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In Provincia si discute di bilancio, presidio dei lavoratori del Progettone: "Promesse disattese, contratto peggiorativo"

La tensione dei lavoratori del comparto resta alto e il nodo del contendere è sempre l'accordo stipulato tra sindacati, Cooperazione e Provincia. Un contratto ritenuto dal Coordinamento peggiorativo. Olivi: "Il Progettone è un sistema unico in Italia: una visione progressista. I deboli sono quelli che un lavoro non lo hanno" 

Di Luca Andreazza - 15 dicembre 2017 - 12:19

TRENTO. In consiglio provinciale si discute di bilancio e arriva il presidio dei lavoratori del Progettone. "Sono mesi - spiega Daniela Gualazzi, presidente del Coordinamento lavoratori Progettone - che aspettiamo di parlare con il governatore Ugo Rossi e il vicepresidente Alessandro Olivi. Questa estate ci avevano promesso un incontrato a settembre, ma non abbiamo più avuto alcun riscontro. Questo genere di manifestazioni non rientrano nella nostra filosofia, ma a quanto pare è l'unico modo per farci ascoltare".

 

La tensione dei lavoratori del comparto resta alto e il nodo del contendere è sempre l'accordo stipulato tra sindacati, Cooperazione e Provincia il 18 maggio 2016 e entrato in vigore dall'1 luglio dell'anno scorso. Un contratto ritenuto dal Coordinamento peggiorativo

 

"Nelle ultime settimane - aggiunge Gualazzi - si sono tenute le assemblee sindacali di Cgil, Cisl e Uil. L'ordine del giorno riguardava le informazioni principalmente in merito al contratto provinciale dei lavoratori e Sanifonds. La partecipazione, a parte qualche eccezione è stata alta, così come il dissenso manifestato sulle ricadute dell'accordo sottoscritto. Sono stati tolti 2 milioni di euro con la promessa di assumere ottanta lavoratori a tempo indeterminato. Tutto è stato disatteso. Chiediamo di essere presenti al tavolo delle trattative: il Coordinamento rappresenta molte più persone dei tre sindacati messi insieme". 

 

Numeri alla mano, i lavoratori sostengono che la busta paga sia dimagrita drasticamente, anche sotto i mille euro al mese, per l'effetto della soppressione della prima fascia di indennità trasporto (3,87 euro al giorno) e per la sostituzione dell'indennità di presenza (7,28 euro al giorno) con quella mensa (5,29 euro al giorno) per un calo medio di 115 euro lordi al mese.

 

"Un importo - dice la presidente del Coordinamento - che pesa soprattutto se si considera il nostro stipendio. La nostra retribuzione è stata sostituita da 'buoni regalo', che ci sono stati imposti, nonostante il nostro dissenso, tutto a vantaggio delle cooperative che traggono benefici fiscali. Anche il premio di risultato ci ha penalizzato economicamente: il nuovo contratto ci priva di un importo anno che varia tra i 600 e 700 euro, con conseguenze negative sulla pensione".

 

"Tutti - prosegue la presidente - abbiamo toccato, chi prima e chi dopo, gli effetti penalizzati del nuovo contratto: aspetti economici e normativi che vanno inoltre a scalfire diritti fondamentali della persona. Il Coordinamento, ricorrendo al Garante della privacy, è riuscito a bloccare l'abuso che Consorzio lavoro ambiente, Provincia e sindacati avevano messo in atto ai danni della nostra privacy. Nonostante questo ci giunge però notizia che qualche cooperativa continua a chiedere dati sensibili relativi allo stato di salute dei lavoratori".

 

Nel mirino anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil. "Attualmente - spiega Gualazzi - le parti sociali, Consorzio lavoro ambiente e Provincia stanno predisponendo un 'Mansionario' per codificare le nostre mansioni: questo senza interpellarci e senza aver ricevuto alcuna bozza o indicazione. Il comportamento dei sindacati è riprovevole: poco spazio alla discussione e contraddittorio, in particolare il rappresentante della Cisl Fulvio Bastiani impedisce ai lavoratori di parlare e confrontarsi e alza la voce per coprire quelle dei lavoratori".

 

A margine della discussione di bilancio c'è stato un breve incontro tra i lavoratori del Progettone e Olivi. Le parti si sono lasciate con la promessa di incontrarsi entro gennaio. "I dati però non mi tornano - commenta Olivi - abbiamo iniziato in questa legislatura un percorso. Abbiamo modificato alcune regole per accogliere persone che non sarebbero mai entrate nel comparto".

 

"Oggi - aggiunge il vice presidente della Provincia - abbiamo 128 persone strutturali in più rispetto all'anno scorso, cioè più persone accolte all'interno di questo sistema di lavoro protetto. Abbiamo chiesto al sistema qualche rinuncia, in quanto le persone deboli sono quelle fuori, non quelle che già lavorano. Si è reso necessario variare alcune regole per accogliere nuovi disoccupati e nuove forme di esclusione dal mercato del lavoro. Abbiamo cercato di risolvere questa criticità modificando il perimetro di alcune regole: bisogna prima di tutto pensare a quelli che non hanno niente".

 

"Un compromesso - conclude Olivi - per far stare meglio tutti. Il Progettone è un sistema solidaristico: la Provincia investe 70 milioni di euro e questo comparto rappresenta un'unicità in Italia. Un sistema di efficienza, produttività e inclusione che ha reso necessario la modifica di qualche elemento di rigidità: una scelta di futuro e inclusione, una visione progressista".

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