Dalle cantine in quota ai colossi del settore, il Trentino protagonista a Vinitaly: il vino non è più "solo" una bottiglia ma diventa un prodotto turistico
E' in corso Vinitaly tra incognite di mercato tra guerre e dazi c'è fiducia sul futuro, anche in chiave turistica. Il Trentino protagonista nei padiglioni di Verona Fiere

VERONA. Festoso, sicuramente pronto a cimentarsi nelle sfide di mercato con caparbietà e altrettanta preparazione. Con il vino deciso a scardinare allarmismi. Quelli salutistici, pure le incognite di un mercato insidiato da guerre, dazi doganali, barriere culturali. Vinitaly entra nel girone finale con molta positività. Soddisfazioni generalizzate, con grande rilievo ai vini della montagna. Con le zone vitivinicole delle Dolomiti a coniugare produzione, mercato e turismo.
Il legame tra le zone montane e il valore enologico è stato rilanciato dall’ostentata passerella di ministri governativi, da uno schieramento di esponenti politici come mai registrato tra i padiglioni di Verona Fiere.
Al netto di qualche spudorata concessione di stampo elettorale, tutti gli esponenti governativi hanno ribadito il ruolo della cura della vite in zone dove la fatica genera anche bellezza e rende la produzione vitivinicola strumento turistico. Lo hanno ribadito con precisi riferimenti anche al Trentino. Non caso tra i personaggi premiati dall’ente fieristico figurano docenti universitari del calibro del trentino Attilio Scienza - professore e accademico della vite di stampo internazionale - ma anche l’enologo Walter Webber, già direttore della Cantina di Aldeno e da anni protagonista nella selezione dei vini d’alta quota, in tutti i sensi.
Ancora Trentino con la cantina Gottardi, piccola quanto grintosa azienda della val di Cembra, ritenuta la miglior azienda montana d’Italia, con vini altrettanto importanti, spumante Trento Doc su tutti.
A proposito di spumante. Nello spazio allestito al Padiglione 3 sono in degustazione le bollicine prodotte da una settantina di aziende. Conferme - citazione doverosa per Abate Nero, Letrari, Maso Martis - mentre in appositi stand troviamo le versioni spumeggianti dei Pisoni, con marchio rivisitato, per una produzione sempre più convincente.
Poi le altre aziende che alternano lo spumante con vini della tradizione, cantine sociali, colossi come Cavit e Mezzacorona, qualche consueto vignaiolo - le sorelle Erika e Giulia Pedrini di Pravis - le titolari di Maso Poli, poi - l’elenco sarebbe lungo - i giovani di Monfort, quelli di Revì, nuove presenze come Le Vide, senza tralasciare aziende della grappa, da Marzadro e Bruno Pilzer.
Molte le novità, alcune ancora ‘in gestazione’. Tra queste una versione di Nosiola elaborata col metodo classico dalla Cantina Toblino, per avere uno spumante fresco e beverino.
A proposito di vini di facile beva: molti propongono i low alcol o quantomeno quelli a bassa gradazione (attorno ai 10 gradi) come il Veltriner di Pravis.
Vini a basso grado alcolico naturale è una delle principali sfide per il vino italiano, un passaggio ormai indispensabile per intercettare l’evoluzione dei consumatori, sempre più attenti alla salute. Con un grado alcolico che, sempre più, grazie a ricerca e investimenti, è possibile ridurre in maniera naturale, partendo dal vigneto. Ma serve una definizione distinta, in etichetta, dai vini dealcolati. Messaggio lanciato, da Vinitaly, da Luca Rigotti, presidente Settore Vitivinicolo Confcooperative (e del Copa Cogeca, Gruppo Mezzacorona e Consorzio Doc delle Venezie).
Sicuramente d’alto prestigio è l’immagine degli spumanti di Casa Lunelli. Lo dimostra anche una super degustazione di Giulio Ferrari d’antan, annate memorabili, per evidenziare come le caratteristiche delle bollicine di montagna siano di longevità, con una capacità di sfidare il tempo.
Altra curiosità tra il padiglione trentino. La presenza di Peter Brunel, chef stellato che - in attesa di una radicale ristrutturazione del suo locale vicino Arco - ha intrapreso una stimolante collaborazione con un famoso catering di Venezia. Al Vinitaly dirige una brigata di cuochi che abbinano sfiziosi piatti a grandi vini del made in Italy.












