Trieste celebra i 100 anni dalla morte di Marchesetti, ma la sua tomba intanto versa nel degrado (FOTO): "Rischia di crollare, minata la dignità di un grande personaggio"
La tomba del grande scienziato appare divelta e pericolante, con il nome reso quasi illeggibile dalla crescita dei licheni, le lapidi sono riverse a terra in posizione scomposta e non mancano arbusti che vi crescono sopra per quasi un metro di altezza

TRIESTE. Cento anni fa esatti, l'1 aprile del 1926, moriva a Trieste Carlo de Marchesetti, uno scienziato tanto poliedrico quanto illustre nel panorama italiano del suo tempo, in grado di lasciare un'impronta sul territorio davvero indelebile e capace di superare gli ambienti prettamente accademici entrando nell'immaginario collettivo della città.
Marchesetti ha tracciato le linee guida degli studi botanici e archeologici con particolare valenza nelle zone dell'Istria e della Venezia Giulia, ma più in generale è stato colui che per primo, oltre cento anni fa, ha ricostruito le fattezze del passato remoto della zona di Trieste.
Data la ricorrenza, in città si sono distinte diverse pubblicazioni nonché tante iniziative, alcune delle quali patrocinate dal comune di Trieste, tra conferenze, escursioni sui siti archeologici e visite guidate nei luoghi di Marchesetti. A ben guardare però, un elemento stona tra tutti gli altri: è lo stato di assoluto degrado e abbandono nel quale ad oggi versa la tomba di Carlo Marchesetti, che pure è inserita nel contesto delle tombe monumentali che caratterizzano quel museo a cielo aperto rappresentato dal cimitero di Sant'Anna.
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La tomba rientra tra i punti di interesse del percorso culturale previsto all'interno del sito internet del cimitero, ma purtroppo al momento appare divelta e pericolante, con il nome reso quasi illeggibile dalla crescita dei licheni, le lapidi sono riverse a terra in posizione scomposta e non mancano arbusti che vi crescono sopra per quasi un metro di altezza. Una situazione che tuttavia non è passata inosservata alla delegazione triestina della Società archeologica friulana, che già da diverse settimane ha fatto pervenire queste rimostranze nei confronti del comune.

In tal senso, il Dolomiti ha incontrato Sergio Kocevar, del coordinamento della Società archeologica friulana per la provincia di Trieste, che assieme ad altri soci si è oggi recato alla tomba di Marchesetti per rendere omaggio e portare, dopo moltissimi anni che non accadeva, dei fiori sulla tomba del grande archeologo. “Dal comune hanno fatto sapere che si tratta di una tomba in concessione perpetua – ha spiegato Kocevar - significa che è prevista la sepoltura di tutti i famigliari, anche se non credo che ci siano ancora eredi in vita, si stanno svolgendo delle ricerche anagrafiche in tal senso. Mi sono occupato personalmente di scrivere al Comune per segnalare lo stato attuale della tomba, attendiamo sviluppi in merito nelle prossime settimane. Anche perché adesso è pericolosa, la parte del basamento e del recinto risulta totalmente sconnessa con evidente pericolo di crollo dei pilastri anteriori, che potrebbero arrecare danno ai visitatori, oltre naturalmente all'evidente incuria che non restituisce dignità alla caratura del personaggio”.

Le pessime condizioni in cui versa la tomba di Marchesetti sono purtroppo analoghe a quelle di altri personaggi che hanno fatto la storia di Trieste, e mettono la città di fronte al fatto compiuto. Perché a celebrare sono bravi tutti, ma saper successivamente valorizzare nel concreto i luoghi che rappresentano figure di questo calibro, al fine di rendere possibile una fruizione davvero efficace di questo patrimonio culturale, è un'altra storia.












