Dal piccolo teatro di Villazzano al palco di New York, "Puttana" fa incetta di premi e conquista il pubblico internazionale: "Piangerò di commozione"
Lo spettacolo "Puttana" si è preso la scena globale. Dopo New York un mese di repliche a Edimburgo nel più importante Festival internazionale. Il deus ex machina di Estro (teatro) e direttore artistico di TeatroE, Mirko Corradini: "Mi tremeranno le gambe e che piangerò di commozione"

TRENTO. "Penso che mi tremeranno le gambe e che piangerò di commozione". Queste le parole di Mirko Corradini, deus ex machina di Estro (teatro) e direttore artistico di TeatroE, pronto a debuttare in una prestigiosissima piazza con "Puttana": si va in scena a New York. Un viaggio con una valigia piena di emozioni ma anche di preservativi. "Ho portato lo zaino in cabina, un po' anche per vedere la reazione del personale allo scanner (ride). Ma scherzi a parte siamo pronti ma anche tesi per questa avventura affascinante".
Spettacolo in cuffia, scenografie sonore, una giovanissima donna racconta una professione, senza fronzoli, "Puttana" è una narrazione musicale sperimentale. Il regista è Corradini con Beatrice Elena Festi, testi di Maura Pettorruso, le musiche di Michele Callà e i suoni di Sebastiano Checchini. Una produzione Compagnia Teatro E. Un'idea che è riuscita a strappare grandissimi consensi al Fringe Festival, appuntamento internazionale di riferimento per il mondo teatrale, tanto da aggiudicarsi due premi nella tappa di Catania.
Questo spettacolo è riuscito a superare, in sordina, una selezione spietata e serrata: più di 350 compagnie in gara e una manciata di premi. Ma "Puttana" è emersa per la sua originalità. Un'affermazione che garantisce la possibilità di esibirsi in teatri di primissimo piano.
Non solo al SoHo Playhouse negli Stati Uniti ma anche a Edimburgo nella cornice del Summerhall Arts, la terza struttura più importante del Festival con 1.700 compagnie e terzo evento per vendita di biglietti solo dopo i Mondiali di calcio e le Olimpiadi. "A New York abbiamo in calendario una decina di repliche e restiamo nella Grande Mela fino a fine gennaio, 28 invece le esibizioni in Scozia".
Insomma, dal piccolo teatro di Villazzano, "Puttana" si è preso la scena globale. "Questo è assolutamente il risultato di un lavoro di squadra", aggiunge Corradini. "Questo spettacolo è nato tre anni fa dopo una lunga produzione e tantissime prove perché è uno spettacolo molto complesso che viene ascoltato in cuffia e in diretta".
Un’opera musicale teatralizzata. Un'opera dove musica, suoni, parole, modificazioni delle stesse si mescolano creando un suono unico composto da tutti".
In scena microfoni che modificano voci, strumenti elettronici con suoni modificati. La modificazione della realtà per raccontare una realtà vera. Una sola attrice in scena ma 5 personaggi diversi. Diversi per voce, per storia, per bisogni e per musica che risuona dentro di loro. Può diventare musica il suono di una patatina che si spezza? Può diventare musica il suono di una parola giudicante e giudicata? La risposta è "Sì" e tutto questo avviene in "Puttana".
"Il nostro spettacolo è nato dalla rabbia del pregiudizio e del giudizio", dice Corradini. "E' disturbante per certi versi ma così deve essere per la produzione messa in scena, così come per le tematiche che vengono trattate nell'esibizione".
Ma quindi c'è spazio per un teatro "impegnato" in Italia? "C'è e il pubblico va ascoltato, anche se abbiamo più date all'estero rispetto ai teatri nazionali, segno che c'è molto lavoro ancora da fare in questo campo", conclude Corradini.












