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Belluno
28 agosto | 10:29

''La montagna incantata - arte e artigianato in Val di Zoldo''

La mostra ha voluto essere un’opportunità per poter valorizzare l'identità della Val di Zoldo con la presenza di  25 artisti e artigiani di 3 diverse generazioni

La montagna incantata - arte e artigianato in Val di Zoldo''
di Antonio Gheno

BELLUNO. “La montagna incantata, traduzione del titolo del romanzo di Thomas Mann, è il titolo che abbiamo voluto dare a questa mostra giocando con il termine incantare che viene inteso sia come incanto che cantare in maniera corale. Abbiamo voluto in questo modo unire lo stupore che crea l’ambiente montano, rappresentato in molte delle opere esposte, ma anche rappresentare la coralità dei 25 artisti che abbiamo raccolto”. È con questa riflessione che Carlo Coppelli, curatore della mostra “la montagna incantata - arte e artigianato in Val di Zoldo” introduce il finissage che si terrà domenica 30 agosto alle 17.30 alla Sala Rizzardini a Fusine di Val di Zoldo e vedrà un dialogo tra lo stesso curatore, docente fondatore della Scuola Triennale di Arteterapia di Assisi e docente della Scuola Triennale di Arteterapia di Castelfranco Veneto, Adriana Augusti, già funzionaria del Ministero dei Beni Culturali presso la Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici di Venezia e già docente di storia del restauro presso l'Università Internazionale dell'arte di Venezia, e Pietro Costantin professionista del settore edile che ha curato diversi interventi e incontri legati alla storia e all'architettura della Val di Zoldo.

 

L’idea di creare questa esposizione è nata dal fatto che Coppelli, emiliano di origine ma residente a Zoldo da un anno e mezzo, vivendo la valle si è reso conto che “ciò che colpisce della Val di Zoldo non è solo la suggestione del suo paesaggio, o la vocazione sportiva, sia invernale che estiva, ma è la quantità di persone dedite ad attività artistiche o artigianali, un numero percentualmente rilevante rispetto alla popolazione effettiva. La mostra ha voluto quindi essere un’opportunità per poter valorizzare questa identità così particolare fatta di  25 artisti e artigiani di 3 diverse generazioni”. 

 

Si tratta di intagliatori, decoratori, ebanisti, fabbri, scalpellini, mascherai, pittori, discendenti di quegli scultori e maestri d’ascia che hanno lavorato con successo nella Serenissima, nei secoli scorsi. La valle ispirò e dette i natali a realtà quali la Pasqualin&Vienna e ad artisti come Andrea Brustolon,Valentino Panciera Besarel, Paolo Gamba Zampol, Angelo Maier, Masi Simonetti o Fiorenzo Tomea. “Un genius loci fatto da persone stra-ordinarie in luoghi straordinari” si legge tra le righe del catalogo realizzato con il contributo del comune.

 

L’esposizione, visitabile fino al 30 agosto tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30 all’ex Scuola di Pieve di Zoldo, attraverso il confronto di sensibilità differenti permette il dialogo tra l’ambito artistico e quello artigianale, di solito separati, ma uniti dalla pratica di “dare forma”. Lo spazio si divide infatti in due sale: la prima ospita opere di pittura e fotografia, la seconda opere tridimensionali e tra le due un corridoio con volti lignei, identificanti del paese di Fornesighe.

 

Presenti opere di Chiara Arnoldo, Paolo Arnoldo, Sandra Campo, Sara Casal, Tiziano Costantin, Andrea De Feo, Alessio De Marco, Fabio De Marco, Luciano De Marco, Bruno De Pellegrin, Pompeo De Pellegrin, Loretta Gamba, Emy Gavaz, Fulvio Girelli, Mariano Lazzarin, Elvio Maier, Merino Mattiuzzi, Beatrice Pra Floriani, Marisa Pra Mio, Andrea Sagui, Renzo Sagui, Nicola Simonetti, Nives Simonetti, Paolo Simonetti, Fiorenza Tomea. L’allestimento ha visto anche il contributo di Merino Mattiuzzi.

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