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| 25 feb 2023 | 14:01

Ritorna ''L'interpretazione. Reti di relazioni generate da un'opera d'arte'', un'edizione interamente dedicata a Macel Proust

L'appuntamento è previsto lunedì 27 febbraio all'Auditorium del Conservatorio Bonporti di Trento. Una serie di eventi che si inseriscono nell'ambito di un progetto di ricerca con l'Università di Trento

Ritorna L'interpretazione
di Redazione

TRENTO. Ritorna "L'interpretazione. Reti di relazioni generate da un'opera d'arte", un'iniziativa arrivata alla sua sesta edizione e questa volta interamente dedicata a Marcel Proust. L'evento è previsto dalle 16 di lunedì 27 febbraio all'Auditorium del Conservatorio Bonporti di Trento (Qui info).

 

Questo evento si inserisce nella cornice di un progetto di ricerca condiviso tra Conservatorio e Università di Trento, ma aperto a una dimensione internazionale; si lega la questione del comprendere e il settore dei lemmi con le sue articolazioni profonde e trasversali.

 

Il tema di quest'anno, limiti, soglie e oltrepassamenti, è molto ampio e indaga i lemmi, destinati a restare quale proposta di pensiero e prassi per due anni. Quali i limiti entro cui si muove l’esecutore? La sua esistenza conosce antinomie profondissime: c’è tensione irrisolvibile tra bisogno di perfezione e idea di spettacolo.

 

E si analizza il recinto sacro della vocazione interpretativa, che storicamente risale intorno al 1930; un aspetto connesso al suo oltrepassamento, e questo spesso a una contingenza radicale che prende al laccio interprete e pubblico, e che si palesa soprattutto nel rito del concerto. Dopo? Qui la profonda natura ambivalente dell’interprete e il suo perenne, lacerante, esser soglia tra mondi.

 

L'evento è composto da tre momenti. Si inizia con "Affranchi", performance multimediale di Sofia Aurilio, Margherita Cannone, Jacopo Cenni.

 

Poi una tavola rotonda: Oltrepassamenti a partire dalla rappresentazione della temporalità proustiana, con Federica Fortunato, Paolo Tamassia, Eleonora Sparvoli, Margherita Cannone, Sofia Aurilio, Jacopo Cenni.

 

A chiudere il concerto serale di Marco Serino (violino) e Calogero Di Liberto (pianoforte) "à la recherche du temps perdu" sulle musiche di Saint-Saëns e César Franck.

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