Cagol - abbiamo potuto acquistare ben quattordici opere d’artista; alcuni sono trentini, mentre, in generale, tutti molto giovani. Per loro, poi, rappresenta un’occasione di carriera molto importante”.
Quella curata da Cagol, è l’esempio di ciò che può essere etichettato come una triple-win solution. A beneficiare del progetto, infatti, saranno sì gli artisti, ma anche il Muse, il quale vedrà istituita ufficialmente la propria collezione artistica, e, infine, la comunità stessa, che potrà fruire di opere di valore direttamente sul territorio. Il progetto Collezione Antropocene, che in totale cuba circa 92mila euro, prevede un contributo da parte del Muse pari al 10% della spesa totale, così da poter coprire gli oneri relativi alle attività di gestione e valorizzazione. A fronte di questi costi, il museo trentino si ritrova in mano un prodotto culturale unico nel suo genere.
Lungo tutto il 2024, saranno dunque realizzate svariate attività e momenti d’incontro con artisti e personalità del settore. Ad esempio, attraverso la piattaforma We Are The Flood saranno organizzate due masterclass tenute da alcuni degli artisti della collezione. Infatti, proprio We Are The Flood è la piattaforma artistica che propone la maggior parte degli artisti selezionati dal progetto. Attualmente, alcune delle loro opere sono esposte nella mostra Come Pioggia, organizzata a Castel Belasi e visitabile fino al 29 di ottobre.
Oltre alle opere acquisite con i fondi del PAC, la nuova collezione del Muse sarà quindi destinata ad ampliarsi negli anni a venire. Mettendo a frutto il legame con la sezione Antropocene promossa dallo stesso museo, saranno create nuove collaborazioni con artisti e la collezione potrà essere ospitata da altri istituti museali.
Infine, la nuova Collezione Antropocene si pone come archivio per altre opere, siano esse già acquisite o il prodotto di future installazioni temporanee. Un modo, questo, di mantenere e ampliare la collezione a costo zero.
“I fenomeni del cambiamento climatico - conclude Cagol - sono sempre più attuali. Personalmente, è da anni che mi occupo di queste tematiche. Con l’istituzione della Collezione Antropocene, il Muse si dimostra un istituto all’avanguardia capace di trattare temi delicati e urgenti attraverso linguaggi non convenzionali come quello dell’arte”.












