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Belluno
24 luglio | 10:52

Una nuova donazione al museo di Belluno, arriva ai musei civici la Madre Profuga di Marta Sammartini

E' arrivata ai musei civici la Madre Profuga di Marta Sammartini, una scultura in bronzo che è stata gettata nel 2003 sulla base del gesso originale realizzato nel 1918 dalla giovanissima artista che è nata a Belluno nel 1900 e morta a Pieve di Soligo nel 1954

BELLUNO. Una nuova donazione ai musei civici di Belluno, nella sede di palazzo Fulcis, un'opera che si aggiunge alla scultura messa a disposizione invece dalla famiglia Murer con il bronzo dell'Orfeo.

 

Ora è arrivata la Madre Profuga di Marta Sammartini, donata dal nipote Maurizio, una scultura in bronzo che è stata gettata nel 2003 sulla base del gesso originale realizzato nel 1918 dalla giovanissima artista che è nata a Belluno nel 1900 e morta a Pieve di Soligo nel 1954.

 

"Si tratta di un'opera che ha avuto una lunga gestazione - spiega il conservatore dei Musei Civici cittadini - concepita nel 1918 durante il periodo in cui la famiglia di Marta Sammartini era sfollata durante la Prima Guerra Mondiale, in seguito alla rotta di Caporetto, ha conosciuto una versione successiva in gesso, una in marmo e poi la versione in bronzo che è stata realizzata, con le tecniche tradizionali, a partire dal gesso che è stato prestato per questa occasione al museo dall’altro nipote Vettor Sammartini”.

 

Per l'occasione, all’ultimo piano della sede di via Roma, è stata allestita una mostra dove, fino alla fine di agosto, sarà possibile ammirare il bronzo della Madre Profuga, che è la scultura donata, il gesso prestato per far vedere il pezzo da dove si è eseguito lo stampo per il bronzo e una serie di altri materiali archivistici, fotografie storiche e lettere di corrispondenza dell'artista Annibale De Lotto, maestro di Marta Sammartini, che saranno esposte in modo da ricostruire il contesto in cui è nata quest'opera.

 

Marta Sammartini nacque a Belluno dove trascorse varie estati nella villa di famiglia a Orzes per poi trasferirsi e vivere a Venezia, nei palazzi di famiglia, dove ebbe modo di perfezionare gli studi di disegno e arti plastiche, per le quali aveva dimostrato fin da bambina una grande predisposizione. Qui si perfezionò privatamente nell’atelier del cadorino Annibale De Lotto, il quale, in quel periodo, era docente di scultura all’Accademia di Belle Arti.

 

Durante la Prima Guerra Mondiale fu profuga a Bologna e poi Firenze e questa esperienza la segnò particolarmente tanto da realizzare su questo tema le opere più importanti della sua carriera, tra le quali la Madre Profuga. Nella sua attività sperimentò non solo il bronzo ma anche la creta, nel  disegno, nella pittura e anche nella scultura del marmo. Espose alle Biennali d’Arte tra le quali Venezia, Napoli, Padova e Sanremo.

 

Di notevole impatto religioso sono gli affreschi nella Parrocchiale di Pieve di Soligo, paese dove trascorse gran parte della sua vita e comune con il quale quello di Belluno ha stretto una collaborazione mostrando al museo un video che racconta l’artista e presentando il progetto “Le vie degli artisti” che consiste in una mappa interattiva del territorio delle Colline patrimonio Unesco dove è possibile scoprire grazie allo smartphone diversi personaggi illustri del territorio.

 

A favorire la donazione è stata la sezione bellunese di Fidapa, associazione da sempre attenta a promuovere le iniziative delle donne che operano nel campo delle arti, delle professioni e degli affari che hanno visto la presidente Caterina Gasparo commentare così la progettualità: “Fidapa valorizzare il ruolo della donna in tutti gli ambiti della società ma, a differenza del resto del mondo dove si sottolineano gli aspetti professionali ed imprenditoriali,  in Italia si è voluto dare grande risalto anche all'aspetto artistico e quindi la presentazione in città di un'opera di una scultrice di origine bellunese, fino ad oggi sconosciuta, rientra perfettamente nei nostri obiettivi”.

 

Soddisfatto l’assessore alla cultura del comune di Belluno Raffaele Addamiano che ha ringraziato i vari attori dell’operazione culturale: “grazie alla donazione di filantropi ed autentici mecenati il patrimonio culturale cittadino si è arricchito a beneficio di tutti i cittadini. In questa operazione ci sono tre aspetti da sottolineare che sono l’atto del donare, la gratitudine per la donazione e la collaborazione che è scaturita dalle relazioni tra comuni, Fidapa ed eredi Sammartini. L’intera amministrazione comunale è davvero contenta e orgogliosa di questa buona azione che va a beneficio di tutti i cittadini, le cittadine e i turisti del comune capoluogo”.

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