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Trento
01 febbraio | 15:53

I Vignaioli protagonisti a Hosiptality. La novità è [Spazio]Osteria con Slow Food: "Non solo produttori ma attori dell'ospitalità e dell'accoglienza"

Il Consorzio Vignaioli del Trentino tornano a Hospitality con quasi 70 produttori, anche da Veneto, Emilia, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. La presidente Clementina Balter: "L’enogastronomia si conferma essere elemento ricercato e apprezzato in ogni esperienza di viaggio"

di Redazione

RIVA DEL GARDA. I Vignaioli del Trentino tornano a Hospitality - Il Salone dell’Accoglienza, la fiera internazionale leader in Italia per l’hotellerie e la ristorazione, forti del grande interesse riscosso nelle precedenti edizioni tra gli operatori Ho.Re.Ca. che hanno visitato l’area.

 

Il Consorzio Vignaioli del Trentino promuove e cura questa terza edizione di [spazio]Vignaiolo, l’area speciale dedicata al vino artigianale, che ospiterà quasi 70 vignaioli indipendenti, tutti associati alla Fivi - Federazione italiana vignaioli indipendenti, dal 2 al 4 febbraio nel padiglione B4 del quartiere fieristico di Riva del Garda. Questo spazio è dedicato al mondo del vino artigianale e dell’enoturismo: banchi di assaggio oltre a incontri e approfondimenti saranno il focus di questa seconda e densa edizione.

 

“I Vignaioli tornano con piacere a Hospitality per incontrare quello che da sempre è il nostro principale canale di vendita, il mondo Ho.Re.Ca., che vede in questa fiera uno dei suoi principale luoghi di incontro", commenta Clementina Balter, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino. "Siamo felici di tornare in questa edizione, che è anche un’edizione anniversario per Hospitality che festeggia i suoi 50 anni. Abbiamo deciso di tornare con uno sguardo nuovo, volto al ruolo del Vignaiolo non solo come produttore, ma anche come attore della filiera dell’ospitalità e dell’accoglienza attraverso la valorizzazione del proprio prodotto e il racconto del proprio territorio in chiave turistica. Sempre di più le nostre aziende aprono le porte a turisti e appassionati, facendo vivere esperienze uniche che creano valore aggiunto per tutto il sistscusaema dell’ospitalità territoriale".

 

Massiccia la presenza dei Vignaioli trentini con oltre 40 aziende presenti, e poi diversi i gemellaggi e nuovi territori presenti: dal Trentino dall’Alto Adige naturalmente ma anche dal Veneto, dall’Emilia, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Lombardia. Oltre a loro un’area dedicata agli artigiani del cibo - curata dalla Camera di Commercio di Trento e da Slow Food Trentino - con un protagonista insolito: il miele, accompagnato da tavoli dedicati ai cereali e ai formaggi.

 

Novità dell’edizione 2026 è Lo [spazio] Osteria, l’espressione dell’idea di cucina dei Cuochi dell’Alleanza Slow Food, che hanno stretto un patto con i produttori di piccola scala per sostenere i cibi buono, puliti e giusti del territorio e con la comunità che li ospita per tutelare la biodiversità e gli ecosistemi. Curatore dello spazio è  Paolo Betti, che ha lavorato in stretta sinergia con il Consorzio Vignaioli del Trentino e con Slow Food Trentino per curare la proposta.

 

Non è soltanto un luogo di ristorazione, ma una fucina di relazioni tra le sponde del Garda: [spazio] Osteria significa ricerca, confronto e scambio tra cuochi che, nelle tre regioni gardesane, si misurano quotidianamente con un ecosistema complesso. Un territorio capace di generare materie prime di grande valore, ma da tutelare per garantirne un futuro, al tempo stesso fragile e bellissimo, attraversato da dinamiche turistiche che richiedono attenzione, responsabilità e visione e abitato da comunità

 

Da anni il Consorzio Vignaioli del Trentino ha in essere collaborazioni con le diverse Associazioni di categoria del mondo dell’ospitalità e della ricettività, convinti che non siano importanti i chilometri che dividono la cantina dal luogo in cui verrà consumato il calice, ma il legame tra chi ha prodotto il vino e chi si occuperà della sua mescita.

 

Lo spazio che separa cantina e calice viene percorso grazie ad albergatori, ristoratori, baristi, sommelier e proprietari di enoteche che, con passione e competenza, fanno conoscere i nostri vini e le nostre storie. “Una filiera che è forte - dice ancora Balter - lunga o corta che sia, ma sempre solida espressione del territorio e del voler fare bene le cose. Per questo più che di km zero ci piace parlare di km vero".

 

Il vignaiolo indipendente è "rappresentante di un’azienda vitivinicola che segue in prima persona tutta la filiera di produzione del vino, dal grappolo fino all’imbottigliamento e alla vendita", prosegue la presidente. "Vino in Italia è cultura, paesaggio, convivialità. I Vignaioli, con le loro esperienze in cantina, possono offrire tutto questo: momenti autentici, in cui le aziende aprono le porte delle loro case, fanno conoscere le loro famiglie e il lavoro di una o più generazioni".

 

In questo scenario il Vignaiolo - che è colui che coltiva la terra e costruisce il paesaggio, vinifica le sue uve, commercializza i suoi vini - diventa interlocutore ideale per il mondo della ristorazione e dell’ospitalità, perché conosce e garantisce il suo prodotto con qualità e artigianalità. Inoltre, sempre più le aziende vinicole si stanno specializzando nel rapporto col mondo del turismo enogastronomico, diventando così, per gli operatori dell’ospitalità, il partner ideale con cui interfacciarsi per fornire un’esperienza unica e completa ai propri ospiti.

"L’enogastronomia si conferma essere elemento assai ricercato e apprezzato in ogni esperienza di viaggio", scrive Roberta Garibaldi nel Rapporto sul turismo enogastronomico italiano. "La situazione attuale, che si caratterizza per quadro economico e geo-politico difficile, sembra non intaccare questo comparto che ha visto negli anni evolversi, con l’affermazione di nuove forme, modalità e luoghi di fruizione che si caratterizzano per la capacità di introdurre, coinvolgere e immergere il viaggiatore nella cultura della meta visitata".

 

In questo contesto il Vignaiolo - con il suo prodotto, la sua cantina, il suo territorio - può giocare un ruolo di primaria importanza. I Vignaioli sono aziende di medio-piccole dimensioni, spesso a conduzione familiare, radicate sul territorio e capaci di creare valore ed esternalità positive lì dove operano; impegnate non solo nella produzione di vino di qualità, ma nella tutela del territorio e nella conservazione del paesaggio rurale italiano.

 

Come ha evidenziato una recente indagine curata da Nomisma in collaborazione con Fivi (Qui info), “una leva di sviluppo e integrazione economica utilizzata dai produttori Fivi  è quella dell’enoturismo: oltre l’80% delle aziende associate offre servizi per gli enoturisti, in particolare visite guidate con degustazioni. Anche in questo caso, il 'modello Fivi' offre un contributo particolarmente utile alla tenuta socio-economica delle aree rurali, dato che i ricavi derivanti dai servizi enoturistici incidono per il 23% sul fatturato complessivo dei ‘vignerons’ (contro una media nazionale del 18%), evidenziando in tal modo una differenziazione delle attività in grado di valorizzare ulteriormente la produzione vinicola delle aree interne. Inoltre, il 46% dei turisti che annualmente visitano tali aziende sono di origine straniera, un altro fattore di sviluppo che, se rafforzato e ulteriormente valorizzato, può contribuire alla riduzione di quell’overtourism che negli ultimi anni sta portando effetti negativi negli equilibri sociali delle città italiane".

 

Il modello socio-economico, evidenziato da Nomisma, dei vignaioli indipendenti "offre un importante contributo alla tenuta e valorizzazione del vino e dei territori vinicoli del Bel Paese, e questo vale anche per il Trentino", conclude Balter. 

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