Un'esplosione di colore un'arte di riciclo tra stoffe, legni e matrici di stampa, la mostra di Cristina Moggio: "Un percorso di paesaggi, luoghi e materiali"
La mostra "Cristina Moggio - Il tempo, il colore e le ragioni del cuore” sull'artista di Borgo Valsugana è visitabile fino al 28 settembre alle torri del castello di Feltre

FELTRE. E’ visitabile fino al 28 settembre, alle torri del castello di Feltre, la personale dell’artista Cristina Moggio che, dopo aver esposto al Fondaco delle Biade 25 anni fa, torna con una mostra intitolata “Cristina Moggio - Il tempo, il colore e le ragioni del cuore”, una sintesi della sua più significativa produzione artistica proprio nell’edificio emblema della città.
Cristina Moggio è un’artista di Borgo Valsugana, allieva di Riccardo Schweizer, che nella sua produzione artistica vanta collaborazioni con Arte Sella, con artisti della Costa Azzurra, con il Landesatelier della Kunstlerhaus di Salisburgo, con la Galleria San Marco di Atlanta negli Stati Uniti, con il Monastero delle Benedettine di Santa Cecilia in Trastevere a Roma e vede tra i riconoscimenti il Premio Ambiente per le province di Trento e Bolzano ricevuto nel 2006.
“Cristina, oltre ad esercitare l’arte in senso stretto, opera anche l’arte del riciclo dando nuova vita, attraverso i colori, a materiali recuperati quali stoffe, legni, briccole, matrici di stampa e questo tema del riciclo e rispetto per l’ambiente per la nostra amministrazione è molto importante tanto che durante l’anno facciamo progetti con gli ecovolontari o il festival dell’ambiente” ha commentato Flavia Colle, assessora alla cultura del comune di Feltre, che ha proseguito “ecco che, con questa esposizione, abbiamo voluto pensare ad un progetto che avesse anche un messaggio culturale inserito nella location delle torri del castello che per la prima volta diventano spazi per le esposizioni temporanee. Diamo così modo ai visitatori delle torri, che decidono di arrampicarsi fino alla sommità del colle, di poter fruire anche di un momento di calma, riflessione e approfondimento culturale”.
Visionando le opere di Moggio è inoltre evidente che ci si imbatte in una vera e propria esplosione di colori che hanno dato il là alla stessa Colle per commentare “questa mostra ci permette di rendere il mondo più colorato per la vita e più distante dal grigio della morte. Direi che ne abbiamo proprio bisogno”. Dietro a questi colori così vivaci ci sono le montagne del paesaggio nel quale vive l’artista che svela il suo segreto: “Nei miei colori mescolo anche le sabbie che raccolgo dai torrenti di montagna che contengono al loro interno dei minerali cristallizzati. Sono questi che danno una rifrazione mutevole al colore”.
Cristina commenta inoltre che “le mie opere sono per me come delle perle che ho inanellato nel tempo costruendo un percorso fatto di paesaggi, di luoghi, di materiali trovati e ricomposti in un’altra maniera, dando a oggetti che non avevano un futuro, una nuova vita. Credo che in questo mio operare ci sia il desiderio tutto femminile di entrare in contatto con questa materia di vita e di ricordarla andando contro un modo di vivere che vede la formula del tutto e subito ma prendendosi il tempo di scoprire e apprezzare un oggetto che nessuno vuole più”.
Tiziana Casagrande, conservatrice dei musei civici feltrini, ha commentato così la scelta del titolo: “E' stato dato alla mostra Il tempo, il colore e le ragioni del cuore sintetizza pienamente quella che è la pittura di Cristina Moggio e il percorso di questa mostra. Se andiamo a vedere brutalmente la definizione di tempo la prima accezione è quella di successione di epoche che formano la storia e quale migliore contenitore per la storia è il castello di Feltre che è l'emblema della città e rappresenta proprio l'evoluzione storica dal passato. Anche il processo creativo di Cristina attraversa il tempo perché è un recupero di oggetti che hanno già avuto la loro storia. Il secondo elemento importantissimo è il colore che Cristina usa facendo rimandi chiari ad esempio a Mirò o allo stesso Tancredi con un'arte informale con delle incursioni nel simbolismo e nel futurismo. Il terzo elemento è il cuore che insieme all’occhio si ritrova spesso nelle opere dell’artista e che rimandano al doppio significato tra sentimento ed intuizione e pensiero. Infine si può dire che Cristina ha dedicato proprio il cuore alla sua arte perché l’ha esercitata fin da bambina e coltivata per tutta la vita approfondendo sempre più questo mondo”.
La mostra è visitabile i sabati, le domeniche e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 con il biglietto singolo delle torri o la Totem card. Per informazioni: Ufficio Musei 0439/885242 – 0439/885215 – museo@comune.feltre.bl.it.












