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A22, i governatori dell'Euregio chiedono di aumentare i pedaggi. Tutto l'apparato produttivo si oppone: "Basta con le provocazioni"

 Claudio Comini (Associazione Artigiani), Giorgio Loner (Fai), Lucio Sandri (Confindustria Trento) e Piero Cavallaro (Cna-Fita) sono tutti concordi: "Al momento il trasporto su rotaia non è concorrenziale. Si farebbe grave danno all'economia". Gilmozzi: "Domani approveremo delibera con cui verrà previsto un contributo di 33 euro per ogni spedizione unidirezionale trasportata in maniera intermodale"

Pubblicato il - 26 ottobre 2017 - 19:09

TRENTO. Nuove tariffe con rincaro dei pedaggi: questa la richiesta fatta dai tre governatori dell'Euregio (Rossi, Platter e Kompatsher) al governo centrale lanciata da Bolzano ieri in occasione del secondo convegno sulla mobilità nelle regioni dell'arco alpino. Tutto dipende dal rinnovo della concessione ma le trattative parrebbero ben avviate. L'obiettivo sarebbe quello di spronare il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla rotaia anche in vista del prossimo, futuro, futuribile, asse dell'alta velocità del Brennero. Risultato: una pioggia di "no", da Confindustria agli Artigiani.

 

Non ci stanno, per esempio, i tre presidenti dei trasportatori Claudio Comini (Associazione Artigiani), Giorgio Loner (Fai) e Lucio Sandri (Confindustria Trento) ad accettare quella che viene definita una "ulteriore provocazione". "Abbiamo accettato mal volentieri il divieto di sorpasso notturno - dichiarano  - e ora vogliamo scongiurare che le nostre imprese debbano anche subire l'aumento del pedaggio". Gli imprenditori trentini ritengono l'aumento del pedaggio, ipotizzato dall'Euregio, una misura sbagliata finché non ci sarà un'alternativa valida e competitiva alla strada. "Ad oggi - spiegano - il trasporto su rotaia è assolutamente non concorrenziale. Le imprese di trasporto italiane sono soggette a continui aumenti dei costi che le rendono sempre meno competitive rispetto alle imprese dell'est Europa; il traffico merci su gomma delle imprese dell'est da e verso l'Italia è salito del 198% in 10 anni". 

 

Insomma, le dichiarazioni dei tre governatori, pur se idealisticamente "belle", non hanno scaldato i cuori di chi ogni giorno si confronta con il mercato e cerca di tenere in piedi l'economia. "Siamo assolutamente contrari al rincaro dei pedaggi autostradali - aggiunge Piero Cavallaro, referente della Cna-Fita del Trentino Alto Adige - perché si ripercuoterebbero inevitabilmente sugli utenti finali, che sono i clienti degli autotrasportatori e i consumatori". "Le flotte che effettuano servizio internazionale – prosegue Cavallaro – sono di ultima generazione e hanno sistemi di abbattimento delle emissioni inquinanti migliori delle normali autovetture diesel. Anche dove la rotaia è prevalente come mezzo di trasporto merci, ad esempio in Svizzera, si è visto come nel momento in cui aumenta il traffico, perché l’economia gira meglio, il trasporto su gomma cresce in misura proporzionalmente maggiore rispetto a quello su ferrovia, nonostante le tariffe autostradali siano molto elevate. La mobilità non può essere programmata a spot ma deve avere una visione complessiva nel medio-lungo periodo da concordare anche con gli operatori del settore".

 

Di ben altro avviso i nostri amministratori. L'assessore provinciale alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi, che è intervenuto a Bolzano per il Trentino, ha spiegato che "si tratta di una sfida davvero decisiva per i nostri territori. Una sfida che possiamo vincere solo lavorando in maniera coordinata fra le varie istituzioni e ragionando in una logica di corridoio, da Monaco a Verona. Abbiamo bisogno – ha detto ancora Gilmozzi – di leggi e direttive comuni. Per questo stiamo sollecitando che l’intera catena della mobilità si muova verso un’unica direzione. Le misure per incentivare la mobilità sostenibile o per disincentivare il traffico più impattante vanno concordate e vanno valutate insieme ai diretti interessati, le imprese del settore".

 

"Con l’Alto Adige - ha aggiunto Gilmozzi - abbiamo già deciso di mettere in campo una politica di aiuti. Venerdì approveremo una delibera, come Giunta provinciale di Trento, con cui verrà previsto un contributo di 33 euro per ogni spedizione unidirezionale trasportata in maniera intermodale. Un’agevolazione che ci aiuterà a decongestionare il traffico di veicoli pesanti al valico del Brennero. Sempre nella seduta di venerdì daremo via al primo bando per assegnare contributi per l'acquisto di autoveicoli elettrici. Si tratta di misure che portiamo avanti con l’intento di costruire una nuova cultura della mobilità, che non può essere solo la somma dei provvedimenti presi. Le infrastrutture che stiamo realizzando, come il tunnel di base, sono importanti, ma dobbiamo anche sviluppare una capacità di dialogo, soprattutto a livello istituzionale, al fine di rendere poi l’uso di queste infrastrutture utile e vantaggioso per le popolazioni e per il mondo delle imprese. Per questo occorre coordinarci al meglio. Come territori alpini dobbiamo riuscire a trasformare quello che oggi è un problema – ha concluso Gilmozzi – in un’opportunità per il sistema economico".

I numeri parlano di oltre 2 milioni di tir all'anno lungo l'asse del Brennero, in Tirolo il 71% delle merci viene trasportato su gomma, e per questo motivo Platter ha annunciato per il 27 ottobre un nuovo blocco dei transiti a Kufstein. A partire dalle 5 di mattina potranno viaggiare verso sud solamente 300 tir all'ora, mentre normalmente nelle ore di punta se ne arrivano a contare fino a 600.

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