Contenuto sponsorizzato
| 17 marzo | 18:44

"Bellandi", più che un festival un'esperienza intrigante: l'arte pre, durante e post

Torna in aprile a Pergine la proposta coraggiosa basata su prosa, musica, incontri, scoperte e suggestioni che il pubblico potrà vivere tra aperitivi culturali, occupando il palco, seguendo i concerti dopo gli spettacoli e partecipando da protagonista a "Forme rituali" in un contesto felicemente irrituale con cui Aria Teatro omaggia un "indimenticabile"

di Carmine Ragozzino

PERGINE. E se invece che festival lo si chiamasse “esperienza”? Non è, infatti, solo teatro. Non è solo danza. E nemmeno è solo musica, il tipo di musica che il mitico Ivano (il Verdone di  “Viaggi di nozze”) storpierebbe in “A famo strana” per quanto può essere intrigante nella ricerca di suoni inediti e spesso irrituali. Il “Bellandi” è l’appuntamento annuale con cui Aria Teatro omaggia il suo “indimenticabile”, il regista che al sodalizio artistico perginese diede tutto sé stesso dalla fondazione nel 2008 fino alla “maledetta” scomparsa nel 2014. Tecnicamente il “Bellandi” è una rassegna di intrecci e di contaminazioni: pagine coraggiose e suggestive di contemporaneità anche quando ad ispirarla è il passato. Una proposta ormai tanto consolidata quanto attesa da un pubblico che accetta volentieri di non tirarsi indietro rispetto all’inconsueto.

 

 C’è un calendario (Aria Teatro lo ha appena presentato) che concentra in dodici giorni – dal 14 al 26 aprile – un’offerta poliedrica per tematiche e forme espressive. Ma al Bellandi sembra voler essere certamente di più di un calendario. È un’esperienza – appunto – che permette di vivere per intero gli spazi e le possibilità di un Teatro ormai centrale per l’intero Trentino quale è quello di Pergine. Un’esperienza fatta di “pre”, "durante" e “post”: dall’aperitivo (forse culturale, forse no, ma che importa?), agli spettacoli a seguire fino (per finire) ai concerti, agli incontri e alle sorprese che animano il foyer e gli altri spazi. Quelli che la sanno lunga nell’uso del vocabolario parlerebbero di “esperienza immersiva”. Noi che la sappiamo corta (sempre in termini di vocabolario) preferiamo parlare di “dimensione”. Sì, con un festival come il Bellandi il Teatro di Pergine cambia la dimensione e la dinamica della fruizione culturale: il Teatro assume, insomma, un altro – importante – significato, proponendosi come occasione di inedita condivisione.

 D’altra parte il comun denominatore del programma di quest’anno del Ballandi sembra andare esattamente in questa direzione. Lo “stare assieme” è l’urgenza del nostro tempo malato (grave). Si può e si deve “stare assieme” anche nello sbilanciamento dei dubbi e delle paure sempre più profonde e sempre più inquietanti. Il teatro (in tutte le sue forme, dalla classicità alla ricerca più ardita) non ha funzioni né terapeutiche né taumaturgiche. Ma senza il teatro interrogarsi, guardarsi dentro singolarmente ma anche collettivamente (e forse perfino capirci un po' di più) sarebbe più complicato. Se poi nella tipologia di spettacolo che propone il Bellandi la logistica diventa anima e spirito di un programma, beh allora il gioco può farsi davvero interessante.

 

 Il pubblico che sta sul palco, a tu per tu con chi recita ma anche con tutto quanto sta dentro e dietro la scena, è una scelta di perfetta e felice in/coerenza con il titolo individuato quest’anno per il “Bellandi”. Il festival si chiama “Forme rituali” ma l’irritualità dell’offerta è tutt’altro che una contraddizione. Chiara Benedetti (attrice e regista dai sentimenti intensi e dall’impegno sociale certificato) è la direttrice artistica del Festival dedicato a Riccardo Bellandi. Invece Iacopo Candela, “Candirù” quando imbraccia la chitarra per un cantautorato acustico di qualità, cura la direzione musicale del Festiva. Prosa, musica, ma anche performance, momenti di scambio e scoperta e quant’altro offre il cartellone, non sono – nel “Bellandi” – momenti separati.

 Sono un tutt’uno che si può certo anche frequentare separatamente ma che non è separabile nello spirito di un festival impostato sullo scambio, il confronto e l’interazione tra le arti ma soprattutto tra le persone invitate ad un protagonismo fatto di ascolto, immaginazione, scoperta, eccetera. Scorrendo il programma nella varietà e nella curiosità dei titoli e degli interpreti si intuisce una sintonia forte tra la Benedetti e Candela (e tra loro ed Aria Teatro) nella voglia (anzi un bisogno) di esplorare: i nuovi linguaggi della prosa, della musica, della performance. E ancora la comune convinzione che offrire la possibilità di “sguardi nuovi” su sé stessi, sugli altri e sul mondo è per chi organizza e propone cultura un obbligo morale sempre più pregnante.

 

  Bentornato dunque al “Festival Bellandi”. Bentornata ad una proposta che per Aria Teatro è un “marchio di fabbrica”. Riccardi Bellandi ha lasciato a Pergine, ad una realtà trasformatasi con successo in managerialità artistico creativa gestendo un teatro e producendo qualità da palco, un credito fatto di umanità, visione e professionalità. Per Aria Teatro è un debito che non si estinguerà mai e che va ripagato, anno dopo anno, alzando il tiro della sfida culturale. Ah, se i debiti fossero tutti così.

 

Ecco il programma.

Ad aprire il festival, martedì 14 aprile, sarà The Black’s Tales Tour di Licia Lanera, una riscrittura di fiabe classiche che ne restituisce la dimensione più oscura e originaria, accompagnata dal sound design di Tommaso Qzerty Danisi. La serata proseguirà alle 21.30 nel Sotterraneo Teatro Studio con il concerto di Carlotta Sillano.

 

 Giovedì 16 aprile andrà in scena il progetto vincitore del Bando Non Addomesticabili, indetto assieme al Centro Servizi Culturali Santa Chiara e Pergine Festival, Balance In – Studio di Linus Jansner ed Emily Heather Manica che intreccia danza contemporanea e musica dal vivo in un dialogo continuo tra corpo e suono. A seguire il progetto partecipativo Rami, di Oriente Occidente e Carlo Massari C&C Company/SPACCA, guidato da Carlo Massari e Filippo Porro con i partecipanti al laboratorio Ricordare dedicato a persone over 65. Alle 21.30 in foyer si svolgerà Il

concerto in pantofole di Nico, di e con Nico Tomasi.

 

 Il 18 aprile il festival accoglie tre repliche (ore 18.00, 18.30 e 19.00) di Bazar Lazar della Compagnia Samovar, una breve performance di teatro d’oggetti firmata da Luca e Davide Salata, e alle 20.00 lo spettacolo Cenerentola di Zaches Teatro, vincitore del Premio Hystrio 2023, che rilegge la fiaba come rito iniziatico attraverso teatro d’oggetti, danza e movimento.

 

 Domenica 19 aprile sarà la volta di La vita resistente, performance autobiografica di Andrea Collavino e Marcela Serli, seguita, alle 21.30 in foyer, dal concerto del polistrumentista Ongon, tra sonorità ancestrali e sperimentazione elettronica.

 

 Il 22 aprile tocca a Alle perle piace l’acqua, spettacolo di Alice Melloni con drammaturgia di Lisa Moras e regia di Enrico Lombardi, una riflessione intima e generazionale sull’identità femminile e sulle eredità emotive. La serata continua in foyer alle 21.30 con il concerto di Phill Reynolds.

 

 Venerdì 24 aprile Stefania Menestrina porta in scena La luna sui nossi monti, un lavoro che intreccia memoria personale e canti popolari di montagna eseguiti dal vivo dal Coro Castel Pergine, seguito dal concerto sperimentale di Piero Perelli, alle 21.30 nel Sotterraneo Teatro

Studio.

 

 A chiudere il festival, domenica 26 aprile, sarà Mycelium – A Nourishing Community di Annina Mosimann e Fernando Munizaga, un rituale di teatro materico che intreccia voce, microbiologia e installazione sonora. L’ultimo appuntamento musicale del Sotterraneo Teatro Studio sarà con il concerto visionario di San Leo.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 giugno | 06:00
I tagli voluti dalla giunta Fugatti già a partire dal 2018 che hanno mandato in frantumi il progetto di accoglienza dei richiedenti asilo hanno [...]
Cronaca
| 09 giugno | 06:58
Dopo l’interrogazione parlamentare presentata da Avs direttamente al ministro Valditara, sul rischio di accorpamento tra gli uffici scolastici di [...]
Cronaca
| 08 giugno | 19:26
A dieci anni dall'interruzione di gravidanza, una donna rompe il silenzio sulla scelta consapevole di non essere madre: "So che attirerò l'odio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato