"A Trento celebreremo la musica, disobbedienza un esercizio quotidiano" La Rappresentante di Lista a il Dolomiti: "Greta Thunberg? Basta abbracciare le sue idee"
La Rappresentante di Lista sarà protagonista al Trento Live Fest e si racconta dall'incontro con Greta Thunberg all'ultimo disco, dai Festival di Sanremo alla scelta di definirsi Queer Poop: "Fase grottesca in cui la società del benessere si sta trasformando nella società del benessere ostentato, con il racconto che ci arriva dalla Palestina, dall’Iran e dallo Yemen dove germina la terza guerra mondiale. In occidente? La sofferenza dei corpi e l’avvelenamento mentale sono arrivati a livelli tossici: la disobbedienza dovrebbe essere un esercizio quotidiano"

TRENTO. Dall'emozione di un tour europeo in cui hanno visto le loro parole "scritte sulla pelle di chi non sapeva pronunciarle" alle date estive che assumeranno i connotati di una "festa in cui celebriamo la musica". Ma anche l' ultimo disco Giorni Felici e la voglia di "disobbedire ad un mondo in cui la società del benessere si sta trasformando in quella del benessere ostentato", il volersi definire Queer Pop, i Festival di Sanremo e l'incontro con Greta Thunberg a Milano.
Non tira certo in freno a mano la band La Rappresentante di Lista nell'intervista in cui si racconta a il Dolomiti in vista del concerto che vedrà il duo composto da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina protagonista sul palcoscenico della Trentino Musica Arena, sabato 5 luglio in occasione dell'ultima setata del Trento Live Fest powered by Eurospin.
Oltre ai brani del loro repertorio più amati dai fan, in saletta non mancherà spazio per l'ultimo disco: quinto lavoro in studio in cui la band torna a esplorare sonorità care ai propri ricordi di crescita e formazione, con pezzi definiti "inni generazionali che rimangono indelebili sulle ossa e che diventano suggestione per scrivere l'oggi e la sua colonna sonora". I temi principali? Quelli da sempre cari al progetto LRDL, con la voglia di continuare a indagare l’emotività umana e a metterla in rapporto con l’altro e col mondo.
Partiamo dal vostro Summer tour 2025, che live avete preparato e cosa dovrà aspettarsi il pubblico di Trento?
È una festa. D’estate si sta in giro, si attraversa l’Italia, i festival. Abbiamo pensato a questo show quasi come una carovana. Arriviamo sul posto, scarichiamo gli strumenti, montiamo le luminarie, si accendono le luci a festa, si accordano gli strumenti e ogni volta celebriamo la musica.
Tour estivo che arriva dopo il successo nelle principali capitali europee, cosa vi ha lasciato quest'esperienza e com'è stato il confronto con il pubblico internazionale?
Le parole di questo disco e in generale di LRDL hanno un peso perché le abbiamo scritte col desiderio che diventassero "carne". Sono parole contro la guerra, contro le discriminazioni, urla di piacere e di dolore, ironia su di noi, povera umanità, sono parole che parlano d’amore. Effettivamente in giro per l’Europa queste parole le abbiamo viste scritte sulla pelle, cantate da chi non sapeva pronunciarle, è un’emozione senza senso.
Centrale nel live sarà il vostro ultimo album "Giorni Felici", dite voler comunicare la vostra "voglia di disobbedire e dire no a questi finti giorni felici". Qual è la cosa che vi da più fastidio?
Sicuramente è odiosa la coesistenza, su questo pianeta, di questa fase grottesca del mondo occidentale in cui la cosiddetta società del benessere si sta trasformando lentamente nella società del benessere ostentato e pubblicato, con il racconto che ci arriva dalla Palestina, dall’Iran, dallo Yemen, dove germina la terza guerra mondiale. In occidente la sofferenza dei corpi e l’avvelenamento mentale sono arrivati a livelli tossici. La disobbedienza dovrebbe essere un esercizio quotidiano.
E l'intento del disco è voler indagare l'emotività umana in rapporto con l'altro e appunto col mondo: credete che musica e parole portino un quid in più nel comunicare determinate tematiche?
Sicuramente la musica potrebbe essere un canale preferenziale, ma purtroppo quella mainstream ha altri protocolli e spesso si preferisce un tiepido disappunto sui social network o vaga preoccupazione generalizzata.
C'è un evidente richiamo nel titolo a "Happy Days", dramma di Samuel Beckett. Ci parlate di questa "influenza" e di eventuali punti di connessione con il vostro lavoro?
Beh, rimane per me iconica la scena di 'Giorni Felici' con Molly sepolta fino alla cinta e poi fino al collo. Mi sembra una metafora straordinaria di una condizione di gabbia inconsapevole. La nostra vita può essere un disastro e non ce ne accorgiamo. C’è tenerezza nella disperazione di questo personaggio. Una non condanna, ma uno spiattellare davanti al pubblico la sua condizione emotiva ed esistenziale. È quello che abbiamo provato a fare a nostro modo. Raccontarci.
Guardando al vostro percorso, avete scelto di definirvi "Queer Pop".
Significa non darsi una definizione. Essere liberi di trasformarsi. E ribadiamo questa libertà.
Dall'ecologia ai temi sociali, dal femminismo alle relazioni umane: temi complessi che avete affrontato sempre con coerenza. Qual è stata la chiave per non "perdere di vista l'obiettivo" nel passaggio dalla nicchia al successo?
Sicuramente il tempo: fermarsi sempre a scrivere e non cercare scorciatoie.
E il palcoscenico di Sanremo, che avete calcato, è un esempio lampante di questo passaggio. Cos’hanno rappresentato per voi le esperienze all'Ariston?
Sanremo ha letteralmente cambiato la nostra vita dando alla nostra musica una diffusione incredibile. Durante i due festival abbiamo vissuto alcuni dei momenti più stressanti e straordinari della nostra carriera. Pianti e risatine isteriche, ma anche lacrime di gioia e urla di felicità.
Parliamo del brano "Ciao Ciao", inno ambientalista scritto nei giorni della COP 26 a Milano, in cui eravate in piazza con i Fridays For Future. Ci raccontate l'incontro con Greta Thunberg?
È stato un incontro rapido, una stretta di mano. Persone del calibro di Greta Thunberg non serve guardarle negli occhi, basta abbracciarne le idee.
Prima di salutarvi, un'ultima battuta: c'è un progetto artistico o un sogno che avete in cantiere?
Si G. Ma non diciamo di più perché altrimenti non si avvera.












