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Bitcoin, da Trento parte la rivoluzione dei pagamenti Pos: accordo tra Argentea (GPI) e Inbitcoin. Obiettivo: i supermercati

E' lo stesso Gruppo GPI sul suo sito a spiegare l'accordo: "Il progetto punta ad allargare l’utilizzo dei sistemi di pagamento in bitcoin anche alla grande distribuzione organizzata, rendendo possibile ai clienti il pagamento in bitcoin attraverso il proprio smartphone direttamente sul terminale del supermercato"

Di Luca Pianesi - 21 novembre 2017 - 19:27

TRENTO. Bitcoin avanti tutta: ecco i pagamenti tramite lo smartphone attraverso i terminali telematici (i classici Pos). Obiettivo: fare la spesa al supermercato e pagare, alla cassa, invece che con il bancomat o la carta di credito, con il cellulare e in bitcoin. E da dove poteva partire questo progetto se non da quella che sempre più viene ribattezzata la "Bitcoin Valley", il Trentino? E infatti è di queste ore l'accordo tra Argentea (società controllata dal gruppo GPI di Trento) e Inbitcoin una delle aziende pioniere in Italia che sviluppa prodotti e servizi per l'uso di bitcoin e che ha sede a Rovereto. 

 

Ne dà notizia lo stesso Gruppo GPI sul suo sito che spiega così l'iniziativa: "Un servizio di pagamento con bitcoin attraverso i terminali telematici (POS): questo il progetto lanciato sul mercato italiano da Argentea, società controllata del Gruppo GPI, e inbitcoin, startup trentina leader nei bitcoin POS (dispositivi full bitcoin che accettano la crittovaluta). Il progetto punta ad allargare l’utilizzo dei sistemi di pagamento in bitcoin anche alla grande distribuzione organizzata, rendendo possibile ai clienti il pagamento in bitcoin attraverso il proprio smartphone direttamente sul terminale del supermercato".

 

In altre parole rendere sempre più semplici i pagamenti con i bitcoin, sdoganare sempre di più l'utilizzo delle criptovalute. E il Trentino, ancora una volta, si fa capofila di questo progetto. D'altronde la strada è tracciata. Nell'ultimo periodo è arrivata anche l'approvazione in consiglio provinciale della mozione a firma Alessio Manica per promuovere e studiare questa tecnologia valutando possibili sviluppi anche a livello sociale ed economico per il territorio. E poi ci sono i sempre più numerosi negozi ed esercizi commerciali che in tutta la provincia accettano il pagamento con i bitcoin e poi ci sono i buoni pasto per le scuole della Vallagarina: ben 11.107 studenti lì hanno già la possibilità di pagare 900.000 buoni pasto all'anno in bitcoin.

 

Il progetto di Argentea e Inbitcoin punta a diffondere ulteriormente l'utilizzo dei sistemi di pagamento in bitcoin entrando anche nella grande distribuzione organizzata. Su tutti i supermercati che rappresenterebbero una svolta sul piano dell'utilizzo quotidiano di questa tecnologia. Che già è di uso semplicissimo. Per servirsene basta un'applicazione ("Wallet") che tramite un Qr code (o dei semplici bonifici) permette di realizzare il pagamento in maniera sicura, in tempo reale, in qualsiasi parte del mondo e in modo decentralizzato, senza intermediari o banche si mezzo.

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