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Belluno
21 settembre | 18:40

Dai territori delle Olimpiadi 2026 la voce dell'artigianato d'eccellenza: "Il nostro non è un lavoro di serie B, rende vive tradizioni e cultura locale"

Protagonista del talk all'interno della rassegna "La nuove Dolomiti" è stato l'artigianato di qualità dei territori olimpici e il ruolo che lo stesso può avere per dare voce ai territori tra memoria, identità, tradizione e innovazione

BORCA DI CADORE. Si è tenuto nei giorni scorsi nella Gellner Lounge dell’Hotel Boite di Borca di Cadore l’ultimo appuntamento della rassegna estiva “Le nuove Dolomiti” promossa da Welcome Dolomiti e Corte delle Dolomiti. Protagonista del talk è stato l'artigianato di qualità dei territori olimpici e il ruolo che lo stesso può avere per dare voce ai territori tra memoria, identità, tradizione e innovazione.

 

"Oro bianco - Alto Artigianato dai territori delle Olimpiadi 2026" è stato il titolo scelto per l’incontro, evidente richiamo al nome della mostra ospitata nello scorso mese di giugno a Palazzo Guarnieri a Feltre in occasione dell'ultima edizione della Mostra dell'Artigianato artistico e tradizionale; lì si è potuto ammirare la capacità di artigiani e Maestri d'Arte arrivati da tutti i territori coinvolti dalle imminenti Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026: i ricami di alta moda milanese, il tar kashi ampezzano, gli arazzi contemporanei della Val Pusteria, le installazioni sonore della Val di Fiemme, gli alberi in ceramica di Predazzo, le sculture lignee di Livigno e il marmo rosso veronese.

 

Il progetto ha visto il patrocinio della Mostra dell'Artigianato di Feltre, inserita anche nel calendario dell’Olimpiade Culturale, del Mab Monte Grappa, con la collaborazione di Confartigianato Trento e con l’allestimento multimediale curato da Stefano Viero di Fabbrica Lumière.

 

Durante il talk, moderato da Katia Tafner, la curatrice della mostra Federica Preto ha raccontato la genesi e gli sviluppi del progetto mentre Linda Richieri, ceramista titolare di Elel Ceramic Art, ha presentato la sua installazione dedicata al Bosco dei Violini.

 

“Da due anni sono consulente della Mostra dell’Artigianato di Feltre e, durante il brainstorming, mi è venuta l’idea di proporre il tema dei prossimi giochi invernali come filo conduttore della mostra”, ha raccontato Federica Preto che ha proseguito: “Sul momento qualcuno si è chiesto quale potesse essere il nesso tra le Olimpiadi e il mondo dell’artigianato e in quella sede ho fatto presente che sia gli sportivi che gli artigiani rappresentano delle eccellenze. Inoltre è bastato vedere che due antenati della famiglia Guarnieri, del palazzo che ha ospitato la mostra, sono stati uno portabandiera alle Olimpiadi del 1936 e l’altro tedoforo alle Olimpiadi di Cortina del 1956 per cominciare a ragionare sul programma”.

 

Da quella riunione Preto ha approfondito il sito istituzionale delle Olimpiadi e ha visto che le stesse vengono descritte come le prime ad essere “territoriali”, e non legate ad un’unica città, ed ecco che ha pensato di selezionare un artigiano per ogni paese che ospiterà i giochi e renderlo “portabandiera” dell’alto artigianato della sua comunità. “Ogni creazione della mostra si è fatta ambasciatrice di un territorio, unendo memoria, cultura e innovazione, intrecciando paesaggio, arte e saper fare in un dialogo corale tra le comunità alpine e urbane coinvolte”, ha commentato.

 

Un esempio dell’intreccio tra paesaggio e saper fare è stato portato da Linda Richieri che, dopo la tempesta Vaia, si è chiesta cosa poteva fare per far rivivere i boschi devastati: “Dopo un confronto con l’Asuc di Pozza di Fassa ho creato il progetto “AlberEl - Bosco incantato”, dove sono andata a fare dei piccoli alberi di ceramica il cui ricavato della vendita è utile a riforestare la valle di San Nicolò”. 

 

"Per ogni albero che vendo - ha proseguito - segno il nome della persona che lo ha preso e questo consente di coinvolgere attivamente i turisti che lasciano quindi un segno positivo tangibile sul territorio rappresentato dai nuovi alberi piantati. Tanti di questi poi tornano per vedere come stanno crescendo gli alberi e questo permette di creare radicamento sul territorio”.

 

Tra le domande emerse dal pubblico, al termine della presentazione, è stato chiesto come l'artigianato locale può diventare un fiore all’occhiello per le Dolomiti Bellunesi. Federica Preto ha riposto: “Bisogna sfatare il mito che fare l’artigiano è un hobby e rappresenta i vecchi mestieri ma serve promuovere l’idea che è un lavoro che rende contemporanee le tradizioni e la cultura locale. Inoltre bisogna smetterla di dire ai ragazzi che è lavoro di serie B”.

 

“Infine - ha concluso - è fondamentale riaprire le scuole d’arte, fucine dove proprio i ragazzi possono sperimentare la manualità che crea benessere e rende felici”.

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