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Trento
27 dicembre | 16:10

Stivalaccio Teatro al Sociale per salutare il nuovo anno con "Romeo e Giulietta – L’amore è saltimbanco"

Il giovane regista Marco Zoppello presenta una sorta di “prova aperta” della più grande storia d’amore di tutti i tempi, abbattendo la “quarta parete” e facendo diventare il pubblico parte integrante e integrata dello spettacolo proposto nella programmazione del Centro servizi culturali Santa Chiara

di Redazione

TRENTO. Per concludere l’anno e salutare al meglio quello nuovo a teatro, il Centro servizi culturali S. Chiara dà appuntamento al Teatro Sociale di Trento (mercoledì 31 dicembre e giovedì 1 gennaio) con una tra le opere più famose di William Shakespeare come Romeo e Giulietta, portata sul palco dalla compagnia vicentina Stivalaccio Teatro, per la regia di Marco Zoppello, giovane e emergente attore, autore e regista, nonché fondatore della compagnia stessa, da sempre impegnata nella valorizzazione del teatro popolare e della Commedia dell’Arte.

 

Non fa quindi eccezione Romeo e Giulietta - L’amore è saltimbanco, con cui Marco Zoppello presenta sul palco una sorta di “prova aperta” della più grande storia d’amore di tutti i tempi, abbattendo la “quarta parete” e facendo diventare il pubblico parte integrante e integrata dello spettacolo.

 

Venezia in subbuglio. 1574. Per calli e fondamenta circola la novella: Enrico III di Valois, diretto a Parigi per essere incoronato Re di Francia, passerà una notte nella Serenissima. Un onore immenso per il Doge e per la città lagunare. Giulio Pasquati e Girolamo Salimbeni, coppia di ciarlatani saltimbanco dai trascorsi burrascosi, vengono incaricati di dare spettacolo in onore del principe. Mica una storia qualunque, certo che no, la più grande storia d’amore che sia mai stata scritta: Romeo e Giulietta. Due ore di tempo per prepararsi ad andare in scena, provare lo spettacolo ma, soprattutto: dove trovare la “Giulietta” giusta, casta e pura, da far ammirare al principe Enrico? Ecco comparire nel campiello la procace Veronica Franco, poetessa e “honorata cortigiana” della Repubblica, disposta a cimentarsi nell’improbabile parte dell’illibata giovinetta.

 

Si assiste dunque, come detto, a una “prova aperta”, alla maniera dei comici del Sogno di una notte di mezza estate, dove la celeberrima storia del Bardo prende forma e si deforma nel mescolarsi di trame, di dialetti, canti, improvvisazioni, suoni, duelli e pantomime. Shakespeare diventa così materia viva nel quale immergere le mani, per portare sul palco, attraverso il teatro popolare, le grandi passioni dell’uomo, le gelosie “otelliane”, i pregiudizi da “mercante”, “tempeste” e naufragi, in una danza tra la vita e la morte, coltelli e veleni.

 

I biglietti acquistabili online sulla piattaforma oppure alle biglietterie del Centro servizi culturali S. Chiara (Qui info).

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