Dalle Alpi al Palio con il Wine Hunter: il viaggio del gusto che unisce Merano e Siena sotto il segno della qualità
Con l'undicesima edizione di Wine&Siena, il modello Merano WineFestival si consolida stabilmente in Toscana, confermando l'efficacia di una sinergia che unisce istituzioni, consorzi e produttori

SIENA. Si chiude oggi, lunedì 2 febbraio, l’undicesima edizione di Wine&Siena – I Capolavori del Gusto. Quello che ormai è diventato un appuntamento imprescindibile nel calendario enologico italiano ha trasformato per tre giorni Siena nella capitale del vino.
L'evento, nato dall'intuizione dal Wine Hunter Helmuth Köcher, patron del Merano WineFestival, ha saputo creare un legame profondo tra la tradizione altoatesina e il cuore della Toscana, portando tra le mura medievali di Siena il rigore e la qualità delle selezioni targate proprio WineHunter.
“Siena e Merano, la Toscana e l'Alto Adige unite dal filo conduttore dell'eccellenza”, ha spiegato Köcher, nel corso della manifestazione, ormai attesa da tutta la cittadinanza come appuntamento fisso. “Con questa undicesima edizione - dichiara il patron - confermiamo la volontà di costruire una piattaforma che non celebri soltanto l’eccellenza, ma che diventi spazio di confronto per il futuro. Il mondo del vino vive sfide profonde, dal clima ai nuovi mercati: Siena è il luogo ideale per ispirare questo dialogo".
Il concetto di "eccellenze del vino da Merano a Siena" non è solo uno slogan, ma una realtà produttiva che quest’anno ha trovato una voce istituzionale forte. Proprio il vicepresidente della provincia autonoma di Bolzano, Marco Galateo, ha sottolineato come il Merano WineFestival sia da ormai 34 anni un vero ambasciatore dell’Alto Adige, capace di creare ponti di promozione di altissimo profilo proprio in occasioni come questa, dove i prodotti e il territorio del nord dialogano con la bellezza senese.
Il Complesso Museale Santa Maria della Scala è stato il cuore pulsante della manifestazione, ospitando 160 aziende e oltre 700 prodotti tra vini, specialità gastronomiche, spirits e birre artigianali. Quest'anno il programma ha saputo spaziare dalle masterclass tecniche alle visite culturali, con un focus particolare sul centenario di Giulio Gambelli, il leggendario “Bicchierino”, a cui è stata dedicata la mostra "Bottiglie d’Autore".
Il weekend si è aperto con un momento di alto profilo giornalistico: il premio Wine&Siena Food & Wine Journalist assegnato a Bruno Gambacorta, storica firma del Tg2 e ideatore di Eat Parade, riconosciuto per il suo impegno trentennale nel narrare l’enogastronomia come patrimonio culturale.
A fare da cornice alle degustazioni, sono stati gli spazi monumentali della città. Il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha rimarcato come la manifestazione sia una testimonianza autentica di saperi antichi, capace di rafforzare l’immagine della città come luogo di tradizione e accoglienza. Un concetto ripreso anche da Stefano Bernardini, presidente di Confcommercio Siena, che si è detto orgoglioso di aver portato la visione di Köcher in spazi così suggestivi, riuscendo a mettere allo stesso tavolo tutte le istituzioni cittadine per una vetrina che guarda lontano.
Il focus tecnico si è poi spostato sulle masterclass, tra cui spicca l’“anteprima delle anteprime” dedicata alle Pievi del Nobile di Montepulciano, frutto di una nuova partnership con il consorzio delle DOCG senesi. Come evidenziato da Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio di Arezzo Siena, la presenza di così tante aziende assume un significato profondo in un momento di sfide globali e cambiamenti climatici: il vino resta un fatto culturale e un motore economico fondamentale per il presidio del territorio.
Mentre il weekend è stato dominato dal pubblico dei wine lovers e da eventi sold-out come la Small Plates Dinner, la giornata di oggi, lunedì 2 febbraio, è dedicata esclusivamente alla stampa e agli addetti ai lavori. È il momento del confronto tecnico e commerciale, supportato anche dal contributo scientifico dell'Università di Siena. Il rettore Roberto Di Pietra ha infatti ricordato l'importanza dell'incontro "Innovare per competere", sottolineando come la collaborazione tra l'ateneo e la manifestazione continui a rafforzarsi di anno in anno.
Anche la Fondazione Mps ha giocato un ruolo chiave, come ricordato dal presidente Carlo Rossi, aprendo le porte di Palazzo Sansedoni per offrire un percorso esperienziale alternativo tra arte e cultura. Wine&Siena 2026 si chiude così con la consapevolezza che il viaggio iniziato tra le montagne di Merano ha trovato a Siena una casa accogliente e una visione condivisa per il futuro del gusto italiano.












