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Trento
20 settembre | 15:08

Le opere di Rabarama, Luigi Meregalli e Amedeo Marchetti in esposizione a Rovereto: alla Manifattura torna "Incontrarti". Il tema? Il perdono

"Il fulcro plastico della mostra, se vogliamo, è rappresentato dalle opere di Rabarama, artista padovana di fama internazionale, la cui cifra stilistica è immediatamente riconoscibile nelle sue figure umane rivestite di geroglifici e incastri geometrici. Nella poetica di questa esposizione, le sue sculture femminili assumono un significato cocente: sono icone di una femminilità a cui il mondo contemporaneo, e la storia stessa, devono chiedere un perdono convinto" spiega il curatore Claudio Mattè

Le opere di Rabarama, Luigi Meregalli e Amedeo Marchetti in esposizione a Rovereto: alla Manifattura torna "Incontrarti"

ROVERETO. Un'esposizione che non vuole essere solamente un evento estetico, ma punta a trasformarsi anche in una "mission" civile e spirituale.

 

Verrà inaugurata il 3 ottobre, nella suggestiva cornice della Manifattura di Rovereto, l'edizione 2026 di "IncontrArti": la mostra sarà aperta al pubblico - in forma gratuita - sino al 25 ottobre e ospiterà le opere di tre artisti, Rabarama, Luigi Meregalli e Amedeo Marchetti.

 

Suggestivo è il tema scelto, "Dalle ceneri della colpa il fiorire del perdono", con l'obiettivo di trasformare l'evento in un vero e proprio mese culturale

 

"L'arte, quando è autentica - spiega il curatore della mostra Claudio Mattè -, non si limita a decorare le pareti o ad occupare lo spazio; essa agisce come un catalizzatore di coscienza-conoscenza. Quest’anno il progetto espositivo si spinge oltre il semplice evento estetico per trasformarsi in una missione civile e spirituale. Il tema scelto, "Dalle ceneri della colpa il fiorire del perdono", non è solo un titolo, ma un percorso di redenzione che coinvolge l’artista, l’opera e, soprattutto, il visitatore. L’ambizione della mostra come per le precedenti edizioni è di trasformare questo evento in un ecosistema vivo di riflessione dove le opere d’arte dialogano con serate a tema, incontri e approfondimenti. Al centro di quest’ambizioso progetto batte un cuore sociale: la ferma convinzione che il curatore non debba essere solo un selezionatore di talenti, ma un educatore che utilizza il linguaggio della bellezza per parlare alle nuove generazioni. Il fulcro plastico della mostra, se vogliamo, è rappresentato dalle opere di Rabarama, artista padovana di fama internazionale, la cui cifra stilistica è immediatamente riconoscibile nelle sue figure umane rivestite di geroglifici e incastri geometrici. Nella poetica di questa esposizione, le sue sculture femminili assumono un significato cocente: sono icone di una femminilità a cui il mondo contemporaneo, e la storia stessa, devono chiedere un perdono convinto. Le donne di Rabarama, spesso rannicchiate, meditative o protese in sforzi dinamici, rappresentano la pelle del mondo che porta i segni della colpa. I "puzzle" che ricoprono i loro corpi sembrano simboleggiare le frammentazioni dell’anima, le ferite inferte e le etichette imposte. Nell’elevare queste figure il mio intento è di trasformare quel peso in un atto di fioritura. Mettere a nudo la colpa attraverso il bronzo e il colore significa iniziare il processo di guarigione. È un invito a guardare al femminile non come vittima, ma come centro generatore di una nuova etica del rispetto. Accanto alla potenza scultorea di Rabarama, la mostra compie un atto di giustizia poetica scegliendo di dare spazio e dignità a due stili spesso ingiustamente considerati "minori" dalla critica d’élite: l’Acquerello e l’arte Naïf. Qui il perdono si declina come riconoscimento intellettuale".

 

Tre stili molto diversi tra di loro che andranno a creare un "insieme" decisamente suggestivo.

 

"Dalle ceneri della colpa il fiorire del perdono - conclude Mattè - è un invito alla sosta e alla riflessione. Attraverso il genio di Rabarama, la delicatezza di Marchetti e la purezza di Meregalli, questa nuova edizione della mostra vuole essere un momento di rinascita culturale. IncontrArti 2026 è un’esperienza che celebra l'uomo e la sua capacità di rinnovarsi, trasformando le proprie fragilità in nuove possibilità. Per aver favorito questa iniziativa il mio grazie va al comune di Rovereto, a Trentino Sviluppo, alla Comunità di Valle, alle associazioni ViviTrentino e Fornaci2 per la loro grande collaborazione, all’ APT di Rovereto Vallagarina e Monte Baldo, al patrocinio della Presidenza del Consiglio Provinciale, agli sponsor, a chi ha collaborato ai saggi critici, alla circoscrizione di Borgo Sacco, ad AVIS e al Lions Club Rovereto Host".

 

Durante l'esposizione verranno organizzate conferenze e letture, il cui tema sarà ovviamente quello del "perdono", da quello psicologico a quello storico, da quello artistico a quello sociale.

 

La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato dalle 17 alle 20, la domenica dalle 14 alle 20.

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