Tersite Rossi torna in libreria con “Pornocidio”: il protagonista è un investigatore privato che ama il whisky e odia i suoi clienti
L’opera sesta del collettivo di scrittura Tersite Rossi si intitola “Pornocidio”, si tratta di una serie di dieci avventure una più folle dell’altra. L’uscita avviene in tandem col misterioso Marco Gonzo, l’opera sarà in libreria il 28 febbraio

TRENTO. Il 28 febbraio il collettivo di scrittura Tersite Rossi torna in libreria con la sua opera sesta: “Pornocidio” (Mincione Edizioni, 302 pagine, 18 euro). Dopo quattro romanzi e una raccolta di racconti, il collettivo ha infine deciso di cimentarsi con le regole della serialità, ovviamente per sovvertirle. “Pornocidio” è infatti una serie di dieci episodi che vede come protagonista l'investigatore privato Marco Gonzo, che ama il whisky e odia i suoi clienti. Specialmente da quando gli affidano solo casi di sesso malato, depravato, deviato. Lui vorrebbe soltanto bere in pace. Ma il whisky costa e quindi gli tocca lavorare. Si trasforma così nell’indagatore del sesso, infallibile (o quasi) coi criminali, fallimentare nella vita.
Per la prima volta in assoluto, a tredici anni dal suo esordio letterario, il collettivo di scrittura formato da Mattia Maistri e Marco Niro si avvale della collaborazione di un esterno, il misterioso Marco Gonzo, omonimo dell’investigatore privato protagonista della serie. “Pornocidio” tratta tre tematiche principali: il sesso, la sconfitta e l’ingiustizia. Ironia e autoironia sono sparse ovunque nelle varie storie. I personaggi, gli ambienti e le vicende non sono altro che una beffarda caricatura del genere letterario da cui originano.
“In realtà – spiegano Maistri e Niro – ha fatto praticamente tutto lui. Correva la fine dell’estate 2020 quando ricevemmo nella nostra casella di posta elettronica il messaggio con cui Gonzo ci ha affidato le dieci storie di ‘Pornocidio’. Ci ha spiegato di averci visto tempo prima presentare uno dei nostri romanzi, che gli siamo piaciuti perché siamo dei perdenti come lui, e che gli siamo sembrati le persone giuste cui affidare le sue storie, per le quali non aveva voglia di cercarsi un editore. Dopodiché, è scomparso nel nulla. Non sappiamo nemmeno come si chiami realmente, dato che Marco Gonzo, come ci ha spiegato lui stesso, è un nome falso. Sta di fatto che le sue storie le abbiamo lette, e siamo rimasti sbalorditi dalla loro originalità e freschezza. Così ci siamo detti che un editore bisognava trovarglielo davvero”.
Come spiega Tersite Rossi in questa serie di dieci avventure, una più folle dell’altra, tutto è eccessivo, macchiettistico, surreale: “Il protagonista non prende sul serio niente, a cominciare da se stesso. Demolisce convenzioni e luoghi comuni, buonisimi e perbenismi. Ci vomita sopra, letteralmente. Nell’asfissiante panorama di santi ed eroi irreprensibili di certa narrativa contemporanea, la sua blasfemia e la sua scorrettezza hanno l’effetto di una provvidenziale boccata d’ossigeno”. Quanto ai riferimenti letterari di “Pornocidio”, gli autori segnalano che il personaggio di Gonzo “è un misto in salsa ossessivamente sessuale tra il Chinaski di Bukowski, il Marlowe di Chandler e il Dylan Dog di Sclavi, e questi sono gli autori ai cui lettori principalmente si rivolgono le sue avventure”.


















