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Bolzano
27 settembre | 15:53

Sfilate, carri, costumi, musiche e un sentiero dedicato: il Regno dei Fanes si risveglia e San Vigilio di Marebbe si prepara a far rivivere le sue leggende

Nel cuore delle Dolomiti, un’antica leggenda ladina torna a vivere grazie a un progetto che unisce comunità, cultura e territorio

Sfilate, carri, costumi, musiche e un sentiero dedicato: il Regno dei Fanes si risveglia e San Vigilio di Marebbe si prepara
di Redazione

SAN VIGILIO DI MAREBBE. Ci sono montagne che si attraversano e montagne che raccontano. Quelle intorno a San Vigilio di Marebbe appartengono alla seconda specie. Tra boschi, rocce e altipiani vive da secoli un mondo popolato da marmotte, spiriti dell’acqua e del bosco, nani, guerrieri e principesse: il Regno dei Fanes, uno dei grandi cicli leggendari delle Dolomiti ladine.

 

Nel settembre 2027 quel mondo tornerà a prendere vita. Non come semplice rievocazione, ma come progetto collettivo capace di unire memoria, paesaggio e comunità. Sarà una grande sfilata a portare nelle strade personaggi, carri, costumi e musiche ispirati alla saga raccolta e rielaborata da Karl Felix Wolff, lo scrittore e studioso che tra Otto e Novecento contribuì in modo decisivo a salvare dall’oblio un patrimonio tramandato soprattutto per via orale.

 

Al centro del racconto c’è Dolasilla, principessa guerriera e arciera invincibile, ma il fascino del ciclo dei Fanes sta anche nella sorprendente centralità delle figure femminili: regine, principesse, spiriti e donne depositarie di saperi antichi. Una presenza così forte da aver alimentato, già in Wolff e poi negli studi di Ulrike Kindl, la lettura della saga come memoria simbolica di un antico immaginario matriarcale. Non una certezza storica, ma una delle interpretazioni più affascinanti di questo universo leggendario.

 

Il progetto, organizzato dalla Destinazione Turistica San Vigilio di Marebbe insieme alla Cooperativa di comunità Por Mareo, nasce soprattutto per restituire alla comunità una storia che le appartiene. Sarte, artigiani, fabbri, artisti, associazioni e abitanti sono coinvolti per costruire concretamente quel mondo. A dare unità visiva alla sfilata sarà Fernan Carlos Ferdy, direttore creativo, stylist e designer, che sta lavorando a un immaginario capace di tradurre la leggenda in forme contemporanee: colori, materiali e silhouette richiamano la pietra dolomitica, il bosco, l’acqua, il vento e il fulmine; carri, corone e scenografie nascono invece dai profili e dai simboli del paesaggio.

 

La sfilata sarà il momento culminante di un percorso molto più ampio. Nei mesi precedenti arriveranno iniziative nelle scuole, concorsi artistici, anticipazioni dei costumi, performance e incursioni sorprendenti anche sulle piste da sci. A tutto questo si affiancherà un sentiero delle leggende, pensato per accompagnare adulti e bambini dentro il paesaggio e, insieme, dentro le storie che lo abitano.

 

Ed è qui che il progetto acquista il suo significato più profondo. San Vigilio non vuole limitarsi a mostrare le proprie montagne, ma raccontare ciò che quelle montagne custodiscono: lingua, memoria, immaginario, cultura ladina. Chi arriva per sciare, camminare o pedalare potrà così scoprire che il paesaggio non è soltanto uno scenario spettacolare, ma un luogo abitato da racconti antichi che parlano ancora di appartenenza, coraggio, natura e destino.

 

Per un giorno il Regno dei Fanes tornerà a vivere. Ma la scommessa più bella sarà far capire che, in realtà, non se n’è mai andato: era lì, nelle montagne, nei racconti e nella memoria di chi le abita.

E’ già possibile seguire l’evoluzione dell’evento, tramite il profilo Instagram https://www.instagram.com/leregndefanes/.

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